Tua vivit imago - volume 2

L ET DI AUGUSTO 15 20 25 Excusse re metus somnum; conterrita surgo, membraque sunt viduo praecipitata toro. Protinus adductis sonuerunt pectora palmis, utque erat e somno turbida, rapta coma est. Luna fuit: specto, siquid nisi litora cernam; quod videant oculi, nil nisi litus habent. Nunc huc, nunc illuc, et utroque sine ordine, curro; alta puellares tardat harena pedes. Interea toto clamanti litore «Theseu! , reddebant nomen concava saxa tuum, et quotiens ego te, totiens locus ipse vocabat: ipse locus miserae ferre volebat opem. Mons fuit: apparent frutices in vertice rari; hinc scopulus raucis pendet ade sus aquis. La paura mi scosse dal sonno: balzo su, atterrita, e il mio corpo si slancia fuori del letto abbandonato. Subito allora il mio petto risuonò sotto i colpi delle mani, e mi strappai i capelli, scarmigliati com erano dal sonno. C era la luna: guardo se vedo qualcosa, oltre alla spiaggia; ma oltre alla spiaggia gli occhi non hanno altro da vedere. Corro ora qua, ora là, e sempre senza una meta: la sabbia alta rallenta i miei passi di fanciulla. Intanto per tutta la spiaggia chiamavo «Tèseo! ; le rupi incavate mi rimandavano indietro il tuo nome, e tutte le volte che io ti chiamavo, il luogo stesso chiamava: anche il luogo voleva portare aiuto a me infelice. C era un monte: arbusti radi si vedono in cima: di lì si protende uno scoglio corroso dalle onde roche. 13-16. Excusse re rapta coma est Excusse re: equivale a excusse runt; metus è infatti plurale (lett. i timori ). viduo toro: il letto è definito viduus, che significa privato di qualcosa, ma anche, più specificamente, vedovo . Protinus ad ductis coma est: prima ancora di rendersi bene conto di quanto è successo, Arianna è colta dal terrore e si lascia andare alle caratteristiche manifestazioni antiche del dolore: si batte il petto (adductis sonuerunt pectora palmis; adductis palmis è ablativo assoluto) e si strappa i capelli (rapta coma est; al passivo in latino: lett. la chioma venne strappata ). 17-20. Luna fuit pedes Alla luce della luna, Arianna percorre disperatamente la spiaggia con lo sguardo, trovando conferma della propria solitudine: la ripetizione, nel distico, delle parole nisi litora / nisi litus (in poliptoto*) scandisce ed evidenzia, di nuovo, i due momenti della prima presa di consapevolezza e della definitiva conferma. Poi l eroina si mette a correre dirigendosi «ora qua, ora là (Nunc huc, nunc illuc) senza una meta: il pàthos è amplificato dal fatto che la sabbia ostacola (tardat harena), quasi come in un incubo, la sua già debole corsa (debole in quanto Arianna è una 494 fanciulla: puellares pedes). «Nell enfasi drammatica dei gesti, nella teatralità delle sue pose, accuratamente descritte, Arianna vuole come offrire a Tèseo lontano una rappresentazione dello spettacolo del suo dolore (G. Rosati). specto, siquid litus habent: lett. guardo (specto) se (si -) possa scorgere (cernam; congiuntivo eventuale e insieme dubitativo) qualcosa (-quid) che non sia (nisi) la spiaggia (litora, qui al plurale); gli occhi (oculi) non hanno nulla (nil habent) che possano vedere (quod videant; in questo caso il congiuntivo esprime una sfumatura consecutiva), se non (nisi) la spiaggia (litus, qui al singolare) . Nota l elaborata combinazione di parallelismo* (siquid nisi litora nil nisi litus) e chiasmo (specto, siquid cernam quod videant oculi nil habent, quindi: principale-subordinata-subordinata-principale). 21-24. Interea volebam opem Arianna grida il nome di Tèseo per tutta la spiaggia (di nuovo il litus, menzionato già ai vv. 3, 17 e 18) e le rupi (saxa) riecheggiano le sue grida, dandole l impressione di volerla aiutare (ferre volebat opem) nella sua disperata ricerca (altro elemento patetico, amplificato dalla ripetizione, in chiasmo, locus ipse ipse locus). clamanti reddebant: lett. a me che chiamavo rimandavano indietro . quotiens ego totiens locus ipse: il parallelismo sembra suggerire l effetto dell eco, con i due membri della correlazione separati dalla cesura semiquinaria, che corrisponde all attimo di pausa tra il grido dell eroina e l eco che lo riproduce (nota anche l allitterazione* te totiens). ipse locus volebat opem: l eco moltiplica i richiami, aiutando dunque Arianna nel suo tentativo di farsi udire da Tèseo; nota anche la ripetizione in chiasmo locus ipse ipse locus. 25-28. Mons fuit alta meo Infine, avendo ormai compreso che Tèseo deve essere partito dall isola, Arianna sale su uno scoglio (scopulus) a picco sul mare (adesus aquis, corroso dalle onde ) per vedere se riesce a scorgere la nave dell eroe. Mons fuit: riecheggia Luna fuit al v. 17, entrambi in apertura di distico, contribuendo a far partecipe il lettore del punto di vista dell eroina, che prende progressivamente coscienza della propria situazione e dei fattori ambientali che possono aiutarla a capire meglio. ade sus: participio perfetto del verbo ade do, rodere, corrodere (da ad + edo, mangiare ).

Tua vivit imago - volume 2
Tua vivit imago - volume 2
Età augustea