T18 ITA - La morte di Didone

L autore Virgilio ! repetita iuvant LE PROPOSIZIONI DI VALORE ESCLAMATIVO In generale in latino, ma anche in italiano, gli aggettivi, i pronomi (tranne uter) e gli avverbi interrogativi hanno anche valore esclamativo; sono pertanto utilizzati per esprimere le proposizioni esclamative oppure delle proposizioni interrogative dirette o indirette che presentano una sfumatura esclamativa (come, per esempio, il celebre incipit della prima Catilinaria ciceroniana: Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?). Valore di esclamazione può avere anche l infinito (presente o perfetto), il cui soggetto, se presente, è espresso in accusativo (Huncine solem / tam nigrum surrexe mihi!, Orazio). 1. Individua nel passo proposto tutte le proposizioni esclamative. ANALISI 4. La prima reazione di Didone al racconto di Enea (vv. 1-5) è descritta dal poeta attraverso immagini che rimandano ai campi semantici della follia, della ferita e del fuoco d amore; rintracciali nel testo. 5. Attraverso quali figure retoriche è indicato l appressarsi dell alba? COMPETENZE ATTIVE Per discutere in classe L amore che travolge Didone è un vero e proprio furor devastante che la conduce a un epilogo tragico. La vicenda di Didone molto ha da insegnarci sulla nascita dei sentimenti e sulle dinamiche, spesso distruttive, dell amore. Sulla base dello spunto offerto da questo brano, discuti con i tuoi compagni e compagne su quali fattori potrebbero trasformare una relazione d amore in un rapporto nocivo per l equilibrio psico-fisico di una persona. T18 La morte di Didone tratto da Eneide IV, 642-705 italiano Nel corso del quarto libro è stata narrata la storia d amore tra Didone ed Enea. Alla fine però l eroe, dopo aver ricevuto da Hermes, il messaggero degli dèi, l ordine di partire, obbedisce e decide di proseguire il suo viaggio; a nulla valgono le proteste della regina. Giunto il giorno della partenza, all alba i Troiani prendono il largo. Didone, osservandoli dalla rocca, maledice Enea e i suoi discendenti, invocando eterno odio fra i due popoli. E poi, non le resta altro che il suicidio. 645 650 Ma Didone, agitata e stravolta dalla ferocia dei suoi propositi, volgendo lo sguardo sanguigno, cosparsa di macchie le gote frementi, e pallida della morte futura, irrompe nelle intime soglie del palazzo,1 e sale furiosa gli alti gradini, e snuda la spada dardania,2 dono non a quest uso richiesto. Qui, quando vide le iliache vesti3 e il noto giaciglio, un poco indugiando in lagrime e in pensiero, si adagiò sul letto, e disse le estreme parole: 1. nelle intime soglie del palazzo: sono le stanze più interne della reggia, dove Didone ha fatto innalzare una pira. 2. la spada dardania: è la spada donatale da Enea. 3. iliache vesti: sono le vesti di Enea op- pure le vesti donate dall eroe a Didone (cfr. Eneide I, 648-649). 155

Tua vivit imago - volume 2
Tua vivit imago - volume 2
Età augustea