3. La Guerra d’indipendenza americana

3 La Guerra d’indipendenza americana

L’inizio del conflitto

La Gran Bretagna reagì con estrema durezza al Boston Tea Party, rafforzando il proprio controllo sul territorio americano e imponendo nuove, pesanti tasse. I coloni, dal canto loro, diedero vita, a partire dal 1774, al congresso continentale dei rappresentanti delle tredici colonie: un’istituzione che comprendeva, appunto, i rappresentanti di ogni colonia e che inviò una petizione al re d’Inghilterra, Giorgio III, per chiedere di giungere a un compromesso e di  abrogare le leggi considerate più dannose per la libertà dei sudditi americani.

Tali richieste non solo vennero ignorate, ma vennero considerate, assieme alla formazione stessa del congresso continentale, come un atto di aperta ribellione. Ben presto si passò quindi alle armi: nell’aprile 1775 avvennero i primi scontri tra l’esercito inglese e le truppe del Massachusetts. Aveva così inizio la Guerra d’indipendenza americana.

La Dichiarazione d’indipendenza

Thomas Jefferson, uno dei  padri fondatori degli Stati Uniti, fu il principale autore della Dichiarazione d’indipendenza, approvata il 4 luglio 1776 a Philadelphia. Nel testo, il riconoscimento del diritto naturale alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità era indicato come la prima ragione della ribellione contro il governo britannico. Una ribellione tanto più legittima perché combattuta contro chi cercava di negare o comunque di ostacolare questi diritti inalienabili, cioè che non possono essere aboliti. Era la prima volta nella storia che una guerra veniva combattuta per difendere tali diritti.

L’appoggio delle potenze europee

L’esercito dei coloni, comandato da un ufficiale che si era formato nell’esercito britannico, George Washington, fu in grande difficoltà nelle prime fasi del conflitto. In seguito, la maggior conoscenza del territorio e l’appoggio della popolazione civile furono invece decisivi per riequilibrare le forze in campo. Fu inoltre fondamentale il sostegno di molte potenze europee, conquistato grazie all’azione diplomatica dell’intellettuale e scienziato Benjamin Franklin, un altro padre fondatore degli Stati Uniti: dal 1778, Francia e Spagna entrarono in guerra al fianco dei ribelli, principalmente per indebolire il comune nemico britannico, e inviarono in America truppe e denaro.

pagina 277 

L’indipendenza degli Stati Uniti

Le truppe britanniche, ormai inferiori di numero e rifornite di armi e viveri con sempre maggiore difficoltà, persero progressivamente terreno, fino alla resa.

Il trattato che pose fine alla guerra venne firmato in Europa, a Versailles, nel 1783: la Gran Bretagna riconobbe l’indipendenza delle sue ex colonie, che nel frattempo si erano date il nome di Stati Uniti d’America, cedendo a esse anche la sovranità sui territori confinanti, compresi tra Florida (a sud), Grandi Laghi e Mississippi (a ovest).

LEGGERE LA STORIA ATTRAVERSO LE FONTI: LA DICHIARAZIONE D’INDIPENDENZA (1776)

La Dichiarazione d’indipendenza, approvata dal congresso continentale il 4 luglio 1776, non è solo un documento di importanza centrale nella storia americana. Essa rappresenta infatti un modello al quale si ispirarono, negli anni successivi, tanti rivoluzionari e democratici in tutto il mondo.


Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per sé evidenti:

Che tutti gli uomini sono creati uguali; che essi sono dotati dal loro Creatore di alcuni diritti inalienabili; che tra questi diritti ci sono la vita, la libertà e la ricerca della felicità; che i governi sono stati istituiti tra gli uomini per rendere sicuri questi diritti e che tali governi traggono il loro potere dal consenso dei governati; che tutte le volte che una qualsiasi forma di governo diventa nemica di questi scopi, è diritto del popolo cambiarla o cancellarla e istituire un nuovo governo che abbia i suoi fondamenti in quei princìpi e che organizzi i propri poteri nella forma che gli sembrerà [al popolo] più idonea a rendere effettiva la sua sicurezza e felicità […]. Così è successo a queste colonie, che hanno finora sofferto pazientemente; ma ora la necessità le costringe a cambiare i precedenti sistemi di governo. […] Perciò noi, i rappresentanti degli Stati Uniti d’America, riuniti in Congresso Generale, appellandoci al Giudice Supremo del mondo [cioè Dio] per la rettitudine delle nostre intenzioni, in nome e con l’autorità del buon popolo di queste colonie, dichiariamo solennemente in pubblico che queste Colonie Unite sono, e devono essere di diritto, STATI LIBERI E INDIPENDENTI; che essi sono sciolti da ogni legame con la corona britannica e che tutti i legami politici tra loro e lo Stato di Gran Bretagna è, e deve essere, totalmente sciolto; e che, in quanto Stati liberi e indipendenti, hanno pieno potere di dichiarare guerra, stipulare pace, contrarre alleanze, instaurare rapporti commerciali e compiere tutti gli altri atti e azioni che gli Stati indipendenti possono fare di diritto. E a sostegno di questa dichiarazione, contando fermamente sulla protezione della Divina Provvidenza, ci impegniamo reciprocamente le nostre vite, i nostri averi e il nostro sacro onore.


Leggi il documento e svolgi le attività.

1. Sottolinea nel testo con colori diversi:

– quali sono le “verità evidenti”;

– da chi traggono potere i governi;

– qual è lo scopo dei governi.


2. Rispondi.

a. Che cosa significa “inalienabili”?

.............................................................................................................................................................................

b. Che cosa può fare un popolo che si vede negare i propri diritti dal governo?

.............................................................................................................................................................................

Ti racconto la Storia - volume 2
Ti racconto la Storia - volume 2
Dal Rinascimento alla fine dell’Ottocento