Il magnifico viaggio - volume 3

A sinistra, Eduardo, Titina e Peppino De Filippo in uno scatto del 1925 ca. A destra, Eduardo De Filippo sul set del film Fortunella, 1957. VIDEO Una finestra su Eduardo De FIlippo to della televisione per diffondere le proprie opere presso un pubblico di massa, compreso quello non abituato a frequentare le sale teatrali. Oggi possiamo dire che, nonostante il valore degli attori delle generazioni più giovani, nessuno sarà in grado di recitare le commedie di Eduardo come chi le ha scritte e ne ha incarnato con la voce, il viso e il corpo l essenza più profonda; tuttavia non per questo esse hanno perso la validità e la forza del loro messaggio umano, scaturito da un esistenza che si è appunto identificata completamente nell espressione teatrale. Il destino sulla scena Eduardo De Filippo nasce a Napoli nel 1900 e si ritrova bambino sulle scene insieme ai due fratelli, Titina e Peppino. Autodidatta, apprende precocemente i segreti della drammaturgia trascrivendo per la compagnia del padre i copioni delle sue farse e commedie. Dopo aver lavorato a lungo come attore nella compagnia del fratellastro Vincenzo Scarpetta, dà vita con i fratelli al Teatro umoristico I De Filippo , con cui, nel 1931, esordisce trionfalmente al teatro Kursaal di Napoli con la commedia Natale in casa Cupiello. Negli anni Trenta Eduardo entra in contatto con Pirandello, del quale porta in scena alcune opere tradotte in dialetto napoletano: questa esperienza mette in crisi il sodalizio con Peppino, che è dotato di una più accentuata vocazione comica, e accresce il desiderio di Eduardo di trovare nuovi strumenti espressivi. Le opere scritte nell immediato dopoguerra concretizzano questa ricerca: si tratta di capolavori come Napoli milionaria! (1945), Questi fantasmi (1946) e Filumena Marturano (1946), nei quali l autore affronta temi diversi quali le condizioni della plebe napoletana, l adulterio e i rapporti familiari, tra affetti, inganni e ipocrisie. Anche gli anni successivi regalano al pubblico altri testi memorabili, da Le voci di dentro (1948) a De Pretore Vincenzo (1957), da Il sinda- co del rione Sanità (1962) a Gli esami non finiscono mai (1973). Intanto si susseguono riconoscimenti e premi in tutto il mondo fino alla nomina a senatore a vita, nel 1982. Eduardo muore a Roma nel 1984. Il teatro e la vita Come per Goldoni, anche per Eduardo il teatro costituisce lo strumento più efficace per osservare i comportamenti umani. Esso non va svilito a semplice occasione di intrattenimento o di evasione né tanto meno ridotto a una futile successione di trovate comiche fini a sé stesse: dietro l umorismo delle commedie di De Filippo esiste sempre un risvolto conoscitivo; nella comicità del quotidiano si annida la complessità di una condizione esistenziale ora ipocrita, ora vacua, ora sofferente o malata. Le architetture verbali dei due autori immettono sulla scena una lingua diretta e vitale, sulla superficie della quale si depositano i tic, le ambiguità e le ambizioni di un umanità variegata: le parole dei loro personaggi, che siano dialettali o in lingua italiana, sembrano prese di peso dalla vita, ma in realtà sono il frutto di una chimica sapiente, capace di rendere la finzione verità e di fare del veneziano, del chioggiano e del napoletano altrettanti linguaggi universali, con i quali affrontare problemi e trasmettere valori anch essi universali. Il dramma del Natale Per il commediografo napoletano questi elementi sono visibili già nell opera che possiamo considerare il suo primo capolavoro, Natale in casa Cupiello, portata in scena inizialmente nel 1931 come semplice sketch, ma poi trasformatasi nel corso degli anni in un copione impegnativo, strutturato in tre atti e venato da una certa amarezza. Il titolo può trarre in inganno: a prima vista sembrerebbe una spensierata celebrazione del Natale tradizionale napoletano. Non è così: si tratta infatti di un vero e proprio dramma familiare, che trae origine dalla L AUTORE / CARLO GOLDONI / 461

Il magnifico viaggio - volume 3
Il magnifico viaggio - volume 3
Il Seicento e il Settecento