Tua vivit imago - volume 2

Il contesto letterario La letteratura del principato in breve Definizione e origine del genere Per elegia (in latino eleg a, dal greco eleghèia, derivato di èlegos, voce di etimologia e significato originario incerto) si intende un componimento poetico scritto in distici elegiaci, cioè nella forma metrica che prevede l alternanza di un esametro e di un pentametro dattilici (distico significa infatti successione o strofe di due versi ). L impiego del distico elegiaco non individua, tuttavia, automaticamente un elegia, dal momento che potevano essere scritti in distici anche altri tipi di composizione (come per esempio gli epigrammi di Catullo o i Fasti di Ovidio). Che cos è che caratterizza, dunque, un elegia? Per tentare di rispondere a una domanda che non ha, comunque, una risposta univoca, bisogna guardare alle origini del genere nella Grecia arcaica: a partire dal VII secolo a.C. la forma elegiaca veniva impiegata in varie occasioni pubbliche e private, in particolare per le lamentazioni funebri, e nello stesso secolo scrissero elegie i poeti Callino e Tirteo, i cui componimenti erano soprattutto esortazioni alla guerra ed esaltazioni del valore militare; poco più tardi, verso la fine dello stesso secolo, fu attivo invece Mimnermo, che compose elegie di argomento amoroso e costituisce quindi un precedente significativo per l elegia latina, della quale anticipa anche la compresenza di riferimenti mitici e di sentimenti personali. Più tardi, tra il V e il IV secolo a.C., si colloca l opera di Antìmaco di Colofone, che nella Lide raccoglieva una serie di episodi mitici di amore tragico che servivano a consolarlo della morte della donna amata. In età alessandrina l elegia si specializza nella trattazione di racconti mitici, con un carattere fortemente erudito e intellettualistico, culminante negli itia ( Le cause o Le origini ) di Callimaco, quattro libri di elegie di genere eziologico (da àitia, in latino aetia), tese a illustrare le origini mitiche di usanze, riti, luoghi, nomi e così via. Il genere elegiaco assume, dunque, nella letteratura greca molte forme e tratta molti argomenti diversi, e l unica cosa che accomuna componimenti tanto differenti, oltre naturalmente al metro, è uno sviluppo relativamente ampio da una decina di versi a oltre cento e, allo stesso tempo, la tendenza ad articolare il pensiero in frasi o periodi piuttosto brevi, ciascuno dei quali tende a coincidere con l unità costituita dal distico stesso (l'unità sintattica si sovrappone a quella metrica). L elegia a Roma Con gli elegiaci latini il genere assume invece una fisionomia assai più specifica e definita, che ne accomuna, pur con alcune significative differenze, tutti e quattro gli esponenti (Cornelio Gallo, Tibullo, Properzio e Ovidio): la centralità del tema amoroso (per questo si parla di elegia latina d amore ); la prospettiva personale, con il poeta che parla di sé stesso e dei propri sentimenti (per cui si parla di elegia soggettiva ); la funzione conativa, cioè tesa a ottenere qualcosa dal destinatario, che la configura come una sorta di poesia di corteggiamento . L elegia è un genere diffusosi in Grecia a partire dal VII secolo a.C. Nel mondo greco il genere elegiaco non ha uno status definito: al suo interno si includono componimenti di forme e argomenti diversi, accomunati dal metro (il distico elegiaco), dalla lunghezza relativamente ampia e dalla composizione in periodi brevi coincidenti, spesso, con il distico stesso. LEZIONE TRECCANI L'elegia A Roma, forse grazie alla mediazione di alcuni carmi di Catullo, l elegia assume tratti distintivi e specifici: la tematica amorosa, il punto di vista soggettivo, la funzione conativa. Questi ultimi due aspetti non sono da intendere necessariamente in senso autobiografico, dal momento che l io poetico può, in linea di principio, non coincidere con l io biografico del poeta e le situazioni descritte possono essere, in tutto o in parte, immaginarie ( p. 38). Resta, a ogni modo, evidente un profilo assai ben delineato, che ha indotto gli studiosi a interrogarsi su quali possano essere stati i modelli greci di questa innovazione. Di fatto, però, non è possibile rispondere con certezza a questa domanda: l unico precedente che si può considerare sicuro è rappresentato da alcuni carmi di Catullo (in particolare il carme 68), che hanno in comune, con i poeti elegiaci, la tematica autobiografica, la centralità del tema amoroso e la presenza del mito. 37

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Età augustea