EDUCAZIONE CIVICA - IERI E OGGI: Religioni e diritti

Educazione civica – IERI E OGGI

Religioni e diritti

Le persecuzioni e i conflitti

Il problema della convivenza di differenti religioni in uno stesso territorio accomuna il passato e il presente della nostra società. Gli episodi di violenza e di persecuzione a danno di minoranze e gruppi etnici e religiosi si sono verificati spesso nel corso della Storia, sin dall’epoca antica. Ricordiamo per esempio le persecuzioni dei cristiani ai tempi dell’Impero romano, oppure, in epoca medievale, il durissimo trattamento riservato a tanti gruppi religiosi considerati eretici, o anche la lunga lotta tra regni cristiani e musulmani per il dominio nella penisola iberica.

Nell’età moderna lo scontro non fu più solamente tra i cristiani da un lato e i fedeli di altre religioni, soprattutto ebrei e musulmani, dall’altro, ma divenne particolarmente forte e violento all’interno del mondo cristiano. Dopo la diffusione della Riforma luterana e del pensiero di altri predicatori, come Calvino e Zwingli, l’autorità della Chiesa di Roma venne messa in discussione da molte Chiese protestanti, e i conflitti religiosi dilagarono per tutto il Cinquecento: pensiamo alla lotta tra l’imperatore Carlo V e una parte dei principi tedeschi protestanti, alla rivolta dei Paesi Bassi contro Filippo II, alle guerre di religione in Francia, o allo scontro tra Elisabetta d’Inghilterra e la Spagna.

Promuovere una società pacifica e tollerante

Come vedremo, i conflitti religiosi continuarono in molte regioni d’Europa e del mondo anche nel Seicento, ma la pacifica convivenza tra fedi diverse resta ancora oggi un obiettivo da raggiungere. In molti paesi esistono tuttora governi teocratici, nei quali cioè la massima autorità religiosa è anche a capo dello Stato, e le altre fedi non sono permesse o vengono addirittura perseguitate.

Il problema dell’intolleranza però si verifica non solo nei paesi dove non c’è democrazia e viene imposta un’unica religione, ma anche in Stati teoricamente aperti a tutte le fedi e in cui esiste la libertà di culto. Episodi di discriminazione e di violenza a sfondo religioso continuano purtroppo a verificarsi in tante zone del mondo, ed è per questo che la comunità internazionale si sta ponendo l’obiettivo di formare le nuove generazioni affinché i giovani sappiano coltivare rispetto e tolleranza verso tutti i gruppi religiosi, promuovendo, come si propone l’Obiettivo 16 dell’Agenda 2030, società pacifiche e inclusive.

La libertà di religione è un diritto

L’argomento è molto delicato, in quanto a volte la religione è solo una parte della cultura complessiva di una comunità, di una famiglia o di un individuo, e questa cultura può entrare in contrasto con idee e princìpi ritenuti ormai irrinunciabili: pensiamo per esempio al ruolo marginale e sottomesso al quale certi gruppi religiosi condannano le donne, che appare in aperto contrasto con i progressi e le conquiste ottenute nel mondo occidentale sul tema della condizione femminile.

La libertà religiosa è invece un principio fondamentale nei paesi democratici. L’Italia, per esempio, riconosce nell’articolo 8 della Costituzione che «tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge» e che «hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti». La libertà di religione e di culto è poi garantita dall’articolo 19: «Tutti hanno diritto di professare la propria fede religiosa in qualsiasi forma [...] e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume».

Rifletti e discuti


Nei paesi democratici la tolleranza è un principio garantito dalle leggi, ma ciò non significa che esso sia sempre condiviso e applicato da tutti. Spesso, nonostante le leggi, la tolleranza, intesa non solo dal punto di vista religioso, è un traguardo da raggiungere e un valore da difendere.

  • Che cosa pensi in proposito? Dalla tua esperienza quotidiana, ti sembra che la tolleranza sia un valore consolidato o è ancora un obiettivo da raggiungere?

Ti racconto la Storia - volume 2
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Dal Rinascimento alla fine dell’Ottocento