T17 LAT - L’amore di Didone

L ET DI AUGUSTO T17 L amore di Didone tratto da Eneide IV, 1-30 latino Il quarto libro si apre con la descrizione della cura (il tormento ) che affligge Didone. Per volere di Venere, Cupido si è presentato al banchetto, assumendo l aspetto di Iulo, e ha suscitato nella regina un sentimento d amore travolgente per Enea. Didone, quindi, scopre adesso di avere in petto una passione che non le dà pace e Virgilio, con competenze retoriche raffinatissime, indaga la psiche della donna, combattuta fra il desiderio di cedere all amore e il richiamo al rispetto del vincolo coniugale con il defunto marito Sicheo. A t re g na gra v | ia mdu du m sau c a cu ra Metro: esametri 5 10 At regina gravi iamdudum saucia cura volnus alit venis et caeco carpitur igni. Multa viri virtus animo multusque recursat gentis honos; haerent infixi pectore voltus verbaque nec placidam membris dat cura quietem. Postera Phoebea lustrabat lampade terras umentemque Aurora polo dimoverat umbram, cum sic unanimam adloquitur male sana sororem: «Anna soror, quae me suspensam insomnia terrent! Quis novos hic nostris successit sedibus hospes, quem sese ore ferens, quam forti pectore et armis! Credo equidem, nec vana fides, genus esse deorum. Degeneres animos timor arguit. Heu quibus ille iactatus fatis! quae bella exhausta canebat! 1-5. At regina quietem At: ha valore avversativo e connette l avvio del nuovo libro alla chiusa del precedente, nel quale Enea, conclusa la narrazione delle disavventure vissute nel viaggio da Troia a Cartagine, quievit (III, 718). regina cura: la regina da tempo piagata (saucia) da un pesante tormento (gravi cura) . Nota la disposizione chiastica di questo primo verso (sostantivo aggettivo / aggettivo sostantivo). volnus alit igni: nutre nelle vene una ferita (volnus = vulnus) e si strugge di una fiamma nascosta . Multa viri multusque: figura etimologica* (viri virtus) e poliptoto* (Multa multusque). recursat: frequentativo di recurro. Puoi tradurre continuano a tornarle in mente : i soggetti sono Multa viri virtus ( il grande valore dell eroe ) e multus gentis honos ( la grande gloria della [sua] stirpe ). haerent verbaque: restano infissi nel cuore il [suo] volto (voltus = vultus) e le [sue] parole . Infixi è participio perfetto di 152 ! repetita iuvant p. 155 à inf go, con valore predicativo rispetto ai soggetti voltus e verba. nec placidam quietem: né l affanno dà alle sue membra un placido riposo . 6-8. Postera sororem Phoebea lampade: lett. con la luce di Febo , cioè la luce del sole. Aurora: personificazione* che descrive in forma poetica l alba (considerata dagli antichi figlia del titano Iperione e sorella del Sole e della Luna). umen tem umbra: l umida ombra , iperbato*. polo: ablativo di allontanamento, indica propriamente l asse terrestre, quindi, in modo traslato, anche il cielo. cum so rorem: quando, folle (male sana) [Didone] parla così alla fedele sorella . Male è avverbio equivalente a non o minus. 9-14. Anna soror canebat! Anna soror: entra qui in scena Anna, la sorella di Didone, già presente nel Bellum Poenicum di Nevio, una delle fonti di Virgilio. Il suo ruolo è quello di discreta confidente della regina. suspensa: participio perfetto di suspendo, ha valore predicativo rispetto a me, con cui è concordato ( che sogni mi spaventano e mi tengono agitata! ). Quis hospes: quale ospite straordinario è entrato nel nostro palazzo ; novos equivale a novus ed è vox media, qui con il valore positivo di straordinario . ore: ablativo di limitazione ( quale si mostra nell aspetto ). quam forti armis: lett. con quanto forte petto e armi ; puoi tradurre: con quanta forza nel cuore e nelle armi! . Credo equidem deorum: sottintendi eum (= Aeneam) quale soggetto della proposizione oggettiva genus esse deorum: Credo certamente, né [è] vana fede, che egli sia stirpe di dèi . exhausta: participio perfetto di exhaurio, tecnicismo navale indicante propriamente lo svuotamento della sentina dall acqua del mare che vi è penetrata all interno ( prosciugare ) e qui usato, metaforicamente, con il significato traslato di sopportare fino in fondo .

Tua vivit imago - volume 2
Tua vivit imago - volume 2
Età augustea