IL PRIMO LIBRO DELLE ELEGIE

L ET DI AUGUSTO in breve IL PRIMO LIBRO DELLE ELEGIE Il primo libro à Elegie per Cinzia Conosciuto anche con il nome greco di Monòbiblos ( libro singolo ) e si compone di ventidue dedicato al giovane amico Tullo (nipote di un importante uomo politico), il primo libro di elegie, venti delle quali Properzio si compone di ventidue elegie. Escludendo gli ultimi due brevi componimenti, sono dedicate a Cinzia e al racconto della legati alle vicende della guerra di Perugia e all origine umbra del poeta, l intero libro è dedirelazione tra lei e il cato al legame con Cinzia (il nome della donna è, non per caso, la prima parola del primo poeta. verso della prima elegia à T2). Properzio dedica à Un amore totalizzante ma tormentato Cinzia è descritta come una donna colta ed elela sua intera esistenza gante, che frequenta gli ambienti mondani ed è amica di letterati e uomini politici, ma il alla poesia d amore e a legame irregolare (in quanto non coniugale) con lei comporta, per Properzio, la rinuncia Cinzia, anche se ciò alla carriera e a un rango sociale elevato, e la scelta di una vita di nequitia ( dissipazione ), gli procura solo dolore. come il poeta afferma esplicitamente (I, 6, 26). la scelta di vita che era stata rivendicata già da Catullo e che è ora fatta propria dai poeti elegiaci, vale a dire quella di consacrarsi interamente all amore e alla poesia, in contrapposizione ai modelli etici e sociali dominanti: «tu sola sei la mia casa, Cinzia, i miei genitori, / tu sei la letizia di qualsiasi momento (I, 11, 23-24, trad. L. Canali). Come gli altri elegiaci, tuttavia, anche Properzio, se da un lato rivendica e celebra il rapporto con la donna amata, dall altro lo rappresenta come un servitium, una forma di schiavitù dalla quale non è possibile liberarsi e che lo costringe a «condurre una vita priva di qualsiasi saggezza (I, 1, 6). Allo stesso modo di Catullo, Properzio concepisce infatti il legame con Cinzia come un foedus, un patto caratterizzato da reciproca fedeltà, destinato idealmente a durare anche oltre la morte; ma, proprio come accade a Catullo, è costantemente deluso dall atteggiamento e dai comportamenti di Cinzia. Il mito trasfigura e à Il ruolo del mito Properzio trova sollievo a questa situazione di sofferenza nella sovrapidealizza la realtà, spesso posizione alla realtà quotidiana delle figure e delle immagini del mito: nel rientrare a tarda amara e deludente. notte e nel trovare Cinzia addormentata, per esempio, il poeta la immagina come un eroina La poesia di Properzio mitica (Arianna o Andromeda à T3). Il frequente riferimento al mito rappresenta, dunque, ha così due funzioni: è strumento per per Properzio un modo di trasfigurare, e idealizzare, la realtà. Così, la stessa attività poetica corteggiare la donna non solo svolge la funzione di poesia di corteggiamento propria del genere elegiaco, ma amata, ma è anche assolve anche a una funzione indirettamente consolatoria nei confronti dello stesso autore. rifugio e consolazione. Evelyn De Morgan, Arianna a Naxos, 1877. Wandsworth (Londra), De Morgan Centre. 408 Entrambe queste funzioni sono esplicitate nell elegia nona, rivolta all amico Pontico, che, mentre cerca di comporre un poema epico gareggiando con Omero, cade vittima di Amore. A proposito della funzione di corteggiamento, Properzio scrive dunque all amico: «Che ti giova, ora, infelice, cantare un severo carme, / o piangere le mura della lira di Anfione [cioè la guerra dei Sette contro Tebe]? / In amore un verso di Mimnermo vale più dei poemi di Omero, / Amore soave cerca lievi poesie. / Va , ti prego, accantona quel triste libro, / e canta ciò che qualunque fanciulla vorrebbe sapere! (vv. 9-14, trad. L. Canali). Alla poesia di Omero è contrapposta quella di Mimnermo, il poeta lirico greco

Tua vivit imago - volume 2
Tua vivit imago - volume 2
Età augustea