2. Il Boston Tea Party

2 Il Boston Tea Party

Cresce l’insoddisfazione delle colonie

Negli anni Sessanta e Settanta del Settecento, da parte dei coloni americani crebbe l’insoddisfazione nei confronti della madrepatria inglese. Le tredici colonie costituivano una zona molto ricca, in grande espansione, e tanto i grandi mercanti del Nord quanto i ricchi proprietari terrieri del Sud volevano essere liberi di entrare in rapporti commerciali anche con altri paesi e non solo, come veniva loro imposto dall’Atto di Navigazione (capitolo 7, p. 178), con la Gran Bretagna. Chiedevano inoltre di poter costruire una propria flotta commerciale, in modo da poter competere con le imprese della madrepatria.

La Guerra dei sette anni

La consapevolezza di essere una realtà forte e in grande ascesa crebbe nelle tredici colonie in seguito al contributo militare, economico e  logistico che seppero dare alla Gran Bretagna per vincere la Guerra dei sette anni (1756-63): un grande conflitto, combattuto su scala mondiale, ma che in Nord America permise agli inglesi di sconfiggere la Francia e di impossessarsi delle sue colonie a nord (l’attuale Canada) e a est del fiume Mississippi, fino alla Louisiana e alla città di New Orleans.
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No taxation without representation

Sicuri del loro potere economico e del valore mostrato dalle loro truppe, le tredici colonie fecero anche richieste di tipo politico al governo di Londra. Non solo reclamarono maggiore autonomia nel governo delle singole colonie, ma minacciarono, con sempre maggiore decisione, che non avrebbero più pagato le tasse se non fosse stato loro permesso di eleggere dei rappresentanti da inviare nel Parlamento di Londra.

Era infatti il Parlamento che approvava l’imposizione di nuove tasse, e i coloni non ritenevano giusto doverle pagare se a loro veniva negato di eleggere propri rappresentanti in Parlamento. Questa battaglia venne riassunta in un celebre slogan: No taxation without representation (“Nessuna tassazione senza  rappresentanza”).

Un episodio dal forte valore simbolico

Con il passare degli anni le proteste dei coloni aumentarono, ma la Gran Bretagna non solo non accolse le loro richieste, bensì aumentò le tasse e il controllo sul territorio, con la creazione di nuove istituzioni e una più attenta azione di sorveglianza e repressione.

L’ennesima imposizione ai coloni da parte della madrepatria si verificò nel 1773, quando il Parlamento inglese approvò il Tea Act, con cui veniva affidato alla Compagnia delle Indie il monopolio della vendita di tè nelle colonie nordamericane. Si giunse così a uno degli atti dimostrativi più famosi della storia americana, il Boston Tea Party (“Festa del tè di Boston”): il 16 dicembre 1773 un gruppo di coloni, travestiti da indiani, salì a bordo di una nave inglese ormeggiata nel porto di Boston e rovesciò in mare tutto il suo carico di tè (Le storie di Galatea, p. 268).

Ti racconto la Storia - volume 2
Ti racconto la Storia - volume 2
Dal Rinascimento alla fine dell’Ottocento