CAPITOLO 3 – I nuovi equilibri europei tra Seicento e Settecento

SEZIONE A – IL SISTEMA DELL’EQUILIBRIO EUROPEO E LE RELAZIONI GLOBALI

CAPITOLO 3 – I nuovi equilibri europei tra Seicento e Settecento

1. LA RUSSIA VERSO LA MODERNITÀ

I ROMANOV AL POTERE

Nel XVI secolo la Russia era uno Stato molto vasto ma anche molto arretrato. Ivan IV, il primo degli  zar, con una serie di azioni violente che gli valsero il titolo di “il Terribile”, indebolì il potere dei boiari (gli appartenenti all’aristocrazia feudale) e diede inizio a un processo di rafforzamento del potere regio. Alla morte di Ivan IV la Russia entrò però in un periodo di autentica anarchia. L’autorità dello zar venne ristabilita solo nel 1613 quando salì al trono Michele I: con lui ebbe inizio la dinastia dei Romanov, che avrebbe governato la Russia per i successivi trecento anni.

PIETRO I IL GRANDE: L’AMMODERNAMENTO DELLA RUSSIA

Nel 1696 salì al trono Pietro I, detto “il Grande”, che trasformò e modernizzò la Russia prendendo come esempio le Province Unite e la Francia. Chiamando in Russia specialisti dall’Europa, vennero rafforzati l’esercito e la marina ma anche l’apparato burocratico statale. Venne poi fondata una nuova capitale, San Pietroburgo, che, per la sua posizione geografica, avrebbe potuto accelerare il processo di integrazione europea della Russia, come era nei piani dello zar.

Per convincere al cambiamento anche la nobiltà feudale russa, nel 1722 venne stabilita la Tavola dei ranghi: un elenco delle posizioni e dei gradi nel governo, nell’esercito e nella corte imperiale, per il quale non contavano tanto i diritti di nascita quanto il favore dello zar. Contemporaneamente Pietro riuscì anche a imporre un rigido controllo sulla Chiesa ortodossa.

In politica estera Pietro il Grande si scontrò per 21 anni (dal 1700 al 1721) con la Svezia nella Grande Guerra del Nord alla fine della quale ottenne il dominio del Mar Baltico.

2. L’ESPANSIONISMO DELL’IMPERO OTTOMANO

L’ASSEDIO DI VIENNA DEL 1683

Sconfitti a Lepanto dall’alleanza di Asburgo e Venezia, i Turchi si concentrarono su due campagne militari diverse e contemporanee: una nel Mediterraneo orientale e una nei Balcani.

Nel Mediterraneo orientale si scontrarono con Venezia nella guerra di Candia. Nonostante la disparità di forze, impiegarono 24 anni (dal 1645 al 1669) a prendere l’isola di Creta.

Nei Balcani i possedimenti turchi confinavano direttamente con quelli degli Asburgo d’Austria e nel 1683 un enorme esercito di 300.000 uomini mise sotto assedio Vienna. Solo l’intervento del re di Polonia, Jan Sobieski, riuscì a salvare la città.

La guerra austro-turca si concluse con la pace di Carlowitz (1699), che sancì la sconfitta degli ottomani, il passaggio dell’Ungheria agli Asburgo e della Dalmazia e del Peloponneso alla Repubblica di Venezia.

3. LA GUERRA DI SUCCESSIONE SPAGNOLA

LA LOTTA PER L’EREDITÀ DI CARLO II

Dopo la fine della dinastia degli Asburgo di Spagna con la morte di Carlo II (⇒ C1.3), il trono spagnolo sarebbe dovuto passare a Filippo D’Angiò, nipote di Luigi XIV, a patto che questi rinunciasse all’unione tra i regni di Spagna e Francia. Gran parte delle potenze europee però erano contrarie, quindi le Province Unite, l’Inghilterra, la Prussia, il Portogallo, il Ducato di Savoia e vari principati tedeschi si schierarono contro Luigi XIV in sostegno di un altro candidato: l’arciduca Carlo d’Asburgo.

LA VITTORIA DEI BORBONE

Inizialmente la coalizione che sosteneva il candidato degli Asburgo sembrò avere la meglio: Filippo D’Angiò, salito al trono con il nome di Filippo V di Spagna, si trovò infatti a dover fronteggiare una rivolta della Catalogna, mentre gli Austriaci conquistavano prima Milano (1706) e poi Napoli (1707) e la flotta inglese occupava Gibilterra (1708).

Ma proprio quando sembrava che la guerra stesse per finire, arrivò una svolta inaspettata. A distanza di pochi anni morirono sia l’imperatore Leopoldo I che il suo erede Giuseppe I (1711). Carlo d’Asburgo venne quindi eletto imperatore ma a questo punto gli alleati non vollero più sostenere la sua candidatura al trono spagnolo, perché temevano di ricreare un dominio degli Asburgo come quello che si era visto nel ‘500 sotto Carlo V.

Nel 1714 con il trattato di Rastadt Filippo D’Angiò venne quindi riconosciuto come nuovo re della Spagna dando inizio alla dinastia dei Borbone di Spagna.

LE CONSEGUENZE AL DI FUORI DELLA SPAGNA

Sebbene i Borbone avessero vinto la guerra, negli anni precedenti molte vittorie erano andate alla coalizione degli Asburgo, che quindi richiese e ottenne numerosi territori:

  • l’Inghilterra prese controllo di Minorca e Gibilterra, del Canada Atlantico e, soprattutto, del monopolio del commercio degli schiavi nelle colonie spagnole d’America;
  • i duchi di Savoia acquisirono la corona di Sardegna;
  • gli Asburgo, infine, ottennero i Paesi Bassi meridionali (l’attuale Belgio), il regno di Napoli ed il ducato di Milano.

4. UNA SITUAZIONE COMPLESSA: LA POLONIA

UNA MONARCHIA ELETTIVA

La Confederazione polacco-lituana, ovvero l’unione del regno di Polonia e del granducato di Lituania, era uno Stato di notevoli dimensioni caratterizzato da una particolare tradizione: alla morte del re, il suo successore veniva eletto dall’aristocrazia polacca. Si trattava quindi di una monarchia elettiva. Nel 1733, alla morte del re Augusto II Wettin, la nobiltà scelse come nuovo sovrano un parente polacco di Luigi XV di Francia. Temendo che la Francia divenisse troppo forte, Russia e Sacro Romano Impero si opposero, proponendo un loro candidato: Augusto III Wettin, figlio del defunto re di Polonia.

LA GUERRA DI SUCCESSIONE POLACCA E LE CONSEGUENZE IN ITALIA

La Guerra di Successione polacca durò cinque anni (1733-38) e si concluse con la pace di Vienna e la salita al potere di Augusto III Wettin.

Le conseguenze della guerra non si limitarono però al territorio polacco:

  • al candidato francese venne concessa la Lorena a condizione che, alla sua morte, la regione divenisse parte della Francia;
  • il precedente duca di Lorena, Francesco Stefano, ottenne in cambio il Granducato di Toscana, rimasto vacante dopo l’estinzione della famiglia Medici;
  • i regni di Napoli e di Sicilia furono assegnati ai Borbone di Spagna;
  • gli Asburgo d’Austria ottennero il Ducato di Parma e Piacenza, rimasto libero dopo l’estinzione dei Farnese.

5. L’ASCESA DI MARIA TERESA D’AUSTRIA

LA PRAMMATICA SANZIONE

L’imperatore Carlo VI d’Asburgo non aveva figli maschi e si preoccupava di garantire, dopo la sua morte, l’eredità dei suoi domini alla primogenita, Maria Teresa. Nel Sacro Romano Impero, tuttavia, vigeva la  legge salica, che escludeva le donne dalla successione al trono. Per evitare tale ostacolo, Carlo VI emanò un editto, noto come Prammatica Sanzione (1713), con il quale indicava la figlia Maria Teresa come sua erede e il marito di lei, Francesco Stefano di Lorena, come nuovo imperatore.

LA GUERRA DI SUCCESSIONE AUSTRIACA

Alla morte di Carlo però la Prammatica Sanzione venne rigettata da molti principi dell’Impero e Maria Teresa fu costretta a difendere con le armi la sua eredità. Contro di lei si formò una coalizione che comprendeva: Baviera, Sassonia, Francia, Spagna, il regno di Sardegna, la repubblica di Genova e la Prussia.

Fu proprio l’esercito prussiano a mettere in maggiore difficoltà l’Austria, al punto che Maria Teresa fu costretta a cedere la ricca provincia della Slesia a Federico II di Prussia in cambio di una pace separata.

L’abilità diplomatica di Maria Teresa riuscì poi a far cambiare schieramento al regno di Sardegna e a ottenere l’alleanza di Gran Bretagna e Province Unite. Grazie a questo si giunse alla pace di Aquisgrana (1748) secondo la quale: veniva confermata la Prammatica Sanzione, Francesco Stefano veniva riconosciuto imperatore, la Prussia otteneva la Slesia ed il ducato di Parma e Piacenza passava ai Borbone di Francia.

ESERCIZI

1. Completa lo schema sull’Europa tra Seicento e Settecento.


I Saperi Fondamentali di Storia - volume 2
I Saperi Fondamentali di Storia - volume 2
Dalle rivoluzioni alla fine dell’Ottocento