2. La nascita della stampa

2 La nascita della stampa

La carta e i caratteri mobili di Gutenberg

L’Umanesimo si diffuse grazie a due fondamentali innovazioni.

La prima è legata all’uso della carta come materiale di scrittura. Nel corso del Quattrocento, infatti, la carta, inventata dai cinesi e portata in Europa dagli arabi, andò progressivamente a sostituire la pergamena. Quest’ultima, ottenuta dalla pelle di pecora, era molto resistente ma anche più costosa e la sua lavorazione più complessa.

La seconda innovazione, ancora più decisiva, fu l’invenzione della stampa a caratteri mobili, attribuita al tedesco Johannes Gutenberg (1400-68). Di professione orafo, Gutenberg realizzò delle lettere di piombo, i cosiddetti “caratteri tipografici”, che dovevano essere disposte le une accanto alle altre per formare parole e frasi. Una volta messe nel giusto ordine, venivano fissate insieme in una sorta di cornice, ottenendo così una matrice, una tavoletta di legno che veniva ricoperta di inchiostro e pressata sul foglio grazie a uno strumento chiamato torchio. Terminata la stampa, la matrice poteva essere smontata e i caratteri di piombo riutilizzati per nuove stampe.

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La diffusione dei libri

Il primo libro uscito dalla stamperia di Gutenberg a Magonza, in Germania, fu la Bibbia, stampata nel 1455. Fino a quel momento i libri in circolazione erano stati pochissimi, perché erano tutti scritti a mano e quindi avevano tempi di realizzazione molto lunghi. Di conseguenza, i libri erano un bene raro e prezioso, che solo poche persone potevano permettersi.

L’invenzione della stampa permise di moltiplicare il numero di copie di un singolo libro, in tempi rapidi e a prezzi economici, e portò a una diffusione di testi impensabile nei secoli precedenti. Pur considerando i limiti imposti da una popolazione in larga parte ancora analfabeta, quello del libro diventò un mercato a tutti gli effetti, in cui si poteva ricavare un profitto. Tra le imprese editoriali di maggior successo nell’Europa del Quattrocento e del Cinquecento vi fu quella del veneziano Aldo Manuzio (1447-1516) che, grazie alla collaborazione di umanisti come il poeta Pietro Bembo e il filosofo Erasmo da Rotterdam, realizzò e vendette in tutta Europa edizioni filologicamente accurate dei grandi classici della letteratura greca e romana. A Fabriano, nelle Marche, nacque invece uno dei più importanti centri di produzione di carta a livello europeo.

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PARALLELI: L’INVENZIONE DELLA STAMPA IN ESTREMO ORIENTE

L’invenzione della stampa a caratteri mobili, attribuita a Gutenberg per quanto riguarda l’Europa e il mondo occidentale, non era però sconosciuta in altre parti del mondo.

Circa quattrocento anni prima di Gutenberg, nell’XI secolo, lo scienziato e uomo di Stato cinese Bi Sheng (990-1051) aveva introdotto per primo i caratteri mobili. Il limite principale della sua invenzione consisteva però nel fatto che i caratteri erano in argilla cotta, quindi estremamente fragili, non adatti a essere utilizzati ripetutamente e per produrre un grande numero di stampe. Da questo punto di vista, un netto passo in avanti sul piano tecnologico si verificò alla fine del XIII secolo, quando Wang Zhen (un ufficiale della corte imperiale cinese attivo tra il 1290 e il 1333) introdusse i caratteri mobili in legno. Seppur più resistente dell’argilla cotta, anche il legno è tuttavia un materiale destinato a consumarsi rapidamente; per questa ragione vennero poi apportate alcune migliorie tecniche per rendere i blocchi di legno più resistenti, per esempio pressandoli nella sabbia e colandovi sopra metallo fuso.

Secondo gli storici, Gutenberg non era a conoscenza di queste tecniche in uso in Estremo Oriente e realizzò, dunque, la sua stampa a caratteri mobili metallici indipendentemente da esemplari simili già esistenti in Cina, ma anche in Corea. Nell’Ottocento la stampa occidentale, erede di quella ideata da Gutenberg, finì con l’imporsi anche in Estremo Oriente.

Ti racconto la Storia - volume 2
Ti racconto la Storia - volume 2
Dal Rinascimento alla fine dell’Ottocento