T19 LAT - Enea nell’oltretomba

L autore Virgilio T19 Enea nell oltretomba tratto da Eneide VI, 236-263 latino Nel sesto libro Enea si reca a Cuma per consultare la Sibilla ed entrare con lei nel regno dei morti. L ingresso dell eroe nell Ade avviene attraverso una grotta presso il lago d Averno (oggi nel comune di Pozzuoli): un luogo tenebroso e inaccessibile descritto da Virgilio con dovizia di particolari dove la Sibilla, con i suoi ministri e lo stesso Enea, offrono un sacrificio agli dèi inferi. Metro: esametri 240 245 H s a ct s, pro pe re e xse qu tu r | prae ce pta S by llae His actis propere exsequitur praecepta Sibyllae. Spelunca alta fuit vastoque immanis hiatu, scrupe a, tuta lacu nigro nemorumque tene bris, quam super haud ullae poterant impune volantes tendere iter pinnis: talis sese halitus atris faucibus effundens supera ad convexa ferebat, [unde locum Grai dixerunt nomine Aornum]. Quattuor hic primum nigrantis terga iuvencos constituit frontique invergit vina sacerdos et summas carpens media inter cornua saetas ignibus imponit sacris, libamina prima, voce vocans Hecaten caeloque Ereboque potentem. Supponunt alii cultros tepidumque cruorem succipiunt pateris. Ipse atri velleris agnam 236-240. His actis iter pinnis His actis: ablativo assoluto; il suo valore letterale è compiute queste cose , ma qui si riferisce al compimento del rito funebre per Miseno (il trombettiere di Enea) che era stato prescritto dalla Sibilla. Spelunca: la grotta oggi detta della Sibilla , presso il lago d Averno: una grotta rocciosa (scrupe a), difesa da un lago nero e dall ombra dei boschi . quam super pinnis: sopra la quale nessun uccello (haud ullae volantes) poteva impunemente aprirsi la via (tende iter) con le ali ; quam super, in anastrofe*, introduce una proposizione relativa. 240-243. talis sese Aornum talis ferebat: tale fiato (talis halitus), esalando dal nero abisso (atris faucibus effundens), saliva verso [luoghi] convessi al di sopra [della terra] . Super ad convexa è un altra anastrofe per ad supera convexa. unde locum Aornum: donde i Greci chiamarono il luogo con il nome di Aorno . Aornum significa letteralmente sen- Audio LETTURA ! repetita iuvant p. 163 à za uccelli ; questo etimo è generalmente giudicato dubbio e grossolano; da qui l espunzione del verso (che è, per questo, posto tra parentesi quadre). Occorre però ricordare che lo stesso etimo è indicato da Lucrezio, De rerum natura VI, 738-766. 243-247. Quattuor potentem hic: nella spelunca. terga: accusativo di relazione; (neri) nel dorso . constituit: si può sottintendere ante aras: collocò [davanti all altare] . fronti invergit vina: e versò vino sulla fronte . et summas saetas: e strappando un ciuffo di peli in mezzo alle due corna . Media inter cornua è anastrofe per inter media cornua. libamina prima: predicativo dell oggetto (saetas), che si può tradurre come primizie d offerta . He caten: accusativo con desinenza greca, è il nome di una divinità indicata da Esiodo come figlia di Asteria; venerata come protettrice delle strade e dei crocicchi con il nome latino di Trivia, era anche dea delle ombre, degli incantesimi e della magia. Tri- plice il suo aspetto (ctonia, terrestre e lunare), con tre teste oppure tre corpi. Erebo: nome indicante sia il dio degli Inferi, sia il regno dei morti, che gli antichi collocavano sotto gli Inferi, al centro della terra. 248-251. Supponunt vaccam alii: i ministri della Sibilla. cultros: accusativo plurale da culter, indicante il pugnale usato per i sacrifici. succipiunt: forma arcaica equivalente a suscipiunt. Ipse: da concordare con Aeneas del verso successivo. atri velleris agnam: una pecora dal vello nero (con atri velleris genitivo di qualità) perché le vittime per il regno dei morti dovevano essere nere. matri sorori: la madre delle Eumenidi è la Notte, la grande sorella è la Terra, figlie, entrambe, del Caos. Le Eumenidi corrispondono alle Furie dei latini e sono personificazioni della vendetta, punitrici di coloro che violano le leggi naturali (per esempio i parricidi). 161

Tua vivit imago - volume 2
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Età augustea