2. Gli Stati generali

2 Gli Stati generali

Un’istituzione dimenticata

Spinto dalla crisi economica e dalla necessità di imporre nuove tasse, Luigi XVI si trovò costretto a convocare, per il maggio 1789, gli Stati generali. Si trattava di un’istituzione che aveva la stessa funzione del Parlamento in Inghilterra (prima delle due rivoluzioni del Seicento) o delle Cortes in Spagna: un’assemblea dove sedevano i rappresentanti dei sudditi del regno e che era chiamata ad approvare, o respingere, la richiesta di nuove tasse avanzata dal re, che quindi non poteva imporle a suo piacimento.

Il caso francese era però del tutto particolare, perché gli Stati generali non venivano convocati da ben 175 anni. Le riunioni di questa assemblea erano sempre state occasioni per i sudditi di presentare lamentele, critiche e richieste (i cosiddetti cahiers des doléances, “quaderni delle lamentele”), costringendo il re a concedere sempre qualcosa in cambio dell’approvazione di nuove tasse. Per evitare di essere messi in difficoltà e di dover cedere a richieste eccessive, i sovrani di Francia non avevano più convocato gli Stati generali dopo l’ultima assemblea tenutasi nel 1614.

I tre Stati

Dopo quasi due secoli, più nessuno conosceva il funzionamento di questa istituzione e fu così molto difficoltoso organizzarne i lavori e scegliere i rappresentanti dei tre ordini (cioè gruppi sociali, detti “Stati”), che la componevano:

  • il Primo Stato, che coincideva con il clero;
  • il Secondo Stato, che rappresentava la nobiltà;
  • il Terzo Stato, che comprendeva il resto della popolazione francese.

LEGGERE LA STORIA ATTRAVERSO I DATI: LA COMPOSIZIONE DELLA SOCIETÀ FRANCESE

L’areogramma mostra la percentuale dei membri di ogni ordine sociale calcolata sulla popolazione totale.


Osserva il grafico e rispondi alle domande.

1. Quale dei tre Stati comprendeva la maggior parte della popolazione? Chi ne faceva parte?

.............................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................

2. Quale dei tre Stati rappresentava la minoranza della popolazione?

.............................................................................................................................................................................

.............................................................................................................................................................................

pagina 297 

Come votare?

La maggiore incertezza era comunque legata alla modalità di voto. Una volta riuniti a Parigi, al momento di approvare o respingere le richieste del re, come avrebbero votato gli eletti negli Stati generali?

  • Una prima opzione era quella del voto per ordine: ogni Stato avrebbe espresso un unico voto, quello della maggioranza al suo interno.
  • La seconda opzione era il voto per testa: ogni rappresentante, indipendentemente dal gruppo di appartenenza, avrebbe espresso un voto.

Se fosse passata la prima opzione, Primo e Secondo Stato avrebbero potuto agire di comune accordo e mettere sempre in minoranza il Terzo Stato; ma se invece fosse passata la seconda opzione, il maggior numero di rappresentanti all’interno del Terzo Stato e anche l’insoddisfazione di alcuni nobili ed ecclesiastici avrebbero reso molto più imprevedibili, e pericolosi per il re, i lavori dell’assemblea.

studio con metodo

▶ Organizzo le informazioni


Ti racconto la Storia - volume 2
Ti racconto la Storia - volume 2
Dal Rinascimento alla fine dell’Ottocento