T3 - Il viaggio come rinuncia (Rutilio Namaziano, De reditu

PERCORSI TEMATICI T3 Il viaggio come rinuncia Rutilio Namaziano De reditu suo I, 19-34 Rutilio Namaziano, vissuto tra il III e il IV secolo d.C. e originario della Gallia, è un uomo politico di primissimo piano, giunto nel 414 a ricoprire la carica di prefetto di Roma. Nel 417 giungono però dalla Gallia gravi notizie sulle devastazioni causate dal passaggio dei Visigoti. Rutilio decide perciò di tornare nella sua terra di origine per ricostruire e sorvegliare personalmente le sue proprietà. Il viaggio è descritto in un poemetto incompiuto, il De reditu suo ( Sul suo ritorno , spesso reso come Il ritorno ): in questi versi, tratti dal proemio, l autore descrive le ragioni che lo inducono a lasciare l amata Roma, la città che gli ha dato tutto sul piano personale, che è divenuta patria comune per tanti popoli (fecisti patriam diversis gentibus unam, I, 63) e del cui passato, ora minacciato dai barbari , ha una visione fortemente idealizzata. 20 25 30 Ma la mia sorte è strappata via dall amato paese,1 e i campi della Gallia, dove nacqui, mi richiamano. vero, sono stati sfigurati da guerre lunghe,2 ma quanto meno attraggono, tanto più sono da commiserare. una più lieve colpa non curarsi dei cittadini al sicuro: i danni pubblici reclamano l impegno di ogni singolo. Laggiù presenti, dobbiamo le nostre lacrime alle antiche dimore; giova una fatica che sia spronata spesso dal dolore, e non è lecito ignorare ancora queste vaste rovine, che l indugio di un esitante aiuto ha moltiplicato. Ormai è tempo, dopo i violenti incendi nei poderi straziati, di ricostruire: anche solo capanne da pastori. Se le sorgenti stesse potessero, anzi, dire una parola, e sapessero parlare i nostri arbusti, mi incalzerebbero con giuste lamentele mentre sto inerte, e aggiungerebbero ai miei desideri le vele. (trad. A. Fo) 1. amato paese: Roma e il Lazio. 2. guerre lunghe: allusione alle invasioni barbariche che avevano devastato la regione negli anni immediatamente precedenti (406-407 e 412-414). DI TESTO IN TESTO Nel romanzo La tregua (1963), Primo Levi (1919-1987) racconta il suo ritorno a casa dopo la liberazione da parte dell esercito russo del lager di Auschwitz, in cui era stato deportato. Il libro descrive le tappe dell itinerario che, cominciato all inizio di febbraio del 1945 dalla Polonia, attraverso l Ucraina, la Bielorussia, la Romania, l Austria, l Ungheria e la Slovacchia gli permise di arrivare a Verona e poi di raggiungere Torino, sua città natale, il 19 febbraio dello stesso anno. Sebbene siano state scritte in momenti molto diversi della storia dell Occidente, le opere di Rutilio Namaziano e di Primo Levi esprimono i sentimenti che si agitano nell animo di chi, per motivi diversi, torna a casa dopo aver vissuto per tanto tempo altrove. In entrambi i casi il ritorno non si configura 574

Tua vivit imago - volume 2
Tua vivit imago - volume 2
Età augustea