Fino a noi - La fortuna di Properzio

Fino a noi La fortuna di Properzio Un autore complesso e intenso che, nei secoli, affascina poeti e letterati. A ffrontando Tibullo abbiamo visto come gran parte della critica letteraria antica assegnasse il primato tra gli elegiaci proprio a Tibullo, e così farà anche, tendenzialmente, la critica moderna fino all Ottocento, mentre il Novecento mostra di prediligere, nel complesso, Properzio per il fascino esercitato, da un lato, dalla complessità formale e, dall altro, dall intensità dei sentimenti espressi, nonostante non manchino, anche nel secolo scorso, voci che rimarcano, al contrario, la semplicità classica dello stile di Tibullo e la ricchezza del suo mondo interiore. La riscoperta di Properzio dal Quattrocento Indipendentemente dai giudizi critici anche Properzio, come Tibullo, ha goduto di un enorme fortuna nelle letterature moderne: riscoperto a partire dall Umanesimo dopo il Medioevo (durante il quale è conosciuto in modo sporadico e frammentario), è imitato dai poeti del Quattrocento nelle loro poesie soprattutto in latino (Enea Silvio Piccolomini, 14051464, il futuro papa Pio II, intitola proprio Cinthia una sua raccolta giovanile), ma anche in volgare (ricordiamo, tra gli altri, Leon Battista Alberti, 14041472). Nei secoli seguenti Properzio si afferma come uno dei poeti latini più influenti (a eccezione, naturalmente, dei massimi: Virgilio, Orazio, Ovidio) sulla letteratura e la cultura europea, dal poeta francese Pierre de Ronsard (1524-1585) a Torquato Tasso (1544-1595), dagli spagnoli Félix Lope de Vega (1562-1635) e Francisco G mez de Quevedo (1580-1645) ai poeti neoclassici italiani come Giuseppe Parini (1729-1799) e Vincenzo Monti (1754-1828). Properzio nell opera di Goethe A Properzio si ispira per diverse sue opere uno dei massimi autori del canone occidentale, il poeta, narratore e drammaturgo tedesco Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832), sia nel romanzo epistolare 412 I dolori del giovane Werther, appassionata storia di una delusione amorosa che si conclude con il suicidio del protagonista (il quale condivide con l elegiaco latino la concezione pessimistica e autolesionistica della passione d amore), sia in alcuni componimenti poetici. In particolare nella poesia dal titolo La visita Goethe imita l elegia I, 3, in cui Properzio si reca di notte a casa di Cinzia trovandola addormentata, mentre in Euphrosyne riprende l elegia nella quale il fantasma di Cinzia compare in sogno al poeta (IV, 7), per compiangere la morte prematura, non ancora ventenne, dell attrice Christiane Neumann-Becker: anche quest ultima si rivolge al poeta, ma non, come Cinzia, per rimproverarlo, bensì per esortarlo a celebrarla nella sua poesia, in modo che possa essere accolta come sorella dalle eroine positive del mito classico che circondano il trono di Proserpina: Penelope, Evadne, Antigone e Polìssena. Il successo nella prima metà del XX secolo L Ottocento segna per Properzio un momento di minore fortuna, perché le allusioni erudite e lo stile oscuro appaiono alla sensibilità romantica in contrasto con il carattere spontaneo dell ispirazione

Tua vivit imago - volume 2
Tua vivit imago - volume 2
Età augustea