1. Il papa, i vescovi e gli ordini religiosi

1 Il papa, i vescovi e gli ordini religiosi

il ruolo e l’organizzazione della chiesa

Come abbiamo visto nell’Unità 1, dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente la Chiesa aveva ricoperto un ruolo sempre più importante. Innanzitutto aveva favorito l’unione tra le popolazioni latine e quelle germaniche, che a poco a poco si erano convertite al cattolicesimo, diventando così la guida spirituale di tutta l’Europa occidentale. Inoltre, in mancanza di un potere politico forte, nel tempo aveva assunto anche il compito di dirigere e organizzare la vita collettiva.

La Chiesa era divisa in tante aree territoriali chiamate diocesi, ciascuna delle quali era guidata da un vescovo. All’inizio il capo della Chiesa, il papa, era eletto in un concilio a cui partecipavano tutti i vescovi. In seguito crebbe l’importanza di un particolare gruppo di vescovi, suoi stretti collaboratori: i cardinali; a partire dall’XI secolo l’elezione del papa venne affidata solo a loro, in una riunione poi chiamata conclave.

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Il clero secolare e il clero regolare

Nella Chiesa cattolica il clero organizza la vita religiosa della comunità. Si occupa cioè della preghiera, di celebrare la messa e i sacramenti, di assistere e fare la carità ai bisognosi.

Gli ecclesiastici possono far parte del clero secolare o del clero regolare.

  • Il clero secolare (sacerdoti o preti) è chiamato così perché i suoi membri vivono nel “secolo”, cioè nel mondo comune, insieme alle persone che non fanno parte del clero (i laici); il sacerdote secolare è al servizio del vescovo di una diocesi.
  • Il clero regolare (monaci o frati) invece è chiamato così perché impone ai suoi membri di vivere secondo una precisa “regola” religiosa: essi entrano a far parte di gruppi chiamati ordini, ognuno dei quali ha la propria regola; a differenza dei sacerdoti secolari, che vivono da soli, partecipano a una vita in comune seguendo la regola del proprio ordine; l’ordine è una sorta di nuova famiglia in cui vivono per tutta la vita. Chi entra a far parte del clero regolare pronuncia dei  voti: quello di  castità, quello di obbedienza al proprio superiore dell’ordine e quello di povertà.
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I vescovi: punti di riferimento nelle città

Nelle diocesi, e specialmente in quelle più importanti – in Italia, Roma, Milano e Ravenna; in Oriente, Antiochia, Alessandria d’Egitto e Costantinopoli – accanto alla chiesa principale, o cattedrale, sorgeva spesso il palazzo del vescovo, o vescovato. I vescovi erano a capo della vita religiosa della diocesi, ma avevano anche molti altri compiti. La Chiesa per esempio si occupava dell’assistenza ai poveri e ai malati. Inoltre i vescovi, e alcuni sacerdoti, erano spesso le uniche persone colte o comunque istruite in città: costituivano dunque un importante punto di riferimento per la vita sociale cittadina.

L’organizzazione della Chiesa si sosteneva sull’elemosina dei fedeli e soprattutto sulle donazioni in punto di morte. Spesso, infatti, i fedeli che morivano senza eredi lasciavano tutti i loro beni alla Chiesa, e l’enorme patrimonio che si accumulava veniva gestito dai vescovi.

la nascita del monachesimo

Già nei primi secoli del cristianesimo, nella parte orientale dell’Impero romano, alcuni cristiani, detti eremiti, decisero di vivere da soli in luoghi disabitati e impervi come grotte e deserti: si distaccarono cioè dal mondo per vivere una vita di penitenza e preghiera.

Alcuni di questi monaci (dal greco mónos, “solo”) cominciarono poi a riunirsi in piccole comunità, detti cenobi o monasteri: abitavano separati, ma pregavano e digiunavano insieme secondo regole che stabilivano i diritti e i doveri di ognuno. Nacque così il monachesimo, una forma di vita religiosa che prevedeva la rinuncia ai beni e ai piaceri terreni (di questo mondo) per dedicarsi nel modo più completo a Dio e alla propria spiritualità.

gli ordini religiosi

In Occidente il monachesimo si sviluppò soprattutto grazie alla figura di Benedetto da Norcia (Le storie di Galatea, p. 210). Nato intorno al 480, nel 529 Benedetto fondò un monastero a Montecassino, nel Lazio, e l’ordine religioso che da lui prese il nome.

L’ordine benedettino si diffuse ampiamente in Europa, e ancora di più, come vedremo, quando da alcune modifiche alla sua regola religiosa nasceranno gli ordini cluniacense, cistercense, camaldolese e certosino.

A partire dal XIII secolo, accanto a questi ordini monastici, i cui monasteri sorgevano spesso isolati nelle campagne o in zone di montagna, compariranno degli ordini nuovi, che si stabiliranno invece nelle città, i cosiddetti “ordini mendicanti”. Tutti gli ordini religiosi, i cui membri si distinguevano per il diverso abito che portavano, ricevevano un’autorizzazione dal papa per praticare una forma di vita comune.

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il romanico: UNA NUOVA ARTE PER LE NUOVE CHIESE

La presenza sempre più forte della Chiesa nelle città e la diffusione dei monasteri diedero una spinta alla costruzione di nuovi edifici religiosi. Dalla metà del X secolo questi furono caratterizzati da un nuovo stile architettonico, chiamato romanico, che cominciò a diffondersi in Europa.

Gli edifici romanici, disegnati in maniera semplice e rigorosa, erano costruiti in pietra e coperti da volte a botte o a crociera (prima foto), avevano cioè coperture curve invece dei vecchi tetti di legno. Le decorazioni, spesso a motivi geometrici, in qualche caso erano impreziosite dall’uso di marmi colorati. I grossi pilastri e le robuste colonne che dividevano le navate terminavano con capitelli scolpiti raffiguranti personaggi biblici e santi, oppure animali, mostri e diavoli (seconda foto).

Ti racconto la Storia - volume 1
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Dal Medioevo all’età moderna