T10 LAT - A cena da Nasidieno

L autore Orazio T10 A cena da Nasidieno tratto da Satire II, 8, 1-22; 54-74 latino Incontrando per strada l amico Fundanio, ospite il giorno precedente di Nasidieno Rufo, Orazio gli chiede come sia andato il pasto e chi fossero gli altri commensali. Fundanio fa il resoconto del ricco antipasto (gustatio) a base di cinghiale e poi passa a elencare i convitati secondo l ordine con cui erano seduti nei letti triclinari: accanto a lui, i letterati Viro e Vario, poi Vibidio e Balatrone (due clientes di Mecenate) e infine Porcio e Nomentano (due clientes di Nasidieno). Incaricato dal padrone di casa di elogiare le varie portate che vengono servite, Nomentano irrita con le sue chiacchiere gli altri ospiti, spingendoli a bere più vino. Nasidieno interviene per descrivere personalmente una portata a base di murena; in quel momento, però, crollano i tendaggi sulla mensa, sollevando una nera nube di polvere e causando il terribile imbarazzo di Nasidieno. t Na s die n iu v t | te ce na be a t ? U Metro: esametri 5 10 15 «Ut Nasidieni iuvit te cena beati? Nam mihi quaerenti convivam dictus here illic de medio potare die . «Sic, ut mihi numquam in vita fuerit melius . «Da, si grave non est, quae prima iratum ventrem placaverit esca . «In primis Lucanus aper; leni fuit Austro captus, ut aiebat cenae pater; acria circum rapula, lactucae, radices, qualia lassum pervellunt stomachum, siser, allec, faecula Coa. His ubi sublatis puer alte cinctus acernam gausa pe purpureo mensam pertersit, et alter sublegit quodcumque iaceret inutile quodque posset cenantis offendere, ut Attica virgo cum sacris Cereris procedit fuscus Hydaspes Caecu ba vina ferens, Alcon Chium maris expers. 1-9. Ut Nasidieni Coa Nam here: infatti, quando ieri ti ho cercato (quaeren ti here) come convitato (convivam, cioè per invitarti a cena ), mi è stato detto (est è sottinteso) . Here è forma alternativa rispetto a heri. potare: con il suo valore di sbevacchiare, tracannare , è verbo di maggiore e ironica espressività rispetto a bibe re (che vale semplicemente bere ). de medio die: la cena romana non iniziava prima dell hora nona, cioè delle tre del pomeriggio, e qui Orazio lascia intendere che per la cena di Nasidieno questa convenzione non è stata rispettata, iniziando a mezzogiorno. Sic melius: così [bene] che non sono mai stato meglio in vita mia. quae esca: costruisci: quae esca pla caverit prima ( per prima , complemento predicativo del soggetto) iratum ventre. La proposizione interrogativa indiretta è retta dall imperativo Da, dimmi . cenae pater: il padrone di casa, Nasidieno. faecula Coa: è la feccia ossia il deposito melmoso che si sedimenta sul fondo dei recipienti di vino del pregiato vino prodotto sull isola di Cos, usato come condimento. 10-15. His ubi expers His sublatis: tolti questi [piatti] , ablativo assoluto. ubi pertersit: quando (ubi, qui impiegato con valore temporale) un fanciullo con la tunica cinta in vita (alte cinctus) ebbe pulito bene (pertersit, perfetto di pertegeo) la mensa d acero (acernam) con un panno color porpora . Gausa pe designa un panno pregiato, specie se intinto nella porpora. quodcumque iaceret offendere: tutto ciò che di inutile giacesse [in tavola] e che potesse dare fastidio ai commensali . ut Attica virgo ferens: costruisci: fuscus Hydaspes ferens vina Caecu ba procedit ut virgo Attica cum sacris Cereris. Fundanio descrive qui l ingresso dello schiavo incaricato di portare a tavola il vino (Cae cu ba vina, il cècubo, prodotto nel Lazio meridionale; il plurale potrebbe indicare varie annate o diversi tipi dello stesso vino). Il nome attribuito al servo è quello di un fiume dell odierno Pakistan, l Hydaspes, affluente dell Indo, di modo che i convitati possano volgersi, con l immaginazione, a quei favolosi luoghi d Oriente da cui il servo probabilmente proveniva (fuscus), come se egli stesso ne fosse un souvenir da esibire. La suggestione quasi iconica della scena è accresciuta dalla similitudine* fra il servo e la Attica virgo, la canèfora attica impegnata nel portare in processione gli arredi sacri di Cerere. Alcon expers: Alcone [porta] vino di Chio senza acqua di mare . Il vino portato dal secondo schiavo è di Chio, pregiato come il cècubo, qui servito senza la tradizionale aggiunta d acqua di mare con cui veniva mescolato. 287

Tua vivit imago - volume 2
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Età augustea