Fino a noi - Dalle antiche strigi ai moderni vampiri

Fino a noi Dalle antiche strigi ai moderni vampiri Strigi, streghe e vampiri: l evoluzione di una creatura mostruosa. Ovidio rappresenta le strigi come uccelli mostruosi che succhiano il sangue e divorano le carni dei neonati. La storia della loro origine è narrata nelle Metamorfosi di Antonino Liberale ( p. 451): Polifonte, nipote di Ares, disprezzando Afrodite, diviene amica di Artemide, ma Afrodite per vendetta la fa innamorare di un orso, con il quale la ragazza si unisce, suscitando l ira di Artemide, che aizza contro di lei tutte le belve. Zeus infine decide di punire Polifonte e i due figli avuti dall orso, ma Ares, loro progenitore, ottiene che siano mutati in uccelli, e Polifonte, in particolare, in strige: «così Polifonte divenne strige, che grida di notte, sta senza cibo e bevanda e tiene la testa in basso e le estremità delle zampe in alto, nunzia di guerra e di sommossa per gli uomini (cap. 21, trad. E. Pellizer). Nell ambito della letteratura latina, un altro episodio riguardante queste creature è narrato da Petronio nel Satyricon (I secolo d.C.): le strigi, delle quali non viene specificato l aspetto dal momento che sono invisibili, intervengono al funerale di un ragazzo per portarne via il corpo, al posto del quale lasciano un manichino: «noi, chiusa la porta, riprendiamo di nuovo la veglia ma, nel momento in cui la madre fa per abbracciare il corpo di suo figlio, toccandolo si accorge che si tratta di un manichino di paglia. Non aveva il cuore, gli intestini, niente di niente: era chiaro che le strigi avevano ormai rubato il corpo del ragazzo e lo avevano sostituito con un fantoccio di paglia (cap. 63, trad. A. Aragosti). Se nel corso del Medioevo erano diffuse storie e leggende su esseri sovrannaturali tra i quali anche le streghe propriamente dette che portavano via l anima dei neonati, lasciando nelle culle dei corpi senza vita, è in epoca moderna che l antica figura della strige assume una fisionomia diversa e più definita, trasformandosi nella figura del vampiro, diffusasi nelle leggende e credenze popolari dell Europa centro-orientale a partire soprattutto dal XVIII secolo. Il vampiro è una creatura demoniaca, dotata di poteri sovrannaturali e di forza eccezionale (ma solo durante le ore notturne), che torna a rivivere ogni notte e, uscendo dalla propria tomba, aggredisce le persone vive, soprattutto giovani donne, per succhiarne il sangue dal collo trasformandole a loro volta in vampiri. Protagonista di numerose opere letterarie nel corso dell Ottocento (anche di autori molto importanti come il poeta inglese George Byron e lo scrittore tedesco E.T.A. Hoffmann), la figura del vampiro diviene celebre grazie al romanzo Dracula (1897) di Bram Stoker, che ha reso canonici diversi elementi della leggenda e ha dato vita a personaggi entrati nell immaginario collettivo (accanto allo stesso conte Dracula, soprattutto il suo principale antagonista, il professor Abraham Van Helsing). L immenso successo del romanzo è all origine di un infinità di Gargoyle della facciata occidentale della cattedrale di Notre-Dame a Parigi, aggiunto da Eugène Viollet-le-Duc durante il restauro del 1845-1864. 550

Tua vivit imago - volume 2
Tua vivit imago - volume 2
Età augustea