4. Le guerre di religione in Francia

4 Le guerre di religione in Francia

La pace di Cateau-Cambrésis

Dopo aver conteso alla Spagna il controllo politico dell’Italia (capitolo 2, p. 46), la Francia continuò a combattere ancora per molti anni contro Carlo V e poi con il suo erede, Filippo II. Solo la Pace di Cateau-Cambrésis, nel 1559, stabilizzò la situazione in Italia, confermando il dominio diretto spagnolo sui regni di Napoli, Sicilia e Sardegna e sul Ducato di Milano. Consolidò inoltre l’influenza indiretta che Madrid esercitava sugli altri Stati della penisola, in particolare sul Ducato di Savoia, sulla Repubblica di Genova e sul Granducato di Toscana. La Pace di Cateau-Cambrésis fissò quindi i confini tra i vari Stati italiani per i successivi centocinquant’anni.

Problema dinastico e problema religioso

Oltre che per questo importante trattato di pace, il 1559 fu un anno determinante anche per la storia della Francia. La morte di re Enrico II di Valois lasciò infatti la regina consorte, l’italiana Caterina de’ Medici, in una situazione di estrema debolezza. Negli anni successivi la regina dovette infatti difendere il trono dei suoi giovanissimi figli dalle ambizioni degli altri membri della famiglia reale e di molte importanti casate aristocratiche. Al problema dinastico si aggiunse poi quello religioso: per opporsi ai Valois e aumentare il proprio potere, molte grandi famiglie nobili francesi si convertirono al calvinismo.

La strage di San Bartolomeo

Dal 1562 al 1598 il regno di Francia fu devastato dalle cosiddette guerre di religione, in cui la lotta tra cattolici e ugonotti (come vennero chiamati in Francia i calvinisti) si intrecciò al conflitto tra alcune grandi famiglie e la dinastia regnante dei Valois, che si contendevano il trono.

L’episodio più noto e più drammatico delle guerre di religione fu la cosiddetta strage della notte di San Bartolomeo, nell’agosto 1572, quando migliaia di ugonotti, tanto a Parigi quanto nel resto della Francia, furono uccisi dalle truppe cattoliche dopo i festeggiamenti per le nozze del protestante Enrico di Borbone con Margherita di Valois. Gli storici non sono concordi nello stabilire se la strage sia stata una decisione dell’allora re di Francia Carlo IX o della regina madre, Caterina de’ Medici.

La vittoria di Enrico IV e l’Editto di Nantes

A porre fine alle guerre di religione fu proprio Enrico di Borbone. Divenuto re di Francia nel 1589, in quanto parente più prossimo dell’ultimo re della dinastia Valois, assunse il nome di Enrico IV e pacificò il paese con due mosse: la prima nel 1593, quando si convertì al cattolicesimo, e la seconda nel 1598, quando emanò l’Editto di Nantes. Con questo editto venne garantita la  tolleranza religiosa, riconoscendo agli ugonotti una certa libertà di culto, anche se a determinate condizioni e solo in alcuni luoghi. Con Enrico IV iniziò la dinastia dei Borbone, che avrebbe occupato il trono di Francia per i successivi due secoli.
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LEGGERE LA STORIA ATTRAVERSO LE FONTI: L’EDITTO DI NANTES

Con l’Editto di Nantes (1598) Enrico IV di Francia volle concedere ai suoi vecchi compagni di fede un riconoscimento che nessun altro sovrano prima di lui aveva mai autorizzato: la libertà di coscienza e di culto agli ugonotti francesi. Non si trattò, tuttavia, di una libertà senza condizioni, anzi furono imposti alcuni specifici limiti.


IX. Noi permettiamo anche a quelli della detta religione [calvinista], di praticare e di continuare a praticare il loro culto in tutte le città e luoghi di nostra obbedienza, laddove tale culto sia stato da loro stabilito e praticato pubblicamente da più persone e per più volte […] fino alla fine di agosto del 1597, nonostante tutti i provvedimenti e le sentenze a ciò contrari […].

XIII. Proibiamo esplicitamente a tutti coloro che professano la detta religione di praticarla in questo nostro regno […], sia per quanto riguarda le celebrazioni, i regolamenti, la disciplina o pubblica istruzione dei fanciulli, che per tutto il resto […] al di fuori dei luoghi permessi e concessi nel presente editto.

XIV. [Proibiamo loro] altresì di praticare in alcun modo la loro religione nella nostra corte e nel nostro seguito […] così come nella nostra città di Parigi ed entro un raggio di cinque leghe intorno alla città. Tuttavia, quelli della detta religione abitanti nelle dette terre […] e nella detta città non potranno essere ricercati nelle loro case, né costretti a fare alcunché contro la loro coscienza a motivo della loro religione […].

(da G. Dall’Olio, Storia moderna. I temi e le fonti, Carocci, Roma 2017)


Leggi il documento e rispondi alle domande.

1. Quali limitazioni vengono imposte ai protestanti? Sottolineale nel testo.

2. Quale importante diritto viene concesso ai protestanti?

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Ti racconto la Storia - volume 2
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Dal Rinascimento alla fine dell’Ottocento