6. Donne e bambini in fabbrica

6 Donne e bambini in fabbrica

Assenza di diritti e di tutele

Una delle caratteristiche più note e più discusse della rivoluzione industriale fu l’utilizzo massiccio nelle fabbriche e nelle miniere di donne e bambini. A queste due categorie non erano riconosciuti, almeno inizialmente, diritti o qualsiasi forma di protezione e di tutela. I turni massacranti, gli ambienti di lavoro sporchi e malsani, i salari bassi accomunarono per molti anni nelle fabbriche uomini e donne di qualunque età.

bambini e bambine delle classi povere

Chi nasceva nelle famiglie operaie era condannato, sin dall’infanzia, a vivere in un ambiente di estrema povertà. La mancanza di quelle norme igieniche che noi oggi diamo per scontate, ma che all’epoca non lo erano affatto, faceva sì che molti bambini, sia maschi sia femmine, morissero nei primi anni di vita per malattie, stenti o malnutrizione.

Sin da piccolissime, le bambine delle famiglie operaie erano destinate ad andare a lavorare in fabbrica, o nelle miniere a estrarre carbone. Le classiche attività alle quali venivano educate le ragazze nelle campagne, come i lavori a maglia o altre attività domestiche, non erano parte della realtà quotidiana della maggior parte delle ragazze che crescevano nelle città.

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Le donne adulte

Generalmente bambine e bambini non resistevano a lungo nelle fabbriche e nelle miniere: la maggior parte finiva con l’ammalarsi ed essere costretta a lasciare il lavoro. Per coloro che diventavano adulti in fabbrica o in miniera, o che cominciavano a lavorarvi già in età adulta, abbiamo moltissime testimonianze che ci raccontano di storie di vita assai difficili.

Non erano rari i casi di donne che, poche ore dopo aver partorito, tornavano subito a lavorare, per paura di essere sostituite e di perdere il posto. Costrette a rimanere per gran parte della giornata in fabbrica o in miniera, le madri non avevano la possibilità di seguire da vicino la casa e la famiglia. La maggior parte di loro si ammalava e moriva in giovane età.

LEGGERE LA STORIA ATTRAVERSO LE FONTI: LA VITA IN MINIERA

Nel corso dell’Ottocento il Parlamento inglese promosse varie indagini e inchieste sulle condizioni di vita degli operai e, in generale, di tutti i cittadini inglesi. Dalla testimonianza che segue, raccolta nel 1842, emergono con chiarezza le durissime condizioni di vita e di lavoro cui erano sottoposte le donne, in particolare nelle miniere.


betty harris, 37 anni: Mi sono sposata a 23 anni e, dopo il matrimonio, sono entrata in miniera. Prima, all’età di dodici anni circa, ero tessitrice; non so leggere né scrivere. Lavoro per Andrew Knowles, di Little Bolton (Lancashire) e qualche volta faccio sette giorni su sette, qualche volta non così tanto. Sono un’estrattrice di carbone e lavoro dalle 6 del mattino alle 6 di sera. Mi fermo circa un’ora per consumare il pranzo, che consiste in pane e burro, senza niente da bere. Ho due figli, ma sono troppo giovani per lavorare. Ho estratto carbone anche mentre ero incinta. Conosco una donna che andò a casa, si lavò, fu messa a letto, aiutata a partorire un bambino e poi tornò a lavorare in settimana. Porto una cintura ai fianchi e una catena che mi passa in mezzo alle gambe; cammino a quattro zampe. Il sentiero è molto ripido e dobbiamo tenerci a una corda e, quando non c’è corda, a qualsiasi altra cosa che possiamo afferrare. […] è un lavoro molto duro per una donna. Il pozzo in cui lavoro è molto umido e il livello dell’acqua supera sempre quello dei nostri zoccoli e l’ho visto arrivarmi fino alle cosce; piove tremendamente dal soffitto. I miei vestiti sono bagnati quasi per tutto il giorno. Non mi sono mai ammalata nella mia vita, tranne da quando sono lì dentro.

(da Great Britain Parliamentary Papers, 1842, traduzione di G. Dall’Olio, in Storia moderna. I temi e le fonti, Carocci, Roma 2017)


Leggi il testo e rispondi alle domande.

1. A che età Betty Harris inizia a lavorare? 

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2. Quali sono i suoi turni di lavoro? 

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3. Perché Betty dice di avere sempre i vestiti bagnati? 

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4. Secondo te, perché il lavoro in miniera è troppo duro? 

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5. Qual è l’importanza storica di questo documento? 

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Ti racconto la Storia - volume 2
Ti racconto la Storia - volume 2
Dal Rinascimento alla fine dell’Ottocento