T3 - Morte di una zanzara (Culex)

La vita dopo la morte dei sentimenti del defunto, ma quando prova a fargli delle domande per chiedergli le motivazioni del suo gesto si accorge che le sue parole rimbalzano nel vuoto. Dal titolo della poesia emerge, quindi, la consapevolezza che non solo l intervista al suicida, ma anche eventuali domande sull eternità non potranno avere risposta. Perciò il perché l hai fatto? avrà come risposta il desolato crepitio di un cespuglio in fiamme che (a differenza dell immagine dantesca di Ulisse avvolto nel fuoco che racconta gli ultimi istanti della sua vita) non fornirà alcuna informazione a Sereni. Per il poeta, infatti, quelle fiamme non sono «simulacri di fantasmi «e nemmeno figure della vita . Partendo da questi versi, metti a confronto Virgilio e Sereni riguardo al ruolo del poeta e della poesia in relazione alla morte e alla rappresentazione dell aldilà. T3 Morte di una zanzara Culex, 210-228 Il Culex ( La zanzara ) è un poemetto di 414 esametri composto quasi certamente nel I secolo d.C., ricon ducibile al genere dell epillio* e parte dell Appendix Vergiliana, raccolta di componimenti falsamente attri buiti a Virgilio. In esso si racconta di un pastore che, svegliato dalla puntura di una zanzara, la uccide, per poi rendersi conto che stava per essere morso nel sonno da un serpente; la notte successiva gli appare in sogno l ombra della zanzara, che lo rimprovera per la sua ingratitudine: al risveglio, il pastore erige all insetto un piccolo tumulo con un epigrafe sepolcrale. Il poemetto rielabora in modo originale e con intenti almeno in parte parodistici (ma su quest ultimo punto la critica non è del tutto concorde) un motivo frequente nell epi ca classica, quello dell ombra di un defunto che compare in sogno a qualcuno, per ammonirlo oppure per chiedere sepoltura. Ti presentiamo qui l inizio del monologo pronunciato dalla zanzara, che occupa oltre 170 versi e comprende anche un ampia descrizione del regno dei morti. 210 215 220 Per quali colpe, a cosa sospinta sono costretta a subire dolorose vicende! Mentre la tua vita mi fu più cara della mia stessa vita, sono trascinata nel vuoto dai venti. Tu tranquillo ristori le membra in una piacevole quiete, sottratto a una funesta morte, mentre i Mani1 costringono le mie spoglie ad attraversare le acque del Lete.2 Sono trascinata preda di Caronte;3 vedi come le soglie illuminate dalle fiaccole brillano nei minacciosi templi! Mi si fa incontro Tisifone,4 cinta di serpenti da ogni parte, e mi agita contro fiamme e crudeli sferzate; poi viene Cerbero5 (come deflagra la bocca di orribili latrati!) i cui colli da una parte e dall altra sono irti di serpenti attorcigliati mentre gli occhi sanguigni emettono lampi di luce. Ahi, perché la tua gratitudine si allontanò dai suoi doveri, mentre 1. Mani: sono le anime dei defunti. 2. Lete: il fiume dell oltretomba, le cui ac que conferiscono l oblio. 3. Caronte: il nocchiero dell oltretomba, che trasporta oltre il fiume Acheronte le anime dei morti. 4. Tisifone: una delle tre Furie, insieme ad Aletto e Megera. 5. Cerbero: il cane mostruoso, custode dell ingresso dell Ade. 209

Tua vivit imago - volume 2
Tua vivit imago - volume 2
Età augustea