2. La rivolta dei Paesi Bassi

2 La rivolta dei Paesi Bassi

una regione privilegiata

Tra i vasti possedimenti che Carlo V lasciò in eredità a suo figlio Filippo II vi era anche l’antico Ducato di Borgogna, corrispondente agli attuali Paesi Bassi. Si trattava di una zona d’Europa che, nel corso del Cinquecento, fu segnata da una grande espansione economica e commerciale: una regione ricca, dove si era diffusa la religione calvinista (capitolo 4, p. 104) e che, in virtù di un antico privilegio sempre rispettato da Carlo V (che tra l’altro era nato a Gand, nell’attuale Belgio, e lì aveva trascorso la sua infanzia), era governata in prima persona da un membro della famiglia reale. Dopo essere stati il “cuore” della monarchia di Carlo V, durante il regno di Filippo II i Paesi Bassi si ritrovarono invece in una posizione di secondo piano.

Inizio e ragioni della rivolta

Nel 1568 scoppiò in questa regione una ribellione che, tra alterne vicende, era destinata a durare ottant’anni, fino al 1648. Le ragioni di questa rivolta furono varie.

Filippo II, difensore della religione cattolica, cercò di ostacolare in diversi modi la diffusione del calvinismo nella zona, ottenendo però soltanto opposizione al potere spagnolo.

Le regioni del Nord dei Paesi Bassi, più ricche e in espansione, volevano inoltre essere libere di commerciare con tutta Europa e al di là degli oceani, anche con i nemici della Spagna e con le potenze non cattoliche.

La situazione precipitò quando Filippo II tolse a sua sorella Margherita d’Asburgo la carica di governatore dei Paesi Bassi per affidarla a nobili spagnoli a lui fedeli; questi ultimi, infatti, cercarono di imporre con la forza le direttive provenienti da Madrid, scatenando la rivolta. Sotto Carlo V molti nobili, militari e funzionari dei Paesi Bassi avevano potuto ricoprire incarichi di prestigio e di potere, ma sotto Filippo II questa possibilità si rivelava ormai tramontata.

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nasce la Repubblica delle Sette Province Unite

Nonostante l’invio di moltissimi soldati e generali e un notevole dispendio di energie e di denaro, il sovrano spagnolo non riuscì a venire a capo della rivolta. Le province meridionali dei Paesi Bassi, corrispondenti più o meno all’attuale Belgio, dopo un decennio di lotte riaffermarono la loro fedeltà al re di Spagna, anche in virtù della comune fede cattolica. Ma le sette province settentrionali, la più grande e potente delle quali era l’Olanda, continuarono invece la loro battaglia, dando vita nel 1581 alla Repubblica delle Sette Province Unite.

Guidati dai loro comandanti militari, gli stadhouder (una carica che era un privilegio esclusivo della potente famiglia degli Orange-Nassau), i ribelli olandesi tennero testa alla potenza spagnola grazie alla loro flotta e all’appoggio degli inglesi, i principali nemici di Filippo II. Alla morte di quest’ultimo, nel 1598, la rivolta dei Paesi Bassi era ancora molto lontana da una conclusione.

LEGGERE LA STORIA ATTRAVERSO LE CARTE: LE PROVINCE DEI PAESI BASSI

La contrapposizione tra province settentrionali ribelli e province meridionali fedeli alla Spagna è alle origini della divisione, ancora oggi esistente, tra Olanda e Belgio.


Osserva la carta e rispondi alle domande.

1. Quante sono le province che proclamano la repubblica indipendente?

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2. In quale zona dei Paesi Bassi si trovano?

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3. Localizza sulla carta il Lussemburgo. Di quale territorio faceva parte?

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Ti racconto la Storia - volume 2
Ti racconto la Storia - volume 2
Dal Rinascimento alla fine dell’Ottocento