1. L’espansione dei franchi

1 L’espansione dei franchi

clodoveo, il primo re dei merovingi, si converte

Come abbiamo visto, tra i vari regni che si formarono dopo la fine dell’Impero romano d’Occidente uno dei più importanti fu quello dei franchi, nato con il re Clodoveo nei territori della Gallia romana nella seconda metà del V secolo (capitolo 1, p. 56). Nel 496 Clodoveo, fondatore della prima dinastia di sovrani franchi, i Merovingi, si fece battezzare, seguito da migliaia dei suoi guerrieri. La scelta di convertirsi al cristianesimo fu importante perché avvicinò i franchi alla popolazione di origine gallo-romana, che era cristiana, e soprattutto alla Chiesa.

All’inizio del VI secolo il Regno dei franchi si rafforzò sconfiggendo visigoti e alemanni, ma alla morte di Clodoveo venne diviso tra i suoi figli e tale rimase per quasi due secoli.

Carlo Martello e l’affermazione dei carolingi

Il potere dei re merovingi era minacciato da una parte dall’aristocrazia (i ricchi proprietari terrieri) e dall’altra dai maestri di palazzo o maggiordomi, cioè i funzionari che si occupavano al livello più alto dell’amministrazione del regno e che spesso comandavano l’esercito.

I maestri di palazzo nei fatti avevano più influenza degli stessi sovrani. Tra loro si distinsero Pipino il Giovane, che nel 688 con le sue conquiste riunificò il Regno dei franchi, e suo figlio Carlo Martello (Martello da “piccolo Marte”, dio romano della guerra), un abile generale che ampliò il regno verso sud, conquistando la regione dell’Aquitania (carta a p. 168), e affrontò vittoriosamente un tentativo d’invasione da parte degli arabi. Questi dalla Spagna avevano varcato la catena montuosa dei Pirenei, inoltrandosi nel territorio franco (capitolo 4, p. 128): nel 732 a Poitiers Carlo Martello li sconfisse costringendoli a ritirarsi. Nel 751 il figlio di Carlo Martello, Pipino detto il Breve, si fece nominare re dei franchi da un’assemblea dei capi militari: la dinastia dei Merovingi era finita e iniziava quella dei Carolingi.

 pagina 171 

L’alleanza tra i franchi e la Chiesa

I Carolingi crearono subito un rapporto privilegiato con la Chiesa. Nel 754 Pipino il Breve e papa Stefano II strinsero un accordo: il papa andò in Francia e nei pressi di Parigi  consacrò solennemente Pipino re dei franchi; in cambio ottenne la sua protezione e il suo appoggio militare contro i longobardi.

Da tempo, infatti, in Italia i longobardi cercavano di espandersi nei territori che appartenevano all’Impero bizantino, ma che in realtà erano amministrati dalla Chiesa (capitolo 3, p. 105). Nel 751 avevano occupato Ravenna e minacciavano il Lazio e Roma stessa. In seguito al patto con Stefano II, nel 756 Pipino il Breve scese con il suo esercito in Italia, sconfisse il re longobardo Astolfo e donò al papa i territori riconquistati.

LA NASCITA DELLO STATO DELLA CHIESA

I territori tolti ai longobardi nel 756 e donati da Pipino il Breve al papa andarono ad aggiungersi al piccolo possedimento laziale che meno di trent’anni prima la Chiesa aveva ricevuto in dono dal re longobardo Liutprando (la donazione di Sutri). Nel tempo inoltre la Chiesa aveva accumulato un gran numero di proprietà terriere donate dai fedeli. Si estese così, nell’Italia centrale, il cosiddetto Patrimonio di San Pietro, che in seguito sarebbe stato chiamato Stato della Chiesa. Questo comprendeva gran parte del Lazio, la Romagna, la città di Rimini e parte delle Marche (Fano, Pesaro, Senigallia, Ancona).

In quello che era di fatto un suo regno, il papa acquistò un potere diverso rispetto al potere spirituale e religioso che già esercitava sulla comunità dei fedeli. Si trattava di un potere politico, detto potere temporale, simile a quello di un re: il papa, o meglio il papa-re, governava, amministrava e controllava la giustizia come un vero sovrano.

 pagina 172 

Carlo Magno sconfigge i longobardi

A Pipino il Breve successe il figlio primogenito Carlo, che sarebbe passato poi alla storia come Carlo Magno, dal latino magnus, il “grande”. A lui si rivolse il nuovo papa, Adriano I, quando i longobardi guidati da re Desiderio tornarono a invadere i territori ex bizantini e giunsero ad assediare Roma. Carlo passò le Alpi e nel 774, alla guida di un esercito ben organizzato e disciplinato, munito di una forte cavalleria, sconfisse i longobardi a Pavia ed esiliò Desiderio. Al titolo di re dei franchi aggiunse così quello di re dei longobardi.

l’espansione dei franchi in europa

Dopo la vittoria in Italia, Carlo condusse i franchi a combattere contro i sassoni nella Germania settentrionale; contro i bavari nella Bavaria (l’attuale Baviera) e contro gli avari nella Pannonia (in Europa centrale). Il Regno dei franchi si espanse così a mano a mano in buona parte dell’Europa occidentale (carta a p. 174).

Carlo combatté anche contro gli arabi di Spagna conquistando un piccolo territorio di confine, la Marca spagnola. Nel 778, però, il suo esercito fu sorpreso e sconfitto a Roncisvalle dai baschi, una popolazione dei Pirenei.

Dopo le sue conquiste Carlo imponeva ai popoli sottomessi di convertirsi alla fede cristiana. L’impero che si andava formando, detto carolingio dal nome di Carlo stesso e della sua dinastia, nasceva dunque con il pieno appoggio della Chiesa di Roma.

Ti racconto la Storia - volume 1
Ti racconto la Storia - volume 1
Dal Medioevo all’età moderna