Fino a noi - La fortuna di Tibullo

Fino a noi La fortuna di Tibullo Temi, motivi e tecniche poetiche di Tibullo si ritrovano nella poesia moderna, da Petrarca a Goethe. La fortuna critica La critica letteraria antica assegna a Tibullo il primo posto nel canone degli autori elegiaci (Cornelio Gallo, Properzio, Tibullo, Ovidio), sebbene non all unanimità e talora a pari merito con Ovidio. rimasto celebre, a tale proposito, il giudizio formulato da Quintiliano (I secolo d.C.) nel decimo libro della Institutio oratoria (1, 93): Elegia quoque Graecos provocamus, cuius mihi tersus atque ele gans maxime videtur auctor Tibullus. Sunt qui Propertium malint. Ovidius utroque lascivior, sicut durior Gallus. «Anche nell elegia gareggiamo coi Greci. A me sembra che Tibullo ne sia il rappresentante più terso e castigato. Altri preferiscono Properzio. Ovidio è meno sorvegliato di loro, mentre Gallo è meno scorrevole (trad. I. Mariotti). Anche in epoca moderna Tibullo ha goduto a lungo, soprattutto dall età umanistica all Ottocento, di una considerazione assai alta e in genere superiore a quella di Properzio il rivale diretto, dal momento che Ovidio si pone, per la vastità e la varietà della sua produzione poetica, su un piano diverso , ed è solo nel Novecento che una parte maggioritaria della critica ha iniziato a esprimere una preferenza per Properzio, soprattutto per lo stile, ritenuto più incisivo e originale; ma, anche oggi, non sono pochi i critici che riprendendo le parole di Quintiliano preferiscono Tibullo. Riposati) già Francesco Petrarca (1304-1374) è debitore, nella sua produzione poetica sia italiana sia latina, dell opera tibulliana, è con la poesia latina di età umanistica che l influenza di Tibullo diviene pervasiva: basti qui fare i nomi, tra gli altri, di Giovanni Pontano (1429-1503), Iacopo Sannazaro (1456-1530), Andrea Navagero (1483-1529) e Ludovico Ariosto (1474-1533). Ma alcuni di questi autori si ispirano a Tibullo anche nelle opere in italiano: è di Ariosto una riscrittura e variazione dell elegia I, 3; di Sannazaro la ripresa, nell Arcadia, di un passo della II, 1. Tra i poeti italiani dei secoli successivi, vale la pena ricordare almeno Torquato Tasso (1544-1595; si pensi in particolare all Aminta), Vincenzo Monti (17541828), Ugo Foscolo (1778-1827), ma soprattutto Giosue Carducci (1835-1907), che di Tibullo è anche studioso e critico, e che riadatterà più volte nella propria produzione poetica motivi e brani tibulliani. Una descrizione particolarmente vivida della poesia di Tibullo dà Gabriele d Annunzio (1863-1938) nel Canto novo (Canto del sole IV, vv. 1-8): L influenza sulla poesia moderna L alta considerazione critica trova conferma e rispecchiamento nella enorme fortuna di Tibullo nella poesia italiana ed europea, che si esprime in un infinita serie di riprese puntuali, imitazioni e più in generale componimenti che trovano in uno o più modelli tibulliani la loro principale fonte di ispirazione. Se per alcuni critici (come, per esempio, Benedetto Gabriele d Annunzio. 373

Tua vivit imago - volume 2
Tua vivit imago - volume 2
Età augustea