1. La vita

L ET DI AUGUSTO LEZIONE TRECCANI in breve 1. La vita La poesia elegiaca: Tibullo e Properzio Le poche notizie su à Un umbro di rango equestre Quasi tutto ciò che sappiamo della vita di Properzio si Properzio giungono ricava dalle sue stesse elegie e, in parte, da quanto scrive di lui Ovidio nei Tristia: «spesso direttamente dalle sue Properzio, per quel patto di amicizia che lo stringeva a me, / era solito recitarmi i suoi carmi elegie e da Ovidio. ardenti d amore (IV, 10, 45-46, trad. F. Lechi). Di origini umbre, si trasferisce a Roma Nasce tra il 49 e il 47 a.C. in Umbria, quasi certamente ad Assisi, in una famiglia benecon ambizioni politiche. stante di rango equestre, che cade però in rovina a causa delle confische legate alle guerre civili e agli eventi della guerra di Perugia (bellum Perusinum, 41-40 a.C. à p. 23). Successivamente, Properzio si trasferisce a Roma con l idea di intraprendere la carriera forense e politica. Nelle elegie Properzio à Il legame con Cinzia Una volta a Roma, comincia a dedicarsi alla letteratura, stringe amicanta il suo amore per cizia con altri letterati e si lega a Cinzia, una donna dedita alla vita mondana e dai costumi Cinzia, pseudonimo non irreprensibili, il cui vero nome, secondo quanto scrive Apuleio (II secolo d.C.) nella sua di una donna libertina Apologia (10, 3), sarebbe Hostia: potrebbe trattarsi di una cortigiana di alto livello, oppure legata agli ambienti mondani. di una donna di basso rango sociale, molto probabilmente una liberta; ma c è anche chi pensa a una matrona (in tal caso il legame con il poeta sarebbe stato adulterino). A Cinzia, che, come la Delia tibulliana, prende il nome da un epiteto di Apollo (detto Cinzio perché nato ai piedi del monte Cinto sull isola di Delo), Properzio sarebbe rimasto legato a lungo: nonostante dalle elegie sembri che la relazione si sia definitivamente interrotta dopo cinque anni, Cinzia non se ne andrà mai del tutto dalla mente del poeta e la sua figura ricomparirà nella sua poesia anche dopo la morte, avvenuta nel 20 a.C. Nel 28 a.C., dopo à Il circolo di Mecenate Intorno al 28 a.C. Properzio pubblica il primo libro delle elegie la pubblicazione del ed è verosimilmente dopo tale evento che entra in contatto con Mecenate e il suo circolo primo libro di poesie, (à p. 35), divenendo amico degli altri poeti che ne fanno parte, tra i quali in particolare Properzio entra a far Virgilio (ma Properzio è molto amico anche di Ovidio, che all epoca era legato invece al parte del circolo di Mecenate. Tra il 25 circolo di Messalla). Negli anni seguenti, tra il 25 e il 22 a.C., pubblica il secondo e il terzo e il 16 a.C. pubblica libro (forse separatamente, forse insieme in un unica raccolta), mentre più tardo è il quarto gli altri tre libri e muore (diverso, come vedremo, anche nei contenuti), pubblicato probabilmente nel 16 a.C. Non poco dopo. si hanno notizie di Properzio posteriori a tale data e si suppone, quindi, che sia morto, poco più che trentenne, nello stesso 16 a.C. o poco più tardi. 2. Le elegie: caratteristiche, temi e contenuti Properzio è autore di quattro libri di elegie: i primi tre sono di argomento soprattutto amoroso e dedicati quasi interamente alla relazione con Cinzia, rappresentata secondo i temi e i tòpoi dell elegia erotica codificata a Roma da Cornelio Gallo (à p. 39); il quarto invece, molto diverso dai precedenti, accoglie elegie dai contenuti più diversificati, tra le quali in particolare quelle di genere eziologico, tese cioè a illustrare l origine di antichi culti o usanze. L ampiezza del à I problemi di natura filologica I primi tre libri contengono, rispettivamente, 22, 34 e 25 secondo libro ha fatto elegie, per la maggior parte estese per un numero di versi compreso tra 20 e 60 (sono, quindi, ipotizzare che i libri in mediamente assai più brevi di quelle di Tibullo). Il secondo libro presenta diverse incertezze origine fossero cinque. nella divisione tra un componimento e l altro ed è, nel complesso, molto più lungo degli altri, tanto che sin dall Ottocento si è ipotizzato che potesse trattarsi in origine di due libri distinti, erroneamente uniti nel corso della tradizione manoscritta. Oggi, tuttavia, la maggioranza degli studiosi non dà credito a tale ipotesi. 406

Tua vivit imago - volume 2
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Età augustea