I TESTI

I TESTI Orazio L incontro con l autore latino italiano T1 Vivere con equilibrio (Odi II, 3) 246 Gli Epòdi Nella situazione di fragilità e di povertà che il giovane Orazio vive dopo la sconfitta di Filippi (42 a.C.), l adesione al genere giambico è quasi naturale: i metri (numeri) e l ispirazione aggressiva (animi) di Archìloco di Paro ben si confanno al desiderio del poeta di esprimere, con toni polemici e violenti, il proprio disagio esistenziale. Tuttavia, l esperienza politica vissuta da Orazio è stata particolarmente rischiosa e i bersagli contro cui egli può volgere i propri odi, diversamente dall aristocratico Archiloco, non possono che essere figure marginali e sbiadite; nella Roma di Ottaviano egli deve mettere da parte l invettiva personale, e farsi portavoce, piuttosto, delle passioni di un intera generazione: dall insofferenza per l emergente categoria sociale degli arricchiti alle inquietudini derivanti dalle guerre civili. Ciò non esclude, però, la libera, sperimentale trattazione di altri contenuti (res), in ottemperanza a un criterio di varie tas: è il caso della tematica amorosa sviluppata nell epòdo 11, connessa alla lirica erotica greca di età ellenistica. italiano T2 Un borioso parvenu (epòdo 4) 249 latino italiano T3 La vittoria ad Azio (epòdo 9) 251 latino T4 Un amore invincibile (epòdo 11) 257 latino italiano T5 Le false promesse di Neèra (epòdo 15) 261 Le Satire Se da Lucilio Orazio desume alcuni tratti distintivi, come la componente autobiografica, l ideale di satira che egli propugna è profondamente diverso: non una critica pugnace contro singoli individui, ma una disamina empirica dei vizi che affliggono intere categorie di persone, come la stoltezza degli arrivisti e degli arrampicatori sociali, pungolati da vacue chimere, e come la triste comicità dei nuovi ricchi, latino italiano animati dall ambizione di apparire raffinati e di frequentare personalità eminenti per farsi strada nella società. A questa realtà sociale Orazio guarda con l umorismo cordiale di un moderato epicureo, fermamente convinto che la nobiltà di un uomo non derivi dai suoi natali, né dalle cariche politiche o dalle ricchezze accumulate, ma soltanto dalle sue doti e dai suoi meriti morali. Ognuno ha i propri difetti (I, 3, 1-37) Testo PLUS italiano T6 Il viaggio a Brindisi (I, 5) 264 italiano T7 Figlio di un liberto (I, 6) 269 latino italiano T8 Il seccatore (I, 9) 275 italiano T9 Campagna e città: due modelli di vita a confronto (II, 6) 282 T10 A cena da Nasidieno (II, 8, 1-22; 54-74) 287 latino 243

Tua vivit imago - volume 2
Tua vivit imago - volume 2
Età augustea