1. La vita

L ET DI AUGUSTO in breve 1. La vita Nato a Padova nel 59 Un letterato vicino al potere Tito Livio, di cui non conosciamo il cognomen, nasce a Paa.C. da famiglia agiata, dova nel 59 a.C. probabilmente di condizione agiata perché, una volta trasferitosi a Roma Livio si trasferisce a (nel 30 o nel 29 a.C.), ha la possibilità di dedicarsi interamente all attività letteraria, senza Roma, dove pubblica essere sovvenzionato da un protettore; inoltre non risulta che abbia ricoperto incarichi pubil primo libro della sua opera storica blici. e ha rapporti stretti con Tra il 27 e il 25 a.C., come si ricava da alcuni indizi interni, pubblica il primo libro della Augusto e con il futuro sua monumentale opera storica, gli Ab Urbe condita libri, attirando l attenzione di Augusto, imperatore Claudio. LEZIONE TRECCANI Tito Livio: la storia come celebrazione di un popolo che segue con interesse il lavoro dello storico e intrattiene con lui rapporti di amicizia, nonostante qualche diversità di vedute. Lo storico Tacito, vissuto a cavallo tra il I e il II secolo d.C., riferisce infatti (Annales IV, 34) che l imperatore era solito chiamarlo scherzosamente pompeiano per la simpatia per gli ideali repubblicani che emergeva nella sua opera. vero comunque che, se l esaltazione di Pompeo poteva certo risultare non particolarmente gradita al figlio adottivo di Cesare, d altra parte la celebrazione degli ideali repubblicani non era, di per sé, in contraddizione con la cultura augustea, dal momento che il principe si presenta come restauratore delle istituzioni e dei valori della res publica. Il legame con la famiglia imperiale è attestato anche dalla notizia secondo cui Livio avrebbe incoraggiato gli interessi storiografici del futuro imperatore Claudio (al potere dal 41 al 54 d.C.), forse guidandone anche, più in generale, la formazione. Livio muore a Padova, dove si era recato per un soggiorno o dove forse si era ormai ritirato, probabilmente nel 17 d.C. VIVA VOX LA FATICA DELL IMPRESA STORIOGRAFICA All inizio della quarta decade (XXXI, 1, 1-5), Livio inserisce una breve prefazione, nella quale, dichiarandosi affaticato dopo aver trattato le prime due guerre puniche, constata che l ampiezza della sua opera va progressivamente crescendo man mano che ci si allontana dalla fase arcaica e ci si avvicina a quella contemporanea: Sono contento anch io di essere arrivato alla fine della guerra punica, quasi avessi preso io stesso parte alla fatica e al pericolo. vero che chi ha avuto l ardire di impegnarsi a narrare da cima a fondo tutta la storia di Roma non dovrebbe affatto mostrare di affaticarsi in singoli capitoli di un opera così vasta. Tuttavia quando considero che a questi sessantatré anni (tanti infatti ne intercorrono dalla prima guerra punica alla fine della seconda) ho dedicato un egual numero di volumi che ai quattrocentottantotto dalla fondazione di Roma al consolato di Appio Claudio, il quale cominciò la prima guerra contro i Cartaginesi, prevedo fin d ora che quanto più andrò avanti tanto più procederò in un mare più profondo e difficile, come coloro Arturo Martini, Tito Livio, 1942. Padova, Palazzo Liviano. 582 che si lasciano indurre dalle acque basse vicine alla riva ad avanzare a piedi nel mare. Così questo mio lavoro, che pareva si riducesse nel portare a termine una dopo l altra le prime parti, sembra ora quasi farsi maggiore. (trad. P. Pecchiura)

Tua vivit imago - volume 2
Tua vivit imago - volume 2
Età augustea