T6 LAT - L’amore si compra con i soldi, non con le poesie

L autore Ovidio T6 L amore si compra con i soldi, non con le poesie tratto da Ars amatoria II, 273-286 latino In questo breve e celebre passo del secondo libro dell Ars amatoria, il poeta dichiara che non avrebbe senso consigliare all innamorato di scrivere versi per la donna amata, poiché l interesse di quest ultima non si conquista (né si mantiene vivo) con le poesie, bensì solo ed esclusivamente con i soldi, a meno che non si tratti di una di quelle pochissime ragazze doctae o di quelle che si ritengono tali. Metro: distici elegiaci 275 Qu d t b prae c p a m | te ne ro s quo que m tte re ve rsu s? E m h , no n mu ltu m | ca rme n ho no r s ha be t. Quid tibi praecipiam teneros quoque mittere versus? Ei mihi, non multum carmen honoris habet. Carmina laudantur sed munera magna petuntur; dummo do sit dives, barbarus ipse placet. Aurea sunt vere nunc saecula, plurimus auro venit honos, auro conciliatur amor. Ipse licet venias Musis comitatus, Homere, si nihil attuleris, ibis, Homere, foras. Sunt tamen et doctae, rarissima turba, puellae, altera non doctae turba, sed esse volunt. Utraque laudetur per carmina, carmina lector commendet dulci qualiacumque sono. ! 280 273-276. Quid tibi ipse placet Il primo distico ha un tono vistosamente colloquiale, con una interrogativa retorica seguita da una esclamativa introdotta dall interiezione Ei mihi (che possiamo tradurre con ahimè ). praecipiam: congiuntivo dubitativo: perché (Quid) dovrei consigliarti . teneros: l aggettivo tener, qui riferito ai versi (teneros versus), è ricorrente in riferimento alla poesia d amore. multum honoris: lett. molto di onore (genitivo partitivo); è complemento oggetto di habet. Carmina laudantur petuntur: nota il parallelismo* tra le poesie che vengono lodate (laudantur) e i grandi doni che vengono richiesti (mu nera magna petuntur). dummo do: purché . dives placet: il motivo del dives amator, il ricco amante , il rivale che sostituisce il poeta elegiaco nelle grazie della puella, è qui portato alle estreme conseguenze con l ipotesi che possa essere addirittura un barbaro . 277-280. Aurea sunt foras Aurea sunt vere nunc saecula: davvero ora i secoli sono aurei , cioè: «La nostra è ve- Audio LETTURA repetita iuvant p. 487 ramente l età dell oro , come traduce, per esempio, Pianezzola. Il gioco di parole tra il significato concreto e quello astratto di aureus è sottolineato dalle tre occorrenze del sostantivo aurum o dell aggettivo derivato in tre posizioni di forte evidenza (rispettivamente all inizio e alla fine dell esametro, e poi al centro del pentametro). plurimus honos: riprende contrastivamente non multum honoris del v. 274. Ipse licet foras: un altro paradosso risponde a quello presente al v. 276: mentre in questo si affermava che persino un barbaro (barbarus ipse) sarebbe apprezzato se fosse ricco, ai vv. 279-280 Ovidio dice che persino Omero (ipse Homere, con tu sottinteso) sarebbe messo alla porta (ibis foras, lett. andrai fuori ) se arrivasse con le Muse (Musis comitatus, accompagnato dalle Muse ) senza portare dei doni (si nihil attuleris, da adfe ro, lett. se non avrai portato niente ). Nota il valore di licet, che è qui congiunzione concessiva ( benché ). 281-284. Sunt tamen sono Ci sono, tuttavia, anche ragazze colte (Sunt ta men et doctae puellae), sebbene siano rarissime; un altro gruppo (altera tur ba) è quello delle ragazze che non sono colte (non doctae), ma vogliono esserlo (sed esse volunt): la frase è naturalmente ironica e anche qui è possibile scorgere il rovesciamento di un elemento caratteristico del genere elegiaco, vale a dire il fatto che la puella amata dal poeta conosce e apprezza la poesia (cfr. Properzio, I, 7, 11: me laudent doctae solum placuisse puellae, mi elogino soltanto per essere piaciuto a una dotta fanciulla ). Entrambi i gruppi devono essere lodati per mezzo delle poesie e colui che le legge (lector) deve presentarle, quali che siano (qua liacumque, vale a dire che siano belle oppure no), con voce dolce (dulci sono). Anche questa frase è sottilmente ironica: il lettore dovrà recitare con dolcezza i versi, quand anche essi non fossero particolarmente riusciti. laudetur com mendet: congiuntivi esortativi o prescrittivi. per carmina, carmina: anadiplosi* di carmina, che evidenzia le due fasi della composizione e della recitazione. 485

Tua vivit imago - volume 2
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Età augustea