PLUS - Essere donna a Roma

L ET DI AUGUSTO in breve I triumviri introducono I primi provvedimenti Istituita la magistratura, i triumviri si sbarazzano innanzitutto liste di proscrizione dei nemici che fino a quel punto li hanno ostacolati, ricorrendo come già avvenuto ducontro gli oppositori rante la dittatura di Silla a liste di proscrizione attraverso cui eliminano centinaia di see una tassa sulle natori e cavalieri, fra i quali Marco Tullio Cicerone. In questo modo i triumviri riescono ricche matrone; nel 42 a.C. Cesare viene non solo ad avere la meglio sugli oppositori, ma anche a mettere le mani su un immensa divinizzato. ricchezza i patrimoni degli assassinati con cui far fronte alle spese per la guerra che si accingono a combattere contro Bruto e Cassio. La situazione delle finanze pubbliche è infatti così precaria che, oltre al denaro ottenuto dalla vendita dei beni dei proscritti, si decide di ricorrere a una tassa straordinaria, che colpisce in particolare le matrone delle famiglie più ricche; questo episodio merita di essere ricordato perché, per la prima volta nella storia di Roma, vede una donna prendere la parola nel Foro. Ortensia, figlia del celebre oratore Quinto Ortensio Ortalo, esperta di arte retorica come il padre, ha il coraggio di affrontare pubblicamente i triumviri per difendere la causa delle matrone, a suo dire ingiustamente tassate ( vedi sotto). Un altra iniziativa degna di nota è la divinizzazione di Cesare da parte del Senato, avvenuta nel 42 a.C., in seguito alla quale il suo erede può fregiarsi dell appellativo di Divi filius, figlio del divino [Cesare] , traendone ulteriore prestigio. Dopo la vittoria Filippi e l assetto delle province Alla fine del 42 a.C., forti di questa posizione di potere di Antonio e Ottaviano all interno della res publica, i triumviri muovono guerra a Bruto e Cassio: mentre Lepido su Bruto e Cassio resta a Roma, i suoi due colleghi affrontano le armate degli ultimi cesaricidi, sbaragliandole a Filippi (42 a.C.), definitivamente presso la città macedone di Filippi. Il merito della vittoria è principalmeni triumviri si spartiscono le province e Ottaviano te di Antonio, abile comandante, che ne esce politicamente rafforzato e in grado di imporre confisca delle terre una revisione a lui favorevole della distribuzione dei territori conquistati: gli toccano infatti in favore dei veterani. le ricche province dell Oriente. Lepido riceve invece l Africa settentrionale, mentre al giovane Ottaviano sono assegnate la Spagna e l Italia: controllare Roma è senza dubbio un compito tanto prestigioso quanto difficile, perché significa doversi misurare con le necessità e gli umori Essere donna a Roma Nel 42 a.C. a Roma accade un evento straordinario: per la prima volta nella storia della res publica una donna prende la parola in pubblico nel Foro. Infatti, in quell anno Ottaviano, Antonio e Lepido decidono di imporre una nuova tassa sui grandi patrimoni, che secondo il racconto degli scrittori Appiano e Valerio Massimo ricade in primo luogo sulle donne della nobiltà. Ortensia, figlia del celebre oratore Quinto Ortensio Ortalo, osa affrontare i triumviri e difendere la causa delle matrone, riuscendo a ottenere condizioni più miti. L episodio diventa assai celebre nell antichità, anche perché la donna tiene un discorso talmente abile e ben costruito che la sua orazione verrà ancora letta e studiata nella seconda metà del I secolo d.C., ai tempi del maestro di retorica di età imperiale Quintiliano («Hortensiae Quinti filiae oratio apud triumviros habita legitur non tamen in sexus honorem , Quint. I, I, 6). Ortensia rappresenta tuttavia un ec- 22 cezione: nata in una famiglia nobile, durante l infanzia ha avuto accesso a un istruzione superiore che non era affatto garantita alle donne di bassa estrazione sociale. Nonostante la propria condizione familiare, comunque, il suo ruolo resta subordinato a quello maschile. Secondo il diritto romano, la donna è priva di personalità giuridica: si trova sempre sotto la tutela di un uomo, si tratti del padre, del marito, del fratello o di un altro tutore legale. Inoltre, essa ha l obbligo di mantenere un comportamento decoroso: le è proibito bere vino ed è tenuta a praticare la pudicitia, ossia a seguire rigide prescrizioni che testimoniano la sua integrità morale. Nella società romana, però, esiste una profonda differenza fra la capacità giuridica della donna e la sua posizione sociale: al contrario di quanto accade nel mondo greco, dove la condizione femminile è totalmente subalterna, la matrona romana gode di grande rispetto e prestigio.

Tua vivit imago - volume 2
Tua vivit imago - volume 2
Età augustea