7. Il Direttorio

7 Il Direttorio

Il nuovo assetto istituzionale

Liberata dalla minacciosa presenza del Comitato di Salute pubblica, la Convenzione si rimise al lavoro con l’obiettivo di dare alla Francia una nuova Costituzione, detta “dell’Anno III”. Approvata nell’agosto del 1795, essa presentava un orientamento assai moderato, dopo anni dominati da opposti estremismi. Si eliminò il suffragio universale maschile (con il ritorno del voto per censo, cioè in base alla ricchezza) e venne limitata notevolmente la libertà di stampa e di associazione.

Questa Costituzione prevedeva la nascita di un Parlamento bicamerale, composto cioè da due camere. Il potere esecutivo era invece affidato a una nuova istituzione, composta da cinque membri: il Direttorio.

La congiura degli eguali

Per i successivi quattro anni (1795-99) il Direttorio governò la Francia in una fase molto delicata.

Nel 1796 venne sventata una congiura, la cosiddetta “congiura degli eguali”, guidata dal giornalista François-Noël Babeuf e dal patriota toscano Filippo Buonarroti. Essa si era posta l’obiettivo utopistico (cioè ideale ma irrealizzabile, lontano dalla realtà dei fatti) di dare vita a una società di “eguali”, che prevedeva l’abolizione della proprietà privata e la condivisione dei beni, ritenute necessarie per combattere la povertà e creare un nuovo consenso. Babeuf fu catturato il 10 maggio 1796 e un anno dopo fu condannato a morte insieme ad altri sostenitori del movimento, mentre Buonarroti fu costretto all’esilio, dopo aver cercato inutilmente di sollevare l’opinione pubblica a favore dei cospiratori.

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Le elezioni annullate

Alle elezioni indette per decidere la composizione del Parlamento nessuna forza politica riuscì a emergere come dominante. I monarchici vinsero le elezioni del 1797, i giacobini quelle del 1798, ma in entrambi i casi il Direttorio, con l’appoggio dell’esercito, annullò i risultati, temendo che la Francia potesse subire il dominio di una forza estremista e un nuovo tipo di Terrore.

Politica estera

In politica estera il Direttorio ereditò una situazione di guerra permanente, in cui la Francia rivoluzionaria si sentiva assediata da una grande coalizione di nemici.

Rispetto al passato, il Direttorio però mise in atto una nuova strategia: non più solo difesa dei confini da eventuali invasori, bensì contrattacco, andando a combattere nei territori delle potenze straniere.

Vennero così formati due eserciti: uno, molto numeroso e ben attrezzato, che doveva varcare il fiume Reno e attaccare direttamente l’esercito austriaco; l’altro, meno numeroso, doveva invece varcare le Alpi e invadere il Piemonte, spostandosi in seguito verso la Lombardia. Contrariamente alle previsioni, questo secondo esercito ottenne una serie inarrestabile di successi, sbaragliando tutti i nemici incontrati sulla sua strada e minacciando di raggiungere Vienna da sud. A guidarlo c’era un giovane generale originario della Corsica: Napoleone Bonaparte.

Ti racconto la Storia - volume 2
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Dal Rinascimento alla fine dell’Ottocento