8. La Prima guerra d’indipendenza italiana

8 La Prima guerra d’indipendenza italiana

nuove costituzioni nei regni delle due sicilie e di sardegna

La “primavera dei popoli” del 1848 coinvolse anche l’Italia. Già nel gennaio di quell’anno si sollevò la città di Palermo, spinta dagli ideali di indipendenza, che chiese una Costituzione. Re Ferdinando la concesse e la rese valida per tutto il Regno delle Due Sicilie.

Nelle settimane successive furono concesse Costituzioni simili in altre zone d’Italia, tra cui il Regno di Sardegna: l’8 febbraio 1848 Carlo Alberto approvò lo Statuto, che proprio dal nome del re fu in seguito chiamato “Albertino”. Lo Statuto Albertino prevedeva una Camera dei deputati eletta a suffragio molto ristretto e un Senato nominato dal re; affermava poi che il governo era dipendente dal sovrano.

venezia e milano: la rivolta nei territori austriaci

Come abbiamo visto, la notizia dei disordini a Parigi si diffuse rapidamente nel resto d’Europa, in particolare nell’Impero asburgico. Tra le città che si sollevarono nel mese di marzo vi furono anche i due più importanti centri italiani posti sotto il dominio austriaco. Venezia iniziò la sua ribellione il 17 marzo, e appena sei giorni dopo, il 23, fu proclamata la nascita della Repubblica veneta, con un governo provvisorio guidato dal democratico Daniele Manin.

A Milano la rivoluzione iniziò il giorno dopo quella di Venezia, il 18 marzo. Seguirono i combattimenti delle celebri “cinque giornate”, in cui le strade della città lombarda si riempirono di barricate: da un lato, le truppe austriache, composte da circa 15 000 uomini e comandate dal maresciallo Josef Radetzky; dall’altro, un fronte rivoluzionario in cui combatterono fianco a fianco aristocratici liberali, borghesi e popolani, soprattutto operai e artigiani. A partire dal 22 marzo si instaurò un governo provvisorio, mentre Radetzky ordinò la ritirata del suo esercito al confine tra Lombardia e Veneto.

studio con metodo

▶ Organizzo le informazioni


Completa la tabella sulle rivolte nei territori austriaci.


Data

Luogo

Esito

......... marzo

Venezia

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18-22 marzo

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Instaurazione di un governo ........................................ e ritirata di ........................................

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L’intervento piemontese e la Prima guerra d’indipendenza

Approfittando del momento di estrema difficoltà dell’Impero austriaco e delle ribellioni di Milano e Venezia, il Regno di Sardegna dichiarò guerra all’Austria. Carlo Alberto prese questa decisione per varie ragioni: le pressioni interne da parte di liberali, democratici e patrioti; l’ambizione dei Savoia di espandersi verso est; ma anche il timore che la rivoluzione dalla Lombardia potesse estendersi fino al Piemonte. Fu questo l’atto d’inizio della Prima guerra d’indipendenza (1848-49), alla quale dapprima aderirono altri sovrani italiani, anch’essi per paura che la protesta armata potesse estendersi ai rispettivi territori; fra questi, Ferdinando II delle Due Sicilie, Leopoldo II di Toscana e papa Pio IX. Questi ultimi tuttavia si ritirarono ben presto dal conflitto, perché non ne avrebbero ottenuto alcun vantaggio politico e territoriale; rimasero invece a combattere moltissimi volontari, provenienti da tutta Italia o appositamente rientrati dall’estero come Giuseppe Garibaldi.

Inizialmente le truppe piemontesi ottennero alcuni successi, ma alla lunga la superiorità dell’esercito austriaco fu chiara: dopo la netta sconfitta nella battaglia di Custoza (23-25 luglio 1848), vicino a Verona, Carlo Alberto fu costretto a firmare l’armistizio.

Nel resto d’Italia, tuttavia, la rivolta non era stata ancora soffocata, né a Venezia né in Sicilia, e anzi altri territori si erano ribellati ai rispettivi sovrani: la Toscana, dove al posto del granduca si era insediato un governo democratico, e Roma, dove papa Pio IX fu costretto alla fuga, in novembre.

Nel febbraio 1849 nacque la Repubblica romana, divenuta luogo d’incontro per tanti patrioti e democratici, come Mazzini e Garibaldi. Spinto da questi eventi, dalla pressione dei suoi sudditi e dall’insoddisfazione per le dure condizioni di pace imposte dagli austriaci, Carlo Alberto tentò una seconda volta la strada militare, riprendendo la guerra contro l’Austria. Ma l’esercito austriaco, guidato dal maresciallo Radetzky, inflisse a quello piemontese una sconfitta ancor più dura di quella di Custoza, a Novara (22-23 marzo 1849). La stessa sera del 23 marzo, per difendere i propri eredi dalle conseguenze della sconfitta, Carlo Alberto decise di abdicare in favore del figlio, Vittorio Emanuele II. Quest’ultimo, il giorno dopo, firmò l’armistizio con l’Austria.

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LEGGERE LA STORIA ATTRAVERSO LE CARTE: IL 1848 IN ITALIA

Il 1848 in Italia fu segnato dalla ribellione di molte città e dalla Prima guerra d’indipendenza.


Osserva la carta e rispondi alle domande.

1. In quali Stati italiani avvennero le insurrezioni del 1848?

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2. Quali città furono teatro di battaglia durante la Prima guerra d’indipendenza?

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La fine delle repubbliche italiane

Dopo aver definitivamente sconfitto i piemontesi, l’Impero austriaco ristabilì l’ordine anche nel resto dell’Italia centro-settentrionale. L’intervento delle truppe asburgiche fu infatti decisivo per soffocare un’insurrezione a Brescia (le “dieci giornate” di Brescia), per far cadere la Repubblica toscana e per riconquistare i territori emiliani, romagnoli e marchigiani dello Stato pontificio. L’ultima ad arrendersi fu Venezia, presa per fame, dopo cinque mesi di assedio austriaco, alla fine di agosto del 1849. La Sicilia fu riconquistata dall’esercito borbonico.

Fu invece decisivo l’intervento francese, voluto dal nuovo presidente della repubblica Luigi Napoleone Bonaparte, per aiutare papa Pio IX a riprendersi Roma e far cadere la Repubblica romana. Poco prima di arrendersi, il 4 luglio 1849, i ribelli fecero comunque in tempo a far approvare il testo di una Costituzione democratica, che avrebbe fatto da modello per molti patrioti e repubblicani degli anni successivi.

Ti racconto la Storia - volume 2
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Dal Rinascimento alla fine dell’Ottocento