6. L’Austria di Maria Teresa e Giuseppe II

6 L’Austria di Maria Teresa e Giuseppe II

Gli Asburgo d’Austria

La corona del Sacro Romano Impero era in mano, ormai da secoli, alla famiglia Asburgo. Il potere degli Asburgo come imperatori in realtà era soprattutto simbolico, visto che non potevano interferire più di tanto nel governo dei singoli Stati che componevano l’Impero; esercitavano invece un potere pieno e ampio nei territori di cui erano sovrani ereditari, corrispondenti più o meno alle attuali Austria, Ungheria e Repubblica Ceca. Nel 1740, alla morte dell’imperatore Carlo VI, fu tuttavia necessario un conflitto, la Guerra di successione austriaca, per permettere alla maggiore delle sue figlie, Maria Teresa, di ereditare i titoli di famiglia. Con la Pace di Aquisgrana del 1748 venne riconosciuto il diritto al trono imperiale a Maria Teresa e a suo marito Francesco Stefano di Lorena, eletto imperatore con il nome di Francesco I.

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Un vasto programma di riforme

Nel 1765, alla morte di Francesco I, la corona imperiale passò al suo primogenito, Giuseppe II, che governò per i primi quindici anni affiancato dalla madre, Maria Teresa (Le storie di Galatea, p. 220), continuando poi da solo per i successivi dieci anni (1780-90). Giuseppe II e Maria Teresa possono essere intesi come gli esempi più efficaci di despoti illuminati, perché idearono e portarono a termine un vasto programma di riforme politiche, economiche e sociali:

  • istruzione elementare obbligatoria e gratuita, posta, come le scuole superiori e le università, sotto il controllo dello Stato e non più della Chiesa;
  • potenziamento del sistema sanitario e dell’assistenza sociale;
  • il clero venne messo al servizio dello Stato, con l’abolizione di interi ordini religiosi, la chiusura di molti conventi, l’apertura di seminari sotto il controllo statale, la vendita dei beni ecclesiastici confiscati dallo Stato per ripianare il debito pubblico e pagare lo stipendio ai sacerdoti, come fossero dipendenti pubblici;
  • maggiore tolleranza e libertà di culto concessa a minoranze religiose non cattoliche;
  • importanti riforme sul piano giuridico, con l’abolizione dell’uso della tortura e della pena di morte (dal nuovo codice penale del 1787) e della servitù della gleba, ma anche con l’introduzione del matrimonio civile e del divorzio;
  • un sistema fiscale più efficiente e più giusto, attraverso l’introduzione del  catasto: una mappatura che permetteva di conoscere con precisione l’estensione delle proprietà terriere e, di conseguenza, di distribuire le tasse con maggiore equità, facendo pagare di più a chi possedeva di più.

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LE GUERRE DI SUCCESSIONE IN EUROPA

Nella prima metà del Settecento l’Europa fu segnata da una serie di guerre, chiamate Guerre di successione, accomunate dal fatto che alcune importanti monarchie si ritrovarono in una situazione in cui la successione al trono divenne oggetto di contesa tra le potenze europee.

La prima, in ordine cronologico, fu la Guerra di successione spagnola (1701-14), scoppiata alla morte senza eredi dell’ultimo sovrano del ramo spagnolo degli Asburgo, Carlo II. La monarchia spagnola fu contesa tra Filippo di Borbone, nipote di Luigi XIV di Francia, e Carlo d’Asburgo, figlio dell’imperatore del Sacro Romano Impero. Alla fine prevalse la Francia, con l’incoronazione di Filippo V che costituì forse il principale successo della politica estera di Luigi XIV (capitolo 7) e che segnò l’inizio della dinastia dei Borbone in Spagna. La seconda Guerra di successione fu quella polacca (1733-38). La Polonia era una monarchia elettiva, in cui cioè il re veniva eletto dai nobili. Alla morte di re Augusto II, il suo erede Augusto III riuscì a farsi eleggere solo dopo aver combattuto e vinto una dura guerra contro un nobile polacco, Stanislao Leszczynski. Entrambi i contendenti furono appoggiati da grandi potenze europee. Infine, la Guerra di successione austriaca (1740-48) scoppiò alla morte dell’imperatore Carlo VI, che aveva designato come sua erede la figlia Maria Teresa. Alcuni principi dell’Impero non accettavano di essere governati da una donna e, con l’appoggio di altre potenze europee, dichiararono guerra a Maria Teresa. Per la vittoria di quest’ultima fu decisivo l’appoggio della Prussia di Federico II, che in cambio ottenne la ricca regione della Slesia.

Questi tre conflitti coinvolsero molte potenze europee ed ebbero conseguenze anche sulla cartina politica dell’Italia. Per esempio, a seguito della Guerra di successione spagnola, il Ducato di Milano passò dagli spagnoli agli austriaci, mentre i Savoia divennero i re di Sicilia; qualche anno dopo, nel 1720, cambiarono il loro titolo regale, lasciando la Sicilia e diventando sovrani della più piccola, ma anche più facilmente controllabile, Sardegna. Dopo la Guerra di successione polacca, Napoli e la Sicilia furono assegnati ai Borbone, mentre il Granducato di Toscana fu attribuito, dopo la morte dell’ultimo esponente della famiglia Medici (1737), a Francesco Stefano di Lorena, marito di Maria Teresa, poi imperatore con il nome di Francesco I.

Ti racconto la Storia - volume 2
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Dal Rinascimento alla fine dell’Ottocento