4. Dalla monarchia alla repubblica

4 Dalla monarchia alla repubblica

Le decisioni dell’Assemblea nazionale

In poco più di due anni, dal luglio 1789 al settembre 1791, l’Assemblea nazionale costituente prese molte importanti decisioni che cambiarono il volto della Francia. Tra queste vanno ricordate:

  • l’abolizione del regime feudale, che era stato alla base dei privilegi e del potere della nobiltà;
  • la proclamazione della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino (29 agosto 1789), che definiva come naturali e inalienabili i diritti individuali e stabiliva l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge;
  • la costituzione civile del clero: tutti i religiosi dovevano prestare giuramento di fedeltà al nuovo governo e dare vita a una Chiesa nazionale francese, i cui membri diventavano funzionari stipendiati dallo Stato e in cui vescovi e parroci venivano eletti dai fedeli.

LEGGERE LA STORIA ATTRAVERSO LE FONTI: LA DICHIARAZIONE D’INDIPENDENZA (1776)

La Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino è uno dei testi più importanti prodotti durante la Rivoluzione francese. Oltre a stabilire princìpi e idee destinati ad avere una forte influenza, e non solo in Francia, esprimeva un grande cambiamento: i francesi non erano più sudditi, ma cittadini.


Art. 1 Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti. Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sull’utilità comune.

Art. 2 Il fine di ogni associazione politica è la conservazione dei diritti naturali ed imprescrittibili dell’uomo. Questi diritti sono la libertà, la proprietà, la sicurezza e la resistenza all’oppressione.

Art. 3 Il principio di ogni sovranità risiede essenzialmente nella nazione. Nessun corpo, nessun individuo può esercitare un’autorità che da essa non emani espressamente.

Art. 4 La libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non nuoce ad altri: così l’esercizio dei diritti naturali di ciascun uomo ha come limiti solo quelli che assicurano agli altri membri della società il godimento di questi stessi diritti. Questi limiti possono essere determinati soltanto dalla legge.

Art. 5 La legge ha il diritto di vietare solo le azioni nocive alla società. Tutto ciò che non è vietato dalla legge non può essere impedito, e nessuno può essere costretto a fare ciò che essa non ordina.

Art. 6 La legge è l’espressione della volontà generale. Tutti i cittadini hanno diritto di concorrere personalmente o per mezzo dei loro rappresentanti alla sua formazione. Essa deve essere la medesima per tutti, sia che protegga, sia che punisca. […]

(da Armando Saitta, Costituenti e costituzioni della Francia rivoluzionaria e liberale (1789-1875), Giuffrè, Milano 1975)


Leggi il documento e rispondi alle domande.

1. In quale articolo si afferma che gli uomini sono uguali nei diritti? 

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2. In che cosa consiste la libertà? 

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3. Di che cosa è espressione la legge? 

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La Francia diventa una monarchia costituzionale

L’Assemblea portò a termine i suoi lavori con la proclamazione della Costituzione (settembre 1791). La Francia diventava una monarchia costituzionale, in cui al re rimaneva il potere esecutivo (far rispettare le leggi), mentre quello legislativo (fare le leggi) era affidato a una Camera eletta da una percentuale ristretta di cittadini francesi, cioè quelli che erano in grado di pagare le tasse.

Le accuse al re

La Rivoluzione, tuttavia, era ancora ben lontana dalla sua conclusione. Nell’Assemblea i gruppi più estremisti, in particolare i girondini e i giacobini (i due club più influenti e seguiti), volevano che la Francia diventasse una repubblica, manovrando a questo scopo la folla. Il 17 luglio 1791 una manifestazione popolare di ispirazione repubblicana venne ferocemente fermata presso il Campo di Marte, una piazza d’armi utilizzata per gli addestramenti militari, in uno dei fatti di sangue più tragici e famosi dell’intera Rivoluzione.

Luigi XVI era già stato costretto dalla folla in armi a lasciare Versailles e a trasferirsi a Parigi, dove era più facile controllarlo, nell’ottobre 1789. Sospettato di essere in contatto con i tanti nobili fuggiti dalla Francia dopo l’inizio della Rivoluzione, e soprattutto di organizzare l’invasione del paese in accordo con gli Asburgo d’Austria, parenti della moglie Maria Antonietta, Luigi XVI tentò la fuga nel giugno 1791 ma venne scoperto a Varennes, dopo pochi chilometri, e ricondotto a Parigi (Le storie di Galatea, p. 290). La cosiddetta fuga di Varennes fece cadere ancora più in basso l’opinione dei rivoluzionari nei confronti del re.

L’arresto del re e una nuova assemblea

Il 10 agosto 1792 la folla parigina assaltò il Palazzo delle Tuileries, dove era andata a vivere la famiglia reale, obbligando la Camera a ordinare la deposizione e l’arresto di Luigi XVI, accusato di tradimento della patria. Venne così formata una nuova assemblea costituente, la Convenzione, eletta a  suffragio universale maschile (e non più in base alla ricchezza) e incaricata di presentare una nuova Costituzione, non più monarchica, bensì repubblicana.
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LEGGERE LA STORIA ATTRAVERSO LE IMMAGINI: IL RE INDOSSA IL BERRETTO DELLA LIBERTÀ

Dopo essere stati costretti a lasciare Versailles e a trasferirsi a Parigi, Luigi XVI e il resto della famiglia reale andarono ad abitare nel Palazzo delle Tuileries. La mattina del 10 agosto 1792 un gruppo di giacobini e girondini assaltò il palazzo. La folla, composta da circa 25 000 persone, ebbe la meglio sulle guardie poste a difesa del palazzo.

In questa stampa è ritratta la folla entrata con la forza nel Palazzo delle Tuileries: si vedono sia donne sia uomini, e dai vestiti che indossano e dalle armi che impugnano comprendiamo che sono contadini, ma anche gente di città, lavoratori appartenenti ai gruppi sociali più bassi. Sulla destra, poche guardie superstiti sono al fianco di Luigi XVI, di Maria Antonietta e del loro figlio maschio Luigi Carlo, tutti seduti. Sia il re sia la regina e il bambino sono costretti a indossare il berretto frigio, simbolo di libertà e della Rivoluzione: al posto della corona, sulle loro teste devono porre il berretto rosso, emblema potentissimo, che già si era visto in rivoluzioni dei secoli precedenti, come per esempio quella delle Province Unite contro la Spagna. Nella mano destra, il re ha una fiaschetta di vino: la folla lo obbliga a brindare alla salute della nazione.

Il popolo armato di asce, lance, falci e bastoni affronta la famiglia reale e le sue guardie.


Osserva l’immagine e rispondi alle domande.

1. Quali elementi dell’immagine ti fanno capire che si tratta di un assalto contro il re e la sua famiglia?

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2. Da quale sentimento ti sembra che sia animata la folla?

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3. Secondo te, perché il re viene obbligato dai rivoluzionari a bere vino e a brindare alla salute della nazione?

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Ti racconto la Storia - volume 2
Ti racconto la Storia - volume 2
Dal Rinascimento alla fine dell’Ottocento