T3 LAT ITA - La vittoria ad Azio

L autore Orazio Laboratorio sul testo COMPRENSIONE 1. Qual è l idea di fondo del componimento? In che modo viene espressa? 2. Come descrive Orazio la nuova condizione dell anonimo parvenu? 3. Attraverso quali artifici e scelte stilistiche Orazio rende più efficace il messaggio dell epòdo e sottolinea la propria avversione nei confronti dell anonimo personaggio che prende di mira? COMPETENZE ATTIVE cazion CA e CIVI Per discutere in classe Orazio rinfaccia al protagonista dell epòdo 4 di godere ingiustamente di privilegi che nella Roma antica spettavano a coloro che erano di nobili natali o che si erano distinti per meriti civili o militari. Capita spesso, anche oggi, che molti non riescano a comprendere e a capacitarsi dell improvviso successo di chi assurge a una condizione di prestigio senza avere particolari doti o meriti. Passando in rassegna il panorama sociale e culturale attuale, chi sono, secondo te, coloro che oggi godono immeritatamente di ricchezza e visibilità? Sulla base di quali parametri sarebbe opportuno, a tuo avviso, attribuire il giusto riconoscimento economico e sociale? Dopo aver riflettuto su questi spunti, confrontati con i compagni di classe in una discussione moderata dall insegnante. T3 La vittoria ad Azio tratto da Ep di, epòdo 9 latino italiano Il poeta si immagina a bordo di una nave della flotta di Ottaviano, dopo la battaglia di Azio (2 settembre 31 a.C.), intento a celebrare con un simposio la vittoria militare. Non sappiamo con certezza se Orazio abbia effettivamente partecipato allo scontro; eppure l epòdo riproduce con grande realismo il clima di trepidante attesa del dopo-battaglia: tutti sperano che la vittoria di Ottaviano sia ormai vicina, ma non si abbandonano del tutto alla gioia, perché Antonio non è stato ancora definitivamente sconfitto e si è dato alla fuga. Qua ndo re po stu m Ca ecu bum a d fe sta s da pe s v cto re lae tu s Cae sa re Metro: trimetri giambici alternati con dimetri giambici Quando repostum Caecu bum ad festas dapes victore laetus Caesare tecum sub alta sic Iovi gratum domo, beate Maecenas, bibam Quando, lieto per la vittoria di Cesare, berrò con te, o felice Mecenate, nella tua alta dimora il Cecubo riposto per i festosi banchetti così sia gradito a Giove 1-4. Quando repostum bibam Costruisci: Quando, laetus victore Caesare, bibam tecum, beate Maecenas, Cae cu bum repostum ad festas dapes sub alta domo. Quando: l avverbio interrogativo introduce il lettore quasi in medias res e trasmette un sentimento di gioia non ancora pienamente espressa; alla domanda qui formulata (il cui senso è: quando potrò celebrare la vittoria di Ottaviano? ), Orazio risponderà nell incipit* dell ode I, 37 (à T16) Nunc est bibendum (v. 1), cioè alla notizia della morte di Cleopatra. repostum: forma sincopata di repositum, participio perfetto di repo no. Caecu bum: uno dei vini più pregiati e apprezzati dai Romani, prodotto nel Lazio meridionale (Orazio lo cita più volte: per esempio nelle odi I, 20, 9; I, 37, 5; II, 14, 25; III, 28, 3). sub alta domo: Orazio si riferisce all alto palazzo di Mecenate sull Esquilino, menzionato anche al v. 10 dell ode III, 29. sic Iovi gratum: sottintende sit, congiuntivo ottativo. 251 Edu

Tua vivit imago - volume 2
Tua vivit imago - volume 2
Età augustea