2. Maometto predica l’islam

2 Maometto predica l’islam

La rivelazione del profeta

Proprio alla Mecca nacque nel 570 Maometto, in arabo Muhammad. Cresciuto in una famiglia di agiati mercanti, Maometto attraversò una crisi religiosa, lasciò i suoi familiari e si ritirò a meditare nel deserto. Una volta tornato in città, intorno al 610 annunciò di aver ricevuto una rivelazione divina per mezzo dell’arcangelo Gabriele e iniziò a predicare come profeta, cioè a parlare a nome dell’unico vero Dio, Allah. Attorno a Maometto si strinse presto una comunità di fedeli, chiamata umma, caratterizzata da un’unica religione ma anche da una vita sociale e politica condivisa.

La fuga a Medina e la conquista della Mecca

I mercanti della Mecca, però, temevano che la diffusione di questa nuova religione monoteista, che aveva preso il nome di islam (cioè “sottomissione a Dio”), potesse avere un’influenza sui pellegrinaggi e sui guadagni che loro ne ricavavano.

Il 16 luglio del 622 costrinsero perciò Maometto e i suoi fedeli ad abbandonare La Mecca e a stabilirsi nella città di Medina. Questo evento, ricordato come ègira (emigrazione), riveste un’importanza solenne, tanto da segnare l’inizio del calendario islamico.

Lo straordinario successo della predicazione di Maometto gli permise negli anni seguenti di radunare un esercito e di muovere guerra ai suoi oppositori della Mecca. Nel 630 egli conquistò la città e ne fece il centro dell’islam. Maometto morì di lì a poco, nel 632, ma con lui era nata una nuova religione e, nello stesso tempo, si era definita una nuova identità del popolo arabo.

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LEGGERE LA STORIA ATTRAVERSO LE IMMAGINI: LA MOSCHEA

La moschea è il “luogo in cui ci si inchina per pregare”, un elemento fondamentale delle città e dell’identità dei musulmani.

La prima moschea fu costruita per volere di Maometto a Medina. Si trattava di una struttura molto semplice: un ampio cortile chiuso da edifici di mattoni e legno e orientato in direzione della Mecca. Da allora in poi tutte le moschee (nella foto, la Moschea Blu di Istanbul, l’antica Costantinopoli, eretta nel XVII secolo), divenute molto più ricche e preziose, sono disposte attorno a un cortile circondato da portici e hanno una nicchia chiamata mihrab, scavata nella parete della sala di preghiera e rivolta verso La Mecca. Un altro elemento distintivo è il pulpito dal quale la guida spirituale, l’imam, predica e prega con i fedeli. Nel cortile si trova spesso una fontana usata per le abluzioni (il lavaggio rituale di purificazione), necessarie prima della preghiera. Dalle moschee si alzano uno o più minareti, alte torri da cui il muezzin, l’incaricato di radunare i fedeli alla preghiera, lancia cinque volte al giorno il suo richiamo. Prima di pregare i fedeli si lavano e si tolgono le scarpe, poi si inginocchiano su tappeti o stuoie poggiando i palmi delle mani e la fronte a terra. Oltre che luoghi di preghiera, le moschee sono luoghi di incontro e comprendono spazi per lo studio della dottrina islamica e della legge.


Osserva l’immagine e rispondi alle domande.

1. Secondo te, perché i minareti sono così alti?

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2. Secondo te, perché questa moschea, come molte altre, è un edificio così grande?

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Ti racconto la Storia - volume 1
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Dal Medioevo all’età moderna