T15 LAT - Un fulmine a ciel sereno

L autore Orazio T15 Un fulmine a ciel sereno tratto da Odi I, 34 latino La struttura dell ode è tripartita: nei vv. 1-5 Orazio dichiara di essere stato, in passato, tiepido cultore degli dèi; nei vv. 5-12 racconta di aver assistito a un fulmine a ciel sereno, fenomeno del tutto incomprensibile per gli epicurei, i quali non credevano alla possibilità che si verificasse; nei vv. 12-16 spiega che tale evento lo ha indotto a rivedere le proprie convinzioni epicuree e a meditare sul potere degli dèi, che egli, fino ad allora, aveva ritenuto estranei alle vicende umane, ma che adesso deve riconoscere capaci di mutare da un momento all altro la sorte degli uomini. Pa rcu s de o ru m cu lto r e t nfre que ns, nsa n e nt s du m sa p e nt ae co nsu ltu s e rro , nu nc re tro rsu m ve la da re a tque te ra re cu rsu s Metro: strofi alcaiche Parcus deorum cultor et infre quens, insanientis dum sapientiae consultus erro, nunc retrorsum vela dare atque iterare cursus 5 10 15 cogor relictos. Namque Diesp ter, igni corusco nubila dividens plerumque, per purum tonantis egit equos volucremque currum, quo bruta tellus et vaga flumina, quo Styx et invisi horrida Taenari sedes Atlanteusque finis concutitur. Valet ima summis mutare et insignem attenuat deus obscura promens; hinc apicem rapax Fortuna cum stridore acuto sustulit, hic posuisse gaudet. 1-5. Parcus relictos Parcus infre quens: moderato cultore degli dèi e non assiduo . insanientis erro: costruisci: dum erro (qui con valore di imperfetto, erravo ) consultus sapientiae insanientis ( esperto di un sapere folle ). Sapientiae consultus arieggia il tecnicismo iuris con sultus ( esperto del diritto ). Nota l ossimoro* e l allitterazione* nella callida iunctura insanientis sapientiae. nunc relictos: costruisci: nunc cogor dare vela retrorsum atque iterare cursus relictos. ! repetita iuvant à p. 305 5-12. Namque concutitur Diesp ter: forma arcaica corrispondente a Iuppiter. per purum currum: ha spinto (egit) nel cielo sereno (per purum) i cavalli del tuono (tonantis equos; tonantis è accusativo plurale maschile con desinenza in -is, equivalente a tonantes) e il carro alato (volucrem currum) . quo concutitur: dal quale sono scossi (concutitur) la terra pesante e i fiumi vaganti, lo Stige e la spaventosa dimora dell inviso Tènaro e il confine di Atlante . Lo Stige è un fiume dell Arcadia, posto dalla tradizione poetica negli inferi, a partire da Omero; invisi horrida Taenari sedes fa riferimento a un promontorio all estremità della Laconia, in Grecia, oggi chiamato Matapan, dove gli antichi credevano si trovasse l ingresso dell oltretomba. Nota la sinalefe tra invisi e horrida, che sottolinea la fosca rievocazione degli inferi. Il confine di Atlante , infine, è la parte occidentale della catena montuosa della Mauritania, sovente confusa con le colonne d Ercole. 12-16. Valet gaudet Valet promens: costruisci: deus valet mutare ima summis et attenuat insignem promens obscura. hinc gaudet: da una parte la Fortuna rapace ha tolto, con acuto stridore, la corona, qui si diverte a riporla , cioè la corona tolta con acuto stridore a qualcuno, la Fortuna rapace si diverte a riporla sul capo di qualcun altro . Apicem, da apex, era il copricapo del flamen Dialis, il sacerdote di Giove; qui designa, per metonimia*, il potere regale. Stridore acuto è espressione con cui Orazio ritrae icasticamente la Fortuna come una figura alata, rapida e rumorosa nel suo batter d ali. 303

Tua vivit imago - volume 2
Tua vivit imago - volume 2
Età augustea