Tua vivit imago - volume 2

REPERTORIO METRICO Versi dattilici I versi dattilici sono formati da sequenze di dattili e appaiono caratterizzati da una discreta regolarità e fissità, dal momento che il dattilo ammette un numero limitato di diverse realizzazioni possibili (abbiamo già evidenziato, infatti, come l elemento lungo possa essere costituito solo da una sillaba lunga, non contemplando la sostituzione con due sillabe brevi). Tra i versi dattilici, quelli più frequentemente utilizzati dagli autori latini sono l esametro e il pentametro. Esametro L esametro è il verso caratteristico del genere epico: vennero infatti composti in esametri l Iliade, l Odissea e tutti gli altri poemi del ciclo epico greco, mentre a Roma fu Ennio il primo ad adattare l esametro greco alla lingua latina e a dettarne l utilizzo nelle composizioni epiche, impiegandolo negli Annales. Nonostante ciò, nella letteratura latina, questo verso venne adottato anche in generi letterari meno elevati, a volte anche a scopo parodico (per esempio, a partire da Lucilio, l esametro divenne il verso distintivo anche della satira in versi). L esametro è costituito da sei piedi (o metra) dattilici, che, per l equivalenza possibile tra due sillabe brevi e una sillaba lunga, possono anche essere sostituiti da spondei; generalmente, soprattutto in età classica, il quinto piede è dattilico, ma può accadere che anche questo venga sostituito da uno spondeo e in tal caso l esametro non viene definito dattilico, bensì spondaico; si può trovare, molto raramente, e soprattutto in età arcaica, un esametro formato interamente da spondei, che è perciò detto olospondaico. L ultimo piede è privo dell ultimo elemento, ed è dunque sempre bisillabico; l ultimo elemento è sempre indifferens, e può dunque essere costituito sia da una sillaba lunga che da una breve. Questo lo schema: ly ly ly ly lkk l Pentametro Anche detto elegiaco, il pentametro è il verso dell elegia e dell epigramma e, sebbene possa essere utilizzato anche singolarmente, si trova normalmente associato all esametro all interno del distico elegiaco. costituito da due membri (tecnicamente cola) di due piedi e mezzo (a formare un totale di cinque piedi, da cui il nome del verso), nettamente separati da una forte pausa, che è sia ritmica che semantica. I due elementi brevi dei dattili del secondo colon non possono mai essere sostituiti da un elemento lungo, mentre questa possibilità è ammessa per il primo colon. Lo schema del pentametro è il seguente: ly ly l U lkk lkk l Distico elegiaco Si tratta di una sorta di strofa tipicamente utilizzata nella poesia elegiaca, formata dalla successione di due versi, un esametro e un pentametro. ly ly ly ly lkk l ly ly l U lkk lkk l Versi giambici Il gruppo dei versi giambici include un ampio numero di versi distinti fra loro ma tutti fondati sulla successione di più piedi giambici, che, a seconda dei casi, possono essere organizzati in singoli piedi o in sequenze di metra (un metrum giambico è rappresentato da una coppia di piedi giambici, secondo lo schema xlkl). Dal momento che il giambo permette, oltre alla sua forma pura (kl), un gran numero di realizzazioni diverse, i versi giambici presentano una grande varietà di esecuzione e perciò risultano spesso difficili da scandire. Nella letteratura latina i versi giambici sono impiegati in molti generi poetici, ma sono caratteristici, in particolare, della poesia d invettiva (detta anche, non a caso, poesia giambica) e del teatro: dal momento che il giambo si prestava meglio di ogni altro piede a riprodurre le movenze ritmiche della lingua parlata, i drammaturghi latini adoperarono soprattutto le sequenze giambiche per le sezioni dialogate delle loro opere (cioè nei deverbia). Tra i versi giambici, quelli più ricorrenti sono il senario giambico e il trimetro giambico. Senario giambico Il senario giambico è, per eccellenza, il verso caratteristico delle parti recitate senza accompagnamento musicale (deverbia) del teatro latino, quello arcaico in particolare (in seguito sarà generalmente sostituito dal trimetro giambico). Con il passare del tempo, verrà utilizzato anche in altri generi letterari, come nella satura arcaica e nella satira luciliana degli inizi, prima della definitiva affermazione dell esametro, o anche nella favola. A differenza del trimetro giambico, il senario giambico non è organizzato per metra ma per piedi: è infatti costituito da sei piedi giambici. Soltanto l ultimo piede prevede obbligatoriamente che il suo primo elemento sia realizzato da una sillaba breve, come nell esecuzione pura del giambo, mentre gli altri piedi possono contemplare una grande varietà di soluzioni diverse, cosa che rende questo verso, nella pratica, molto eterogeneo nelle sue realizzazioni concrete. Questo lo schema: xl xl xl xl xl k Trimetro giambico Il trimetro giambico, derivato dall omonimo verso greco, con cui condivide molte somiglianze, è costituito da tre metra giambici. Si differenzia dal senario per il fatto che, oltre al penultimo, anche il terzo e il settimo elemento devono essere realizzati obbligatoriamente da una sillaba breve. Nella letteratura latina, il trimetro giambico venne utilizzato soprattutto nel teatro, sostituendosi al senario come verso tipico dei deverbia, ma ricorre anche nella poesia d invettiva e in quella lirica ed epigrammatica. Il suo schema è il seguente: xl kl xl kl xl k Trimetro ipponateo (o coliambo o scazonte) Il nome di questo particolare tipo di trimetro giambico deriva dal fatto che già nell antichità se ne attribuiva l invenzione al poeta greco Ipponatte (VI secolo a.C.). La sua peculiarità sta nel fatto che il suo penultimo elemento è costituito da una lunga irrazionale (cioè inattesa, fuori dalla norma), anziché da una sillaba breve come avviene invece nel trimetro giambico regolare (di contro, per ovviare a questa irregolarità, il nono elemento, posto all inizio del terzo ed ultimo metrum, è realizzato sempre da una breve, assolvendo così a quella fondamentale funzione di caratterizzazione ritmica del verso che, nel senario o nel trimetro, è normalmente demandata all ultimo piede). Questa anomalia fa sì che il verso presenti, nella sua sezione finale, un improvviso cambiamento nel ritmo ed è per questo che il trimetro ipponatteo è anche noto col nome di coliambo ( giambo zoppo ) o scazonte ( zoppicante ). Il suo schema è il seguente: xl kl xl kl kl l Versi trocaici I versi trocaici sono formati da sequenze, più o meno lunghe, di trochei. Anche i versi trocaici, come quelli giambici, possono presentare, sul piano pratico, un gran numero di esecuzioni diverse, poiché anche il trocheo, esattamente come il giambo, prevede numerose possibilità di realizzazione. Nella letteratura latina i versi trocaici sono impiegati, in maniera pressoché esclusiva, nel teatro, in particolare come 669

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Età augustea