4. I problemi dell’Italia unita

4 I problemi dell’Italia unita

L’Italia del 1861: analfabetismo, arretratezza, divisioni

Anche se unita dal punto di vista politico, l’Italia del 1861 era un paese ancora da costruire. La sua popolazione era in gran parte analfabeta (grafico a p. 380) e il settore economico più importante rimaneva l’agricoltura, spesso arretrata e poco produttiva. Le industrie si erano sviluppate solo in poche zone, per lo più tra Piemonte e Lombardia. La rete stradale e ferroviaria era ancora poco diffusa, e vaste zone restavano inaccessibili, come le paludi pontine nel Lazio, le montagne appenniniche, le zone interne di Calabria o Sardegna.

Le differenze tra regione e regione erano notevoli, a partire dalla lingua: in ogni zona d’Italia si parlava prevalentemente il dialetto locale, mentre l’italiano basato sul fiorentino era usato da pochissimi e quasi solo come lingua scritta. In generale l’Italia si presentava, subito dopo l’Unità, come un paese povero e ancora arretrato rispetto all’Europa nord-occidentale. Come sintetizzava la celebre frase attribuita al politico e patriota Massimo d’Azeglio, «Fatta l’Italia, bisogna fare gl’Italiani»: la nazione, unita dal punto di vista politico, era ancora tutta da creare dal punto di vista economico, sociale e culturale.

Governare questa difficile situazione non spettò però a colui che era stato il principale artefice dell’Unità: poche settimane dopo la proclamazione del Regno d’Italia, nel giugno 1861, Cavour morì infatti di malaria a soli cinquant’anni.

LEGGERE LA STORIA ATTRAVERSO I DATI: L’ECONOMIA ITALIANA NEL 1861

Osserva l’areogramma e rispondi alle domande.
1. Qual era il settore economico più importante? 
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2. In percentuale, qual era il numero degli occupati nel settore agricolo? .............................................................................................................................................................................
3. Dopo quello agricolo, quale settore dava più occupazione?
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la “questione meridionale”

Una delle questioni più difficili che il governo nazionale dovette affrontare nei suoi primi anni fu quella del malcontento diffuso nel Sud Italia.

In linea generale, fu imposto su tutto il territorio l’accentramento amministrativo, cioè l’applicazione di ordinamenti, istituzioni e strutture comuni a tutto il Regno. Queste scelte del governo provocarono ben presto insoddisfazione e proteste nell’ex Regno delle Due Sicilie, dove le condizioni di vita dei cittadini non migliorarono e le vecchie élite continuarono a dominare anche sotto il nuovo governo. Inoltre l’aumento delle tasse e l’introduzione del servizio militare obbligatorio provocarono disordini e rivolte contadine, incoraggiate da una parte del clero e dalla corte borbonica in esilio a Roma.

il brigantaggio

In questo contesto di malessere sociale, sentimento antipiemontese, povertà e delinquenza nacque il fenomeno del brigantaggio. Si trattava di bande armate composte da briganti veri e propri, ex soldati borbonici e cospiratori, ma soprattutto contadini che si ribellavano al cosiddetto “problema della terra”, legato alla distribuzione della proprietà terriera e allo sfruttamento del lavoro nelle campagne. Di solito i briganti attaccavano piccoli centri, eliminando le autorità locali che si erano schierate a favore dei piemontesi e dando fuoco agli archivi comunali, per poi rifugiarsi sulle montagne.

Di fronte a questo fenomeno, il governo nazionale utilizzò le maniere forti. Nel 1863 il Parlamento approvò la legge Pica, che istituiva “nelle province infestate dal brigantaggio” un vero e proprio regime di guerra, con tribunali militari per giudicare i ribelli e fucilazione immediata per chi resisteva con le armi. Il brigantaggio fu così sconfitto nel giro di pochi anni, anche a causa della stanchezza delle popolazioni locali, spesso semplici vittime dell’azione dei briganti, ma i problemi sociali non si risolsero.

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LEGGERE LA STORIA ATTRAVERSO LE IMMAGINI: IL BRIGANTE

Il brigante italiano ottocentesco è stato spesso ritratto e descritto come un personaggio positivo, una specie di Robin Hood pronto a combattere le ingiustizie e a lottare per i più poveri. Alcuni briganti riscuotevano grande ammirazione tra la gente e le loro storie si tramandavano di bocca in bocca, come vere e proprie leggende. Nella sua rappresentazione tipica, il brigante era riconoscibile sin dall’aspetto e dall’abbigliamento.


Osserva l’immagine e rispondi alle domande.

1. Che aspetto ha il volto del brigante?

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2. Che tipo di abbigliamento indossa?

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3. Che tipo di cappello porta?

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4. Che armi ha?

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Ti racconto la Storia - volume 2
Ti racconto la Storia - volume 2
Dal Rinascimento alla fine dell’Ottocento