T12 ITA - Orazio Coclite

L autore Livio T12 Orazio Coclite tratto da Ab Urbe condita II, 10 italiano La virtù e la bellezza di Lucrezia, moglie di Tarquinio Collatino ed exemplum della perfetta matrona romana, suscitano in Sesto Tarquinio, figlio del re Tarquinio il Superbo, un turpe desiderio: una notte, tornato appositamente nella città di Collatino e Lucrezia, approfitta dell oscurità e usa violenza alla matrona. La donna, a causa del disonore, si uccide e, dopo la sua morte, Tarquinio il Superbo, l ultimo re, viene cacciato da Roma (à T11). Egli tuttavia non si rassegna all esilio e chiama in aiuto l etrusco Porsenna, lucumone (magistrato supremo) della città di Chiusi. Roma è cinta d assedio e improvvisamente i nemici tentano un attacco attraverso il ponte Sublicio, di cui è a guardia Orazio Coclite, discendente dell Orazio che aveva vinto lo scontro con i Curiazi (à T10). Questi offre una straordinaria prova di valore, riuscendo da solo a sostenere l impeto dei nemici. 5 10 15 20 1. Poiché il nemico1 era ormai vicino, ognuno per proprio conto si trasferì dalla campagna in città; e la città fu cinta di difese. Alcuni punti apparivano ben protetti dalle mura, altri dall ostacolo che creava il Tevere; 2. per poco, invece, il ponte Sublicio2 non consentiva il passaggio ai nemici, se non fosse stato per un uomo solo, Orazio Coclite:3 tale sostegno ebbe quel giorno la fortuna di Roma. 3. Costui, che per caso si trovava di guardia sul ponte, avendo visto occupare il Gianicolo4 con un assalto improvviso e i nemici scendere di lassù a precipizio, mentre i suoi, sgomenti, abbandonavano tumultuosamente le armi e le file, trattenendoli a uno a uno, parandosi innanzi a loro e chiamando a testimoni gli dèi e gli uomini, gridava che era inutile ch essi fuggissero dopo aver abbandonato il posto; 4. se avessero passato il ponte e se lo fossero lasciato alle spalle, ben presto ci sarebbero stati più nemici sul Palatino e sul Campidoglio che non sul Gianicolo. Perciò li esortava, li incitava a distruggere il ponte col ferro, col fuoco, con ogni mezzo possibile: lui avrebbe sostenuto l impeto dei nemici, per quanto poteva resistere una persona sola. 5. Si slancia quindi verso la testa del ponte e, chiaramente riconoscibile, tra quelli che mostravano le spalle ritirandosi dal combattimento, per aver vòlto le armi ad ingaggiare battaglia a corpo a corpo, col suo stesso prodigioso coraggio stupì i nemici. 6. Tuttavia il pudore trattenne con lui due altri uomini, Spurio Larcio e Tito Erminio,5 entrambi illustri per la loro origine e per le gesta compiute. 7. Insieme con costoro egli sostenne per qualche tempo il primo pericoloso assalto e la maggior violenza della mischia; poi, quando ormai non rimaneva che un breve tratto del ponte, e quelli che lo stavano tagliando li incitavano a ripiegare, costrinse anche loro a mettersi in salvo. 8. Quindi, volgendo gli occhi truci e minacciosi sui capi etruschi, ora li sfidava ad uno ad uno, ora li rimbrottava tutti: schiavi di re superbi, immemori della propria libertà venivano a combattere quella 1. il nemico: si tratta degli Etruschi, guidati da Porsenna. 2. il ponte Sublicio: era il ponte che collegava le due rive del Tevere all altezza di quello che oggi è il Circo Massimo; Livio ne attribuisce la costruzione ad Anco Marcio. Il ponte è detto Sublicio perché costruito con pali di legno detti subl cae. 3. Orazio Coclite: era un discendente dell Orazio superstite nello scontro con i Curiazi; cocles significa cieco da un occhio (dalla stessa radice di ciclope ). 4. il Gianicolo: l odierno Gianicolo, colle situato sulla riva destra del Tevere, che prendeva il nome dal dio Giano (Ianus). 5. Spurio Larcio e Tito Erminio: divennero entrambi consoli nel 506 a.C. 633

Tua vivit imago - volume 2
Tua vivit imago - volume 2
Età augustea