Tua vivit imago - volume 2

L autore Orazio 145 150 «Dic mihi, Musa, virum, captae post tempora Troiae qui mores hominum multorum vidit et urbes . Non fumum ex fulgore, sed ex fumo dare lucem cogitat, ut speciosa dehinc miracula promat, Antipha ten Scyllamque et cum Cyclope Charybdin. Nec reditum Diomedis ab interitu Meleagri, nec gemino bellum Troianum orditur ab ovo. Semper ad eventum fest nat et in medias res non secus ac notas auditorem rapit, et quae desperat tractata nitescere posse, relinquit, atque ita mentitur, sic veris falsa remiscet, primo ne medium, medio ne discrepet imum. «Narrami, o Musa, dell uomo che, caduta Troia, di molti popoli conobbe le culture e le città . Non il fumo esalato da un bagliore, ma la luce che dal fumo si sprigiona: ecco il suo obiettivo, per dare risalto allo splendore delle sue invenzioni: Antifate e Scilla e Cariddi col Ciclope. E non fa risalire il ritorno di Diomede fino alla morte di Meleagro, né la guerra troiana fino alle due uova. Sempre punta dritto verso l acme, trascinando il suo lettore nel bel mezzo degli eventi quasi già li conoscesse, mentre tralascia quei dettagli che secondo lui non possono brillare: e dunque inventa, mescola elementi veri e falsi, così che inizio, centro e fine non discordino fra loro. (trad. M. Beck) 143-147. Non fumum ab ovo Non fumum promat: [Omero] non progetta (cogitat) di far scaturire (dare) fumo da un bagliore, ma luce dal fumo, in modo da (ut) tirare fuori splendidi prodigi (spe ciosa miracula) ; la strategia encomiabile di Omero consiste nell aver dato inizio all Odissea con un esordio fumoso , non particolarmente brillante, e nell aver fatto seguire a questo tiepido incipit uno sviluppo luminoso e gravido di speciosa miracula. Antipha ten Charybdin: sono personaggi appartenenti al nòstos ( ritorno ) di Odìsseo: Antìfate è il re dei Lestrìgoni, popolo di cannibali che Odìsseo incontra nel libro X; Scilla e Cariddi sono i celebri mostri che vivono presso le opposte sponde dello stretto di Messina (libro XII), l una pronta a divorare i naviganti che si fossero accostati ai suoi scogli, l altra intenta a scatenare le correnti per spingere le navi contro le rocce; il Ciclope è il gigante Polifemo, munito di un solo occhio, che Odìsseo acceca (libro IX). La patina grecizzante del verso è evidenziata dalle desinenze dell accusativo alla greca -en (An tipha ten = Antipha tem) e -in (Charybdin = Charybdim). Nec reditum ab ovo: un altro merito di Omero è stato quello di non aver raccontato il ritorno di Odìsseo partendo dalle origini, come invece ha fatto un poeta del ciclo epico, che, nel raccontare il ritorno di Diomede da Troia, ha preso le mosse dalle vicende di un suo progenitore (Meleagro); allo stesso modo, nell Iliade egli ha raccontato la guerra di Troia dall ultimo anno e non tornando indietro nel tempo fino al concepimento di Elena (causa della guerra). Se così avesse voluto, egli avrebbe dovuto raccontare gli amori di Leda, che unendosi, contemporaneamente, al suo sposo Tìndaro e a Zeus (quest ultimo, sotto la forma di un cigno), diede alla luce Elena e i suoi fratelli (Càstore e Pollùce): da qui l espressione di Orazio gemino ab ovo, con riferimento alle due uova da cui sarebbero nati rispettivamente Elena e i Dioscùri. 148-152. Semper imum Semper rapit: si affretta (fest nat) sempre sull evento [principale] e trascina l ascoltatore (auditorem rapit) nel mezzo delle cose (in medias res) . et quae relinquit: si può tradurre letteralmente e lascia fuori quelle cose che egli non spera brillino, qualora trattate ; un altra grande qualità di Omero consiste nel riconoscere e raccontare ciò che giova all unitarietà dell opera e nel tralasciare, invece, ciò che è superfluo. atque imum: Omero è capace di trovare elementi di novità e di mescolare il vero al falso (letteralmente si può rendere sic veris falsa remiscet mescola cose vere alle cose false ), facendo sì che non sia mai compromessa l unità dell opera nelle sue parti costitutive interne. I falsa indicati al v. 151 corrispondono agli speciosa miracula del v. 144. 335

Tua vivit imago - volume 2
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Età augustea