T5 - Alle origini di un’indole impetuosa

Alle origini di un indole impetuosa / T5 / Vita, Epoca prima, capp. 2-4 / Un fanciullo nato per essere libero / In questi capitoli l autore ripercorre i primi momenti di cui conserva memoria. Dai racconti familiari e da aneddoti che riferiscono di atmosfere e piccoli eventi si delinea già il temperamento appassionato e umorale dell uomo adulto. CAPITOLO SECONDO Reminiscenze dell infanzia. 5 10 15 20 25 Ripigliando dunque a parlare della mia primissima età, dico che di quella stupida vegetazione infantile,1 non mi è rimasta altra memoria se non quella d uno zio paterno, il quale avendo io tre anni in quattr anni,2 mi facea por ritto3 su un antico cassettone, e quivi molto accarezzandomi mi dava degli ottimi confetti. Io non mi ricordava più quasi punto4 di lui, né altro me n era rimasto fuorch egli portava certi scarponi riquadrati in punta. Molti anni dopo, la prima volta che mi vennero agli occhi certi stivali a tromba,5 che portano pure la scarpa quadrata a quel modo stesso dello zio morto già da gran tempo, né mai più veduto da me da che io aveva uso di ragione, la subitanea6 vista di quella forma di scarpe del tutto oramai disusata, mi richiamava ad un tratto tutte quelle sensazioni primitive7 ch io aveva provate già nel ricevere le carezze e i confetti dello zio, di cui i moti8 ed i modi, ed il sapore perfino dei confetti mi si riaffacciavano vivissimamente ed in un subito nella fantasia.9 Mi sono lasciata uscir di penna questa puerilità,10 come non inutile affatto a chi specula sul meccanismo delle nostre idee, e sull affinità dei pensieri colle sensazioni.11 Nell età di cinque anni circa, dal mal de pondi12 fui ridotto in fine;13 e mi pare di aver nella mente tuttavia un certo barlume de miei patimenti; e che senza aver idea nessuna di quello che fosse la morte, pure la desiderava come fine di dolore; perché quando era morto quel mio fratello minore,14 avea sentito dire ch egli era diventato un angioletto. Per quanti sforzi io abbia fatto spessissimo per raccogliere le idee primitive, o sia le sensazioni ricevute prima de sei anni, non ho potuto mai raccapezzarne altre che queste due. La mia sorella Giulia, ed io, seguitando il destino della madre, eramo15 passati dalla casa paterna ad abitare con lei nella casa del patrigno, il quale pure ci fu più che padre per quel tempo che ci stemmo. La figlia ed il figlio del primo letto rimasti,16 furono successivamente inviati a Torino, l uno nel Collegio 1 stupida vegetazione infantile: in que- sta definizione c è tutto il rammarico di Alfieri per non aver ricevuto la preparazione culturale che desiderava, cosa che in età adulta lo costringerà a conquistarsi faticosamente, da solo, la padronanza delle tecniche necessarie per scrivere in lingua italiana. L aggettivo stupida va interpretato come priva di vita e di entusiasmo . Il vocabolo vegetazione indica il semplice vegetare , cioè vivere senza consapevolezza di sé e del mondo. 2 tre anni in quattr anni: dai tre ai quattro anni. 3 mi facea por ritto: mi faceva mette- re in piedi. 4 quasi punto: quasi per niente. 5 a tromba: a forma di tromba. 6 subitanea: improvvisa. 7 sensazioni primitive: si riferisce alle primissime impressioni ricevute in vita dagli affetti familiari. 8 i moti: i gesti. 9 fantasia: memoria. 10 questa puerilità: questo ricordo dell infanzia. 11 a chi specula colle sensazioni: allude ai sensisti seguaci della dottrina del filosofo francese tienne Bonnot de Condillac (1714-1780), il quale collocava nell esperienza dei sensi la fonte di ogni conoscenza. 12 mal de pondi: dissenteria. 13 in fine: in fin di vita. 14 quel mio fratello minore: un fratello di Alfieri, morto in tenera età. 15 eramo: eravamo (toscanismo). 16 La figlia rimasti: la madre dello scrittore aveva una figlia e un figlio nati da un precedente matrimonio. L AUTORE / VITTORIO ALFIERI / 585

Il magnifico viaggio - volume 3
Il magnifico viaggio - volume 3
Il Seicento e il Settecento