Tua vivit imago - volume 2

L ET DI AUGUSTO tica di VI, 1140 (vastavitque vias, exhausit civibus ur bem, «desolò le contrade e vuotò la città di abitanti ). Talvolta, invece, la rielaborazione del modello lu creziano consiste nella contrazione in pochi versi di sezioni più estese del De rerum natura: è il caso dei vv. 482485 in cui Virgilio descrive i sintomi che anticipano la morte in forma più sintetica rispetto a Lucrezio, che vi dedica una pericope più ampia (VI, 11451198). Scientificità argomentativa, razionalità sintattica Le argomentazioni scientifiche di Virgilio sono studia te e stilisticamente raffinate. Quando nei vv. 482485 egli contrappone le due fasi del male, istituisce un an titesi* fra l ignea sitis (vv. 482483), che determina l inaridimento dei tessuti molli, e il fluidus liquor (v. 484), che causa, invece, il liquefarsi delle ossa. Al v. 487, con l espressione lanea dum nivea circumdatur infu la vitta, nel descrivere l offerta della vittima sacrifi cale e nel richiamarsi al sacrificio di Ifigenìa descritto da Lucrezio («Non appena la benda ravvolta alle chio me virginee , I, 87), Virgilio struttura il verso secondo il tradizionale schema del cosiddetto versus aureus* (abCAB). Al v. 498, nell introdurre la scena di mor te del cavallo, Virgilio esordisce con Lab tur, verbo pregno di drammatico pàthos, collocato in posizione enfatica rispetto allo sviluppo della sintassi dei versi successivi; sintassi che si fa volutamente meno per spicua nel descrivere lo stravolgimento fisico a cui gli animali sono soggetti a causa della peste: nota come nello stesso v. 498 studiorum possa essere inteso sia come genitivo di relazione dipendente da infelix ( fallimentare nei tentativi , secondo un uso attestato anche in Georgiche I, 276277, dies / felicis ope rum, «giorni adatti ai lavori ), sia come genitivo richie sto al pari di herbae da immemor, come sembra suggerire e far preferire la struttura ritmica del verso, in cui la cesura pentemimere separa nettamente in felix da studiorum, isolando Lab tur infelix come in Eneide V, 329. Laboratorio sul testo COMPRENSIONE 1. Quali sono, nella descrizione virgiliana, i sintomi che accompagnano la malattia degli animali? 2. Che cosa succede agli animali scelti come vittime sacrificali? In che cosa consiste la gravità dell avvenimento? ANALISI 3. Individua il valore dei seguenti ablativi: toto aestu (v. 479); tabo (v. 481); venis omnibus (vv. 482-483); morbo (v. 485); faucibus obesis (v. 497). 4. Quali artifici retorici riconosci nell espressione interdum gemitu gravis, imaque longo / ilia singultu tendunt (vv. 506-507) ? Quale effetto producono sul testo? COMPETENZE ATTIVE Mettiti alla prova ESERCIZIO ONLINE Per approfondire Nel passo qui proposto Virgilio, con una sensibilità molto moderna, manifesta una profonda solidarietà nei confronti degli animali descritti, vittime innocenti di un morbo violento e implacabile di fronte al quale anche l uomo, come gli animali, è impotente. Virgilio rende gli animali pienamente partecipi della vita degli uomini nella condivisione della sofferenza spirituale o del dolore fisico causato da una malattia come la peste. Il mondo animale e il suo rapporto con l uomo ha da sempre affascinato scrittori e poeti. Su myDbook ti proponiamo alcuni spunti di testimonianze letterarie il cui tema è il mondo animale e il suo rapporto con l uomo: scegline uno e fai alcune ricerche a riguardo, esponendo in una breve relazione i risultati del tuo approfondimento. 130

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Età augustea