7. Il protestantesimo svizzero

7 Il protestantesimo svizzero

Ulrico Zwingli

Negli stessi anni di Lutero, alcuni predicatori diedero vita ad altre fedi protestanti in Europa. A Zurigo, in Svizzera, Ulrico Zwingli si propose di creare una “città di Dio”, una comunità in cui tutta l’attività umana fosse regolata da valori cristiani e la Chiesa svolgesse un’azione di controllo e di direzione dello Stato. Il predicatore venne però sconfitto e ucciso nella battaglia di Kappel contro i cantoni cattolici (1531).

Giovanni Calvino

Maggior fortuna ebbe invece un altro predicatore attivo sempre in Svizzera, Giovanni Calvino. A Ginevra, a partire dal 1541, egli diede vita a una società teocratica, cioè una società in cui potere politico e religioso erano strettamente intrecciati.

Rispetto al luteranesimo, il calvinismo insisteva sul concetto di predestinazione: la salvezza degli “eletti” era già decisa da Dio e all’uomo toccava solo sperare di vedere i segni del favore e della benevolenza divina che si manifestavano nei successi personali e nelle attività lavorative. Proprio l’incertezza legata al misterioso volere di Dio e alla salvezza degli uomini spingeva la comunità dei fedeli a controllare strettamente i comportamenti di tutti, attraverso una morale rigida, ma ritenuta necessaria per formare una comunità di santi.

Il calvinismo ebbe una larghissima diffusione in tutta Europa, influenzando, come vedremo nel capitolo 5, la successiva storia europea. Questa nuova forma di protestantesimo prese piede soprattutto in Francia, dove i calvinisti venivano chiamati ugonotti, ma anche nelle Province Unite (la zona degli attuali Paesi Bassi) e in Scozia.

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Ti racconto la Storia - volume 2
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Dal Rinascimento alla fine dell’Ottocento