Teoria e pratica dell’amore: gli Amores e l’Ars amatoria

L autore Ovidio Teoria e pratica dell amore: gli Amores e l Ars amatoria T2 Ogni amante è un soldato tratto da Amores I, 9 latino italiano Ovidio riprende un tema caratteristico del genere elegiaco, quello della militia amoris, cioè la militanza d amore : il poeta innamorato è visto come un soldato che deve compiere il proprio dovere al servizio della donna amata, obbedendo ai suoi comandi e sopportando fatiche e pericoli paragonabili a quelli di una dura campagna militare. Mentre nei poeti elegiaci precedenti tale condizione di vita era descritta in tono serio (quando non addirittura drammatico), nella versione ovidiana la rappresentazione acquista un tono più leggero e brillante, e il poeta sembra quasi divertirsi, più che soffrire, nell interpretare un ruolo ormai da tempo codificato. Metro: distici elegiaci 5 M l ta t o mn s a ma ns | e t ha be t su a ca stra Cu p do tt ce , cre de m h , | m l ta t o mn s a ma ns. A Militat omnis amans et habet sua castra Cupido; Attice, crede mihi, militat omnis amans. Quae bello est habilis, Veneri quoque convenit aetas: turpe senex miles, turpe senilis amor. Quos petie re duces animos in milite forti, hos petit in socio bella puella viro. Ogni amante è un soldato, anche Cupìdo ha i suoi accampamenti; Attico, credi a me, ogni amante è un soldato. L età giusta alle guerre conviene anche all amore. turpe cosa un vecchio che combatte, turpe un senile amore. Quegli slanci che il duce esige dal soldato valoroso vuole una bella donna dal virile compagno. 1-6. Militat puella viro Militat omnis amans: la frase che apre l elegia e che potrebbe esserne quasi il titolo è ripetuta due volte: all inizio dell esametro e alla fine del pentametro (epanadiplosi*). Attice: vocativo; indica che il componimento è rivolto (o finge di essere rivolto) a un amico del poeta, Attico. Possiamo immaginare che quest ultimo, ignaro dei travagli dell amore, si fosse meravigliato del comportamento di Ovidio e che, per tale ragione, il poeta abbia deciso di descrivergli la propria condizione (ovviamente, come sempre in questi casi e a maggior ragione quando si parla di Ovidio, non possiamo sapere se e fino a che punto ci sia realmente dietro una realtà biografica). Quae bello aetas: dopo l enunciazione del tema, a partire dal secondo distico ha inizio il suo sviluppo, che occupa l intera prima parte dell elegia (vv. 3-30), tesa a mostrare come la vita dell amante (la dimensione amorosa è evocata, per metonimia*, con il nome della dea Venere) sia uguale a quella di un soldato. Nota la particolare costruzione di questo verso: riordina, portando il soggetto (aetas) in principio di verso; quae si riferisce a aetas (prolessi del relativo), bello è dativo retto da est habilis. turpe senex amor: l affinità tra i due stili di vita è evidenziata già dalla particolare costruzione di questo verso, caratterizzato da un forte parallelismo* dei due emistichi, turpe senex miles turpe senilis amor: turpe, ripetuto anaforicamente in posizione incipitaria, è, in entrambi i casi, nome del predicato, e sottintende la copula est; segue poi la figura etimologica* senex senilis. Quos petie re petit: un altro parallelismo; petie re è la forma arcaica e poetica della terza persona plurale dell indicativo perfetto e quindi equivale a petie runt, qui con valore gnomico, vale a dire usato con valore assoluto e, per questo, traducibile al tempo presente. Nota inoltre la prolessi della proposizione relativa; lett. gli anni che i comandanti richiedono a un soldato valoroso, questi (stessi) li richiede una bella fanciulla a un uomo (che le è) compagno . hos petit viro: altro verso che contribuisce a rimarcare l analogia tra l amore e la guerra, con il gioco di parole implicito negli aggettivi socio (i socii sono gli alleati in guerra) e bella, che qui è nominativo singolare femminile dell aggettivo bellus, ma fa pensare, nel contesto, al plurale del sostantivo bellum, le guerre (in latino classico il concetto di bellezza è espresso, di regola, dall aggettivo pulcher: bellus è aggettivo della lingua colloquiale, scelto qui da Ovidio proprio per evocare, attraverso un gioco di parole, l analogia tra amor e militia). 467

Tua vivit imago - volume 2
Tua vivit imago - volume 2
Età augustea