1. La Guerra dei trent’anni

1 La Guerra dei trent’anni

Un grave conflitto si abbatte sull’Europa

Le guerre di religione che avevano sconvolto l’Europa del Cinquecento si trascinarono nel secolo successivo fino al terribile conflitto che coinvolse quasi tutte le potenze europee: la Guerra dei trent’anni (1618-48). A scatenare lo scontro furono le motivazioni religiose, poi presero il sopravvento le ragioni politiche: ancora una volta, l’obiettivo era assicurarsi il predominio nel continente europeo.

Il pretesto religioso: protestanti contro cattolici

Le lotte religiose che avevano già insanguinato prima il mondo germanico (capitolo 4, p. 109), poi la Francia (capitolo 5, p. 128), tornarono protagoniste nei territori del Sacro Romano Impero. In questa zona d’Europa la tensione tra gli imperatori, appartenenti alla dinastia degli Asburgo, e i principi dell’Impero che avevano aderito alla riforma luterana si era mantenuta alta anche dopo la Pace di Augusta del 1555.

Quasi settant’anni dopo, nel 1618, un episodio noto come la defenestrazione di Praga diede origine a una lunga guerra, chiamata Guerra dei trent’anni: alcuni nobili luterani boemi aggredirono e gettarono dalle finestre del palazzo reale di Praga due ambasciatori imperiali (quindi cattolici). Ciò accadde perché l’imperatore, Mattia d’Asburgo, aveva vietato il culto protestante nella regione della Boemia (corrispondente all’attuale Repubblica Ceca), dove i protestanti erano la maggioranza. Alla morte di Mattia, nel 1619, i principi ribelli si rifiutarono di riconoscere il suo erede, Ferdinando II, candidando invece come nuovo imperatore un protestante, il principe del  Palatinato.

Le motivazioni politiche: la lotta per il predominio in Europa

Quando Carlo V aveva deciso di dividere i suoi domini tra il figlio Filippo II e il fratello Ferdinando I (capitolo 5, p. 120), aveva di fatto dato origine a una separazione della sua famiglia in due rami: gli Asburgo di Spagna e gli Asburgo d’Austria. I due rami furono costantemente alleati nel corso degli anni, e così fu anche per la Guerra dei trent’anni: il re di Spagna, Filippo III, decise di intervenire nel conflitto a sostegno del suo parente, Ferdinando II, dando vita a un blocco cattolico contrapposto a quello protestante.

La Guerra dei trent’anni attraversò molte fasi, in cui varie potenze protestanti si unirono ai principi tedeschi nella loro lotta contro gli Asburgo. Gli Asburgo ebbero a lungo la meglio, fino a che giunse la vera svolta, che mise in luce come i motivi politici prevalessero su quelli religiosi: nel 1635 la Francia, benché potenza cattolica, per contrastare il trionfo degli Asburgo partecipò al conflitto supportando l’alleanza protestante. Nella sua ultima fase (1635-48) la guerra divenne così lo scontro per il dominio in Europa tra la Spagna, supportata dai parenti austriaci, e la Francia, appoggiata dalle Province Unite.

pagina 169 

La pace di Vestfalia e le conseguenze della guerra

Nel 1648, in due località separate della regione tedesca di Vestfalia, Osnabrück e Münster, furono firmati i due trattati di pace che posero fine alla Guerra dei trent’anni (ma non al conflitto tra Spagna e Francia, che continuò per altri undici anni).

La Pace di Vestfalia ebbe almeno due conseguenze significative:

  • dopo ottant’anni di lotta, le Province Unite videro finalmente riconosciuta ufficialmente la loro indipendenza dalla Spagna: erano il primo paese nella storia d’Europa a conquistare la libertà con le armi;
  • i protestanti mantennero nell’Impero la possibilità di praticare la loro fede e aumentò ulteriormente l’autonomia dei principati tedeschi rispetto al potere dell’imperatore.

Ti racconto la Storia - volume 2
Ti racconto la Storia - volume 2
Dal Rinascimento alla fine dell’Ottocento