Tua vivit imago - volume 2

L autore Livio 30 35 40 45 larmente belle, destinate ai più insigni tra i senatori, venivano portate nelle loro case da uomini della plebe cui era stato dato quest incarico. 12. Una, di gran lunga superiore a tutte le altre per la sua meravigliosa bellezza, si dice che fosse rapita dalla masnada di un certo Talassio, e poiché molti volevano sapere a chi la portavano, fu ripetutamente gridato, perché nessuno la toccasse, che la si portava a Talassio; e fu da allora, si dice, che questo divenne il grido nuziale.5 13. Turbata per lo spavento la festa, i genitori delle fanciulle, contristati, si danno alla fuga, denunziando la violazione delle leggi dell ospitalità, e invocando il dio ai cui solenni ludi essi erano venuti, ingannati dalla loro fiducia nei sacri diritti. 14. Né migliore speranza sulla loro sorte o minore sdegno nutrivano le fanciulle rapite. Ma Romolo andava personalmente tra di loro, e asseriva che ciò era accaduto per la superbia dei loro padri, i quali avevano rifiutato di stringere connubi coi vicini; esse però sarebbero state tenute come mogli e fatte partecipi di tutti i beni, del diritto di cittadinanza e, ciò di cui nulla è più caro agli uomini, dei figli: 15. frenassero dunque lo sdegno e a coloro a cui la sorte aveva dato il loro corpo dessero anche il cuore; spesso da un offesa nasce in seguito l accordo, ed esse tanto migliori avrebbero trovato i propri mariti in quanto ciascuno si sarebbe sforzato, per quel che stava in lui, adempiendo a sua volta i propri doveri, di non far loro rimpiangere i genitori e la patria. 16. S aggiungevano le moine dei mariti, che giustificavano l accaduto con l ardore della passione: e queste sono le preghiere che più fanno effetto sull animo femminile. (trad. M. Scàndola) 5. il grido nuziale: Talassio (in latino Talasio, Talassio, Talasius o Talassus) era il tradizionale grido nuziale dei Romani, come Hymèn per i Greci. Livio fornisce qui una spiegazione mitica dell origine di questo grido. Analisi del testo Il ratto delle Sabine Fallita la via diplomatica con cui chiedeva ai popoli confinanti il consenso a cedere le loro donne in matrimonio agli abitanti della città appena fondata, Romolo organizza dei giochi in onore di Nettuno equestre e invita i vicini. Mentre gli ospiti sono distratti dallo spettacolo, i giovani Romani provocano un tumulto e rapiscono le fanciulle sabine, suscitando l indignazione delle famiglie e la disperazione delle ragazze. Interviene allora Romolo, che cerca di pacificare gli animi con un lungo discorso riportato in forma indiretta da Livio: egli attribuisce la responsabilità dell accaduto alla superbia dei Sabini, che non hanno voluto concedere le figlie in spose ai Romani, e rassicura le ragazze sul trattamento rispettoso e onorevole che riceveranno dai futuri mariti. La versione che Livio dà di questo celebre episodio racchiude alcuni dei più significativi nuclei tematici della sua opera: la giustificazione dell atto di forza di Romolo con un precedente tentativo pacifico (assente nelle altre fonti giunte fino a noi), l ammirazione per la rapidissima crescita della città, il presentimento della grandezza futura («temevano, per sé e per i propri discendenti, una sì gran potenza che cresceva in mezzo a loro , rr. 12-13), il connubio di valore e protezione divina all origine della fortuna dei popoli («anche le città, come ogni altra cosa, hanno origini assai umili, ma poi, se il loro valore e gli dèi le assistono, acquistano grandi forze e grande fama , rr. 6-7). L eziologia del grido nuziale La leggenda del ratto delle Sabine fornisce a Livio l occasione di spiegare l origine del tipico grido nuziale romano, Talassio (rr. 31-35), che, durante i cortei nuziali, veniva urlato dagli invitati mentre, rapita la sposa, la portavano alla nuova casa. Secondo il mito, infatti, alcuni giovani appartenenti alla clientela di un patrizio di nome 617

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Età augustea