2. Una malattia devastante: la peste nera

2 Una malattia devastante: la peste nera

dall’Asia all’europa

Nel 1347 l’Europa, già indebolita dalla crisi agricola e demografica, fu colpita dalla peste nera, una  malattia infettiva portata da pulci e topi, che nel giro di qualche anno causò milioni di morti. La peste arrivava da lontano: dapprima era comparsa in Oriente nella steppa tra la Mongolia e il Mar Nero, una zona arida popolata da mandrie di animali. Nel 1331 aveva colpito la Cina, provocando la morte di un quarto della popolazione, e negli anni successivi si era diffusa in Medio Oriente, in Egitto e nella penisola arabica, poi nei principati russi vicini al Mar Nero.

Nel 1346 un esercito mongolo che aveva assediato la colonia genovese di Caffa, in Crimea, fu annientato dall’epidemia di peste. Da Caffa il contagio raggiunse Costantinopoli e l’anno successivo dodici navi genovesi provenienti dalla Crimea arrivarono a Messina; da lì l’epidemia si estese nel Mediterraneo occidentale, colpendo città popolose come Marsiglia e Genova.

LEGGERE LA STORIA ATTRAVERSO LE CARTE: IL PERCORSO DELLA PESTE

Osserva la carta e rispondi alle domande.

1. Da quale zona dell’Asia partì la diffusione della peste? 

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2. In Europa attraverso quale paese si diffuse? 

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DAI TOPI AGLI ESSERI UMANI

La peste è una malattia infettiva provocata da batteri che vivono nei roditori – come i topi che per millenni hanno popolato le stive delle navi da trasporto e da guerra – e che si trasmettono all’essere umano attraverso le pulci: le pulci vivono tra il pelo dei roditori, succhiano il loro sangue infetto e trasmettono la malattia con i loro morsi. La malattia può poi essere trasmessa anche attraverso parassiti un tempo molto comuni, come i pidocchi. La peste assume varie forme, tra cui la peste polmonare, che colpisce le vie respiratorie e si trasmette da persona a persona attraverso il respiro o la saliva.

Nel Trecento, però, la forma prevalente fu la peste nera o bubbonica, così chiamata per il caratteristico rigonfiamento, o bubbone, delle ghiandole linfatiche situate nel collo, nelle ascelle e nell’inguine: da qui, l’infezione si diffonde rapidamente in tutto il corpo attaccando vari organi vitali e portando in moltissimi casi alla morte.

La prima epidemia di peste documentata fu quella scoppiata nel 541 d.C. a Costantinopoli, al tempo di Giustiniano (capitolo 3, p. 95). Successivamente la peste colpì molte altre volte la società europea, diffondendosi soprattutto attraverso i commerci marittimi. Per molti secoli non ci fu alcuna cura. Il batterio (o bacillo, per la sua forma a bastoncino) responsabile della peste venne individuato solo nel 1894, e per la cura si dovette aspettare la scoperta del primo antibiotico, la penicillina, da parte del medico scozzese Alexander Fleming nel 1928.

L’epidemia in Europa

Dai principali porti la peste si diffuse in tutta Europa: dilagò in quasi tutta la penisola italiana e poi in Francia e Spagna, poi raggiunse nel 1349 l’Inghilterra, la Scozia e l’Irlanda. I focolai restarono attivi per anni, fino al 1353, con livelli altissimi di mortalità. In città densamente popolate, in particolare, l’epidemia provocò vere e proprie stragi.

A causa della cattiva alimentazione e delle cattive condizioni igieniche, molte persone erano già deboli, e dunque incapaci di resistere alla malattia. Non è un caso che tra le poche aree d’Europa in cui la peste colpì con minore intensità ci furono quelle, come l’Olanda, dove la popolazione si nutriva meglio grazie al consumo di pesce e di carne derivanti dalla pesca e dall’allevamento.

Rimedi efficaci: la quarantena

Le autorità delle città di mare cercarono di contenere la peste imponendo dei periodi di isolamento, chiamati quarantene (perché duravano quaranta giorni), alle navi che arrivavano da località in cui c’era, o si sospettava ci fosse, la peste. Durante questo periodo le navi dovevano restare in mare o attraccare in zone prestabilite fuori dalle mura cittadine, che in seguito saranno chiamate lazzaretti. Il primo lazzaretto (inteso come edificio in cui curare i malati di peste) verrà costruito nel 1423 nella laguna di Venezia sulla piccola isola chiamata appunto Lazzaretto Vecchio.
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La sorte dei malati

I malati di peste – per i quali, di fatto, non esistevano cure – venivano isolati dalle persone sane e ricoverati in ospedali. In questi luoghi chiusi l’affollamento favoriva la diffusione del contagio e anche coloro che si dedicavano all’assistenza dei malati ne erano tragicamente colpiti. Accadeva così che fosse difficile trovare medici o anche notai per fare testamento. L’evidenza che toccare i contagiati poteva trasmettere la malattia fece sì che gli appestati fossero abbandonati per strada, che non si svolgessero funerali e i cadaveri fossero rapidamente gettati entro fosse comuni o nei fiumi.

la peste provoca molti morti

La diminuzione della popolazione europea, già iniziata nella prima metà del XIV secolo per le carestie, si aggravò con l’epidemia di peste. Secondo studi moderni, la malattia provocò la morte di circa la metà delle persone contagiate, e alla fine del Trecento la popolazione in tutta Europa – pur con notevoli differenze tra zona e zona – si era quasi dimezzata. Si calcola che una città importante come Firenze, per esempio, sia passata dai 100 000 abitanti d’inizio Trecento ai 50 000 della fine del secolo. La popolazione europea ritornò ai suoi livelli precedenti solo nel corso del XVI secolo.

PARALLELI: PROTEGGERSI DAL CONTAGIO

Al tempo della peste medievale i medici per proteggersi indossavano una specie di maschera con un lungo becco all’interno del quale venivano inseriti fiori secchi, lavanda, timo, foglie di menta, chiodi di garofano e aglio, sostanze che si riteneva riducessero al minimo il rischio di contagio.

Oggi, come abbiamo imparato con la pandemia (un’epidemia diffusa in tutto il mondo) di Covid-19, i medici hanno un “abbigliamento” diverso, però lo scopo è sempre lo stesso: prevenire e limitare i contagi attraverso dispositivi di protezione (tuta, mascherina, visiera, calzari ecc.) e l’igiene (lavarsi spesso le mani). Le differenze rispetto alla peste sono molte: per esempio, la peste nera fu causata da batteri in grado di vivere anche al di fuori dell’organismo, mentre il Covid-19 è un virus che si riproduce solo all’interno di cellule viventi.

Ma, soprattutto, per la peste non esisteva alcuna terapia, mentre oggi noi abbiamo a disposizione più “armi” per difenderci; una malattia infettiva come il Covid può infatti essere curata in vari modi e gli effetti gravi dell’infezione possono essere evitati grazie ai vaccini.

Ti racconto la Storia - volume 1
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Dal Medioevo all’età moderna