1. Il Congresso di Vienna

1 Il Congresso di Vienna

Il principio di legittimità

Napoleone era ancora all’isola d’Elba quando, nel novembre 1814, fu convocato a Vienna un grande congresso internazionale, che sarebbe durato fino al giugno 1815.

Le principali potenze europee si riunirono per decidere quale forma dare all’Europa dopo la sconfitta di Napoleone, seguendo un principio chiaro: riportare la Francia ai confini precedenti alle imprese di Bonaparte e ristabilire sui rispettivi troni le legittime dinastie che erano state sconfitte e, spesso, costrette all’esilio da Napoleone. In nome di questo principio, detto “di legittimità”, furono  restaurati i vari rami dei Borbone in Francia, in Spagna, a Napoli e in Sicilia, ma anche i Braganza in Portogallo, gli Asburgo nel Granducato di Toscana e i Savoia nel Regno di Sardegna.

L’alleanza trono-altare

Per riaffermare il loro potere e il loro diritto a regnare, i sovrani europei non si ispirarono più ai princìpi illuministi, come avevano fatto i “despoti illuminati” (capitolo 9, p. 225), bensì a quelli tradizionali, soprattutto religiosi: il loro potere aveva origine divina, perché era stato il volere di Dio a farli salire sul trono. Era la cosiddetta “alleanza trono-altare”, in cui il potere politico trovava la sua giustificazione nella religione. Si trattava di una nuova forma di dispotismo, definito “reazionario perché nato dalla reazione dei sovrani europei ai princìpi della Rivoluzione francese che Napoleone aveva diffuso in tutta Europa.

I cambiamenti territoriali

Grazie all’abilità politica del rappresentante della Francia, il principe Charles-Maurice de Talleyrand, il Congresso di Vienna decise di non punire né umiliare la Francia, vista come una vittima della sete di potere di Napoleone: essa, semplicemente, tornò ai confini del 1792. Il grande artefice del nuovo equilibrio stabilito dal Congresso in Europa fu invece il ministro austriaco Klemens von Metternich. Tra i principali cambiamenti territoriali decisi a Vienna (carta a p. 344) ci furono:

  • la nascita dell’Impero austriaco sotto la dinastia degli Asburgo, erede dello scomparso Sacro Romano Impero, che occupava le attuali Austria e Ungheria, la Boemia e il Regno Lombardo-Veneto (l’Italia nord-orientale);
  • la formazione della Confederazione germanica, in cui erano riuniti 39 Stati tedeschi; al suo interno, un ruolo predominante era ormai riconosciuto al Regno di Prussia;
  • i territori ottenuti dalla Russia, in Europa (con l’espansione in Finlandia e in Polonia), e dall’Inghilterra, nel Mediterraneo (con il controllo dell’isola di Malta) e nel mondo (con l’acquisizione di possedimenti coloniali francesi e olandesi);
  • la creazione di un nuovo Stato, il Regno dei Paesi Bassi, che riuniva gli attuali Belgio e Olanda;
  • in Italia, oltre alla nascita del Regno Lombardo-Veneto e alla restaurazione delle varie dinastie nei diversi Stati in cui era divisa la penisola (compreso il papa nello Stato della Chiesa), vennero stabiliti l’unificazione dei regni di Napoli e Sicilia nel Regno delle Due Sicilie e l’allargamento del Regno di Sardegna, tornato ai Savoia, che incluse anche i territori dell’ex Repubblica di Genova.

Le alleanze

Infine il Congresso di Vienna fu il contesto in cui nacquero due alleanze fra Stati, destinate a durare per molti decenni:

  • la Santa Alleanza, stipulata tra Austria, Prussia e Russia con l’obiettivo di garantire che le decisioni prese dal Congresso di Vienna fossero in futuro rispettate ed eseguite (come vedremo, la Santa Alleanza si trasformò negli anni successivi nel principale strumento di repressione di idee e movimenti rivoluzionari in Europa);
  • la Quadruplice Alleanza, sottoscritta da Austria, Prussia, Russia e Inghilterra. Si trattava, in questo caso, di un accordo politico e militare che rimetteva insieme gli alleati che tante volte avevano combattuto insieme contro Napoleone.

Ti racconto la Storia - volume 2
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Dal Rinascimento alla fine dell’Ottocento