Tua vivit imago - volume 2

GLOSSARIO composto in greco e non in latino: Nam si quis minorem gloriae fructum putat ex Graecis versibus percipi quam ex Latinis, vehementer errat, Ma se qualcuno ritiene che dai versi greci si ricavi un minor frutto di gloria che da quelli latini, si sbaglia di grosso , (Cicerone, Pro Archia 23). Omeoarto (o omeoarco) Figura retorica opposta all omeoteleuto (à) prodotta dall accostamento di parole che iniziano con suoni simili, come in questa battuta del personaggio di Plauto, Euclione: Heu me miserum, misere perii (Aulularia, v. 720). disposizione simmetrica di brevi concetti, per lo più in coppia; nella poesia tale disposizione si risolve spesso in simmetria di ritmo. Paratassi Detta anche coordinazione , è il procedimento sintattico per cui le proposizioni che compongono un periodo vengono semplicemente giustapposte e non ordinate secondo rapporti di dipendenza, come avviene invece tramite il procedimento opposto dell ipotassi (à). Omeoptoto à omoteleuto. Paronomàsia Detta comunemente bisticcio o gioco di parole , consiste nell accostare parole molto simili nel suono ma di significato diverso. Omeoteleuto (o omoteleuto) Dal greco òmoios, simile , e teleutè, fine , è una figura prodotta dall accostamento di parole che terminano con suoni simili; quando le parole terminano con la stessa desinenza si parla propriamente di omeoptoto. Per esempio: Cui dono lepidum novum libellum? (Catullo 1, 1). Perifrasi Si verifica quando un termine viene sostituito da una locuzione più ampia o un giro di parole ed è piuttosto frequente nella poesia elevata, epica e tragica in particolare, a fini perlopiù puramente esornativi, come quando in Virgilio (Eneide I, 254) Giove è indicato con la perifrasi hominum sator atque deorum. Ossimòro Figura retorica che si genera dall accostamento di due termini dal significato discordante, quasi antitetico, come l espressione oraziana concordia discors ( discorde armonia) dell Epistola I, 12, 19. Personificazione Figura che consiste nel presentare esseri inanimati, come oggetti o concetti astratti, mentre parlano o agiscono come esseri animati. Un esempio celeberrimo è la personificazione della patria tramite cui Cicerone ammonisce Catilina nella prima delle orazioni catilinarie (Cicerone, Catilinariae I, 18). P Panegirico Nato in Grecia come discorso pubblico pronunciato durante occasioni solenni, diviene poi una specifica tipologia di componimento letterario, o in prosa o in versi, composto per la celebrazione di popoli e città (come l Encomio di Roma del retore Elio Aristide) o di personaggi illustri (come il celebre Panegirico di Traiano di Plinio il Giovane). Paraklaus thyron Vocabolo greco che significa letteralmente lamento presso la porta chiusa e con cui si indica un particolare componimento poetico tipico dell elegia, sia greca che latina, all interno del quale il poeta-amante immagina di trovarsi chiuso fuori dalla casa dell amata ed esprime dunque, in una sorta di serenata, le proprie sofferenze, confidando, al lettore o a un altro personaggio o alla porta stessa, le sue pene d amore. Parallelismo In retorica, procedimento consistente nel dare rilievo allo sviluppo di un idea mediante una Pleonasmo Si verifica quando vengono impiegati uno o più termini superflui dal punto di vista grammaticale o concettuale, con un conseguente effetto di ridondanza; così in Virgilio, Eneide II, 524, sic ore effata, dove la specificazione ore ( con la bocca ) è ridondante, cioè pleonastica, rispetto al verbo effor ( parlare ). Poliptoto Figura di parola generata dalla ripetizione del medesimo termine declinato in casi diversi, come in Plauto, Asinaria, v. 495: lupus est homo homini, non homo. Polisindeto In opposizione all asindeto (à), è la successione di elementi di un periodo (sia singoli termini che proposizioni) tramite la ripetizione insistita della congiunzione coordinante, generando un effetto di rallentamento. Un esempio è nell ode II, 14, 20-21 di Orazio: linquenda tellus et domus et placens / uxor. 665

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Età augustea