Tua vivit imago - volume 2

L ET DI AUGUSTO 315 320 exquiritque auditque virum monumenta priorum. Tum rex Evandrus, Romanae cond tor arcis: «Haec nemora indigenae Fauni Nymphaeque tenebant gensque virum truncis et duro robore nata, quis neque mos neque cultus erat, nec iungere tauros aut componere opes norant aut parcere parto, sed rami atque asper victu venatus alebat. Primus ab aetherio venit Saturnus Olympo, arma Iovis fugiens et regnis exsul ademptis. Is genus indocile ac dispersum montibus altis composuit legesque dedit Latiumque vocari maluit, his quoniam latuisset tutus in oris. e lieto chiede ed ascolta i ricordi degli antichi. Allora il re Evandro, fondatore della rocca romana: «Abitavano questi luoghi Fauni indigeni e Ninfe, e forti creature nate da tronchi di duro rovere; non avevano civiltà di costumi, né sapevano aggiogare tori, o raccogliere provviste, o serbare il raccolto, ma gli alberi e la dura caccia li sostenevano di nutrimento. Primo venne Saturno dall etereo Olimpo, fuggendo le armi di Giove ed esule dal regno usurpato. Raccolse la stirpe indocile e dispersa per gli alti monti, e diede leggi e volle che si chiamassero Lazio le terre nella cui custodia era vissuto nascosto. exquiritque arcis: all urgenza con cui Enea chiede informazioni sui virum (= virorum) monumenta priorum (cioè sulle tradizioni, sulle memorie antiche), ben evidenziata dalle enclitiche -que (exquiritque auditque), Evandro reagisce con la cautela metodica di un antiquario che intende accontentare il suo interlocutore con calma e precisione (il verso Tum rex Evandrus, Romanae cond tor arcis è connotato dalla successione di ben cinque spondei); Evandro è detto Romanae cond tor arcis, in quanto fondatore del Pallanteo, città sul colle Palatino dove poi sorgerà Roma. 314-318. Haec nemora alebat Fau ni Nymphaeque: nel ricostruire la storia primitiva del Lazio, Evandro indica, come primi abitatori di questa terra, insieme alle Ninfe (dee delle fonti, del mare e delle selve), i Fauni, esseri già ricordati da Ennio (Annales 207 Skutsch) come depositari semidivini dell antica poesia oracolare in saturni (Fauno è anche antenato del re Latino). gensque erat: la descrizione della gens che popolava il Lazio in questa epoca barbarica riecheggia un passo del 166 quinto libro del De rerum natura di Lucrezio (At genus humanum multo fuit illud in arvis / durius, «Un genere umano fu quello nei campi molto più duro , vv. 925-926, trad. L. Canali): un popolo privo di cultus, non aduso ai lavori agricoli, capace di procacciarsi il cibo soltanto a caso. Questo aspetto mostra bene come per Virgilio l età dell oro non inizi con le genti primitive del Lazio, ma con l arrivo di Saturno (vv. 324-325). Quis è dativo plurale arcaico del pronome relativo (equivale a quibus). componere opes: l espressione indica la raccolta dei frutti della terra. norant: forma sincopata per noverant. parcere parto: con efficace omeoarto*, indica la capacità di risparmio, principio fondamentale dell etica di Evandro (parto è dativo, richiesto da parcere, del participio perfetto di pario). victu: duplice la possibile valutazione del termine: o supino passivo di vivo da connettere ad asper ( difficile a viversi ) o ablativo di limitazione o strumentale di victus dipendente da alebat (come è inteso nella traduzione proposta). 319-323. Primus in oris Saturnus: il dio Saturno corrisponde al greco Krònos, cacciato dal cielo dal padre Zeus (arma Iovis fugiens) e costretto a trovare rifugio sulla terra, che per Virgilio corrisponde al Lazio (dove sarebbe stato accolto da Giano). Con Saturno ha inizia l era della civiltà, la vera e propria età dell oro: il fatto che Evandro (esule dall Arcadia) parli di un dio esule (Saturno) a un altro esule (Enea) non è certo casuale, trattandosi in tutti e tre i casi di personaggi che danno avvio a nuove epoche felici nelle terre in cui hanno trovato ospitalità: tre prefigurazioni di Augusto, che a sua volta inaugurerà una nuova età dell oro. Is genus indocile: la stirpe qui indicata coincide con i Fauni e le Ninfe del v. 314, raccolti e disciplinati da Saturno con l introduzione di prime norme sociali. Latiumque in oris: sull etimo di Latium da lateo (his quoniam latuisset) relativamente cioè al fatto che il Lazio si sarebbe così chiamato in quanto qui era vissuto nascosto Saturno non tutti gli antichi erano d accordo: Servio Danielino riferisce, per esempio, che per altri il nome Lazio sarebbe derivato da Latino.

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Età augustea